Posts tagged ‘autismo’

novembre 18, 2013

Continuano le pronunce giudiziarie che attestano la correlazione vaccini/autismo

 

Foglio da considerarsi parte integrante del verbale di udienza del 11/11/2013 nella causa di previdenza iscritta al n.624/2011 Lavoro e Previdenza promossa da: [omissis] e [omissis] in nome e per conto di [omissis] rappresentati e difesi dall’avv. Luca Ventaloro in virtù di procura speciale in atti, parte attrice conVisualizza altro

marzo 2, 2013

Autismo, schizofrenia, Adhd, bipolarismo e depressione condividono gli stessi geni.

Autismo, schizofrenia, Adhd, bipolarismo  e depressione condividono gli stessi geni

AUTISMO e schizofrenia pari non sono, su questo non c’è dubbio alcuno. Ma uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista medica Lancet ora getta nuova luce sui fattori in comune di queste due malattie e di altre tre: sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), disturbo bipolare e depressione. Tutte queste malattie condividono infatti alcuni rischi d’origine genetica.

A dimostrarlo è appunto un’enorme studio del Psychiatric Genomics Consortium, un ente a cui collaborano ricercatori in 19 paesi, che ha analizzato 61mila individui, alcuni che soffrivano di questi disturbi e altri no. “Queste malattie, che oggi consideriamo nettamente diverse le une dalle altre, potrebbero avere confini molto più smussati”, spiega il dottor Jordan Smoller del Massachusetts General Hospital, uno dei medici a capo del progetto.

I ricercatori hanno trovato quattro regioni di dna collegato a tutti e cinque i disturbi, e in particolare le variazioni di due geni che regolano il flusso di calcio nelle cellule cerebrali, meccanismo chiave con cui i neuroni dialogano.

settembre 21, 2012

Autismo: al via il progetto pediatri veneti per diagnosi precoce.

autismo

12:04 am | Prende il via, a Vicenza, il Progetto ”I Bambini che non guardano e giocano da soli”, organizzato dalla Fimp (Federazione Medici Pediatri) del Veneto che punta all’intercettazione precoce…

21 settembre 2012 / Leggi tutto »

maggio 5, 2012

Autismo: con trapianto di midollo si rallenta la sindrome di Rett.

Ricercatori della University of Virginia School of Medicine negli Usa hanno utilizzato un di per bloccare i sintomi della , una malattia facente parte delle disfunzione di tipo autistico.

 

Lo studio, effettuato su top’ di laboratorio, e’ stato pubblicato su ‘Nature’. “Normalmente,il viene utilizzato per trattamenti delle disfunzioni del . Evidentemente esiste un collegamento tra e la , una malattia neurologia debilitante per le ragazze e mortale per i ragazzi, causata da una mutazione di un gene sul cromosoma X” ha spiegato Noel C. Derecki, ricercatore a capo dello studio.

“Abbiamo effettuato un di in topi con gravi casi della malattia, e poche settimane di vita. I topi hanno recuperato benissimo, mettendo su peso, camminando e respirando meglio”.

febbraio 18, 2012

Autismo, a sei mesi già visibile con la brain imaging.

Da un nuovo studio basato su tecniche di condotto dalla University of North Carolina, Chapel Hill, emergono delle differenze significative nello del nei ad alto rischio di gia’ dall’eta’ di 6 mesi.

 

“Si tratta di una scoperta molto importante – ha detto Jason J. Wolff, ricercatore presso il Carolina Institute for Developmental Disabilities (CIDD) e primo autore dello studio pubblicato sul Journal of Psychiatry – perche’ rappresenta un primo passo verso lo di un per il rischio di , uno strumento molto piu’ precoce rispetto agli attuali mezzi diagnostici”. Lo studio suggerisce, inoltre, che l’ non appare improvvisamente nei piccoli, ma si sviluppa nel tempo durante l’infanzia.

ottobre 9, 2011

Ottenuti topi in laboratorio con comportamenti autistici.

Gli animali con tre copie del Ube3a hanno dimostrato di rappresentare un buon modello della , presente in un piccola percentuale di soggetti affetti da

 

Nell’ultimo decennio, le nuove tecnologie hanno permesso di dimostrare la natura sostanzialmente genetica dei disturbi dello spettro autistico, ma determinare esattamente quali geni siano coinvolti nella loro insorgenza è rimasto finora fuori portata.
Ora una ricerca condotta presso il Beth Israel Deaconess Medical Center () ha creato un topo geneticamente ingegnerizzato in modo da avere più copie del Ube3, che – analogamente agli essere umani con lo stesso tipo di sovraespressione – mostrano tre tratti caratteristici dell’: interazione sociale ridotta, comunicazione deficitaria e comportamenti ripetitivi.

luglio 20, 2011

Autismo: un possibile nuovo marcatore.

Una ricerca inizia a chiarire perché in una famiglia con un , le probabilità che un figlio successivo ne sia anch’esso affetto 20 volte superiori rispetto alla popolazione generale

 

I fratelli e le sorelle di persone colpite da mostrano un modello di attività simile a quello osservato dei soggetti malati quando osservano le espressioni facciali. A scoprirlo è stata una ricerca condotta da neuropsicologi dell’Università di Cambridge, secondo i quali la ridotta attività in una parte del associata con l’empatia potrebbe costituire un ‘marcatore’ per un rischio familiare di .

aprile 6, 2011

Autismo: le doti particolari del cervello autistico

Il cervello delle persone autistiche funziona in modo diverso da quello delle persone che non hanno questa , con un utilizzo piu’ sviluppato della parte destinata a gestire le informazioni visive.

 

Lo ha scoperto uno studio pubblicato dalla rivista , che potrebbe spiegare perche’ alcuni dei pazienti autistici hanno delle abilita’ particolari.
La ricerca dell’Universita’ di Montreal ha raccolto dati per 15 anni sul funzionamento del cervello delle persone colpite da questa malattia, verificando che la parte che controlla le informazioni visive, situata nel retro del cranio, e’ piu’ sviluppata, mentre quelle deputate alle decisioni e alla pianificazione lo sono meno.

Questo spiegherebbe, ad esempio, perche’ alcuni soggetti autistici hanno una grande capacita’ nel memorizzare i dettagli di una scena.

marzo 3, 2011

Obesita’: ricercatori ne evidenziano il nesso con il DNA

In circa 7 persone su 100 affette da è stata evidenziata la mancanza di una sezione di (acido deossiribonucleico) contenente 30 geni: questi i risultati di un progetto finanziato dall’Unione europea pubblicati sulla rivista Nature.

 

Gli autori dello studio, provenienti dall’Imperial College London nel Regno Unito e da altri dieci centri di ricerca europei, suppongono che la mancanza di questa porzione di DNA possa avere degli effetti significativi sul peso dei soggetti interessati.

Gli studi condotti in passato avevano già evidenziato diverse variazioni a livello genetico, nella maggior parte dei casi mutazioni singole nel DNA in grado di modificare la funzione di un gene, ma è la prima volta che una ricerca dimostra che l’obesità potrebbe essere determinata da una rara variazione genetica. Non si conosce ancora il ruolo svolto dalla porzione di DNA mancante, ma gli studi effettuati in precedenza suggeriscono che potrebbe essere associato al ritardo nello sviluppo, alla e all’autismo.

novembre 18, 2010

SALUTE: DALLE MARIONETTE AI ROBOT, TRADIZIONE E HI-TECH ALLEATI CONTRO L’AUTISMO.

Pupazzi animati con volti che mimano emozioni. Passa attraverso il gioco e la ricerca sui neuroni a specchio un nuovo metodo che punta ad aiutare i bambini autistici a interpretare e vivere il mondo circostante. Lo ha sviluppato Emmanuelle Rossini, docente e ricercatrice del Dipartimento sanità della Supsi (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), a partire dalla ricerca dell’italiano Vittorio Gallese sui neuroni a specchio: quando osserviamo una persona provare una certa emozione si attivano, nel nostro cervello, gli stessi neuroni che entrano in gioco quando siamo noi a sentire quella stessa emozione.
Nel metodo SAS (Sviluppo Abilità Sociali) una terapeuta anima le marionette, alle quali si può cambiare l’espressione del volto, così da consentire ai bambini di simulare situazioni molto diverse. “Risultati positivi sono stati osservati – dice Emmanuelle Rossini – anche su bambini con autismo molto piccoli che non parlano o hanno deficit cognitivi importanti. C’è la speranza che anche questi bambini, grazie a un intervento più mirato a livello di cognizione sociale, riescano a integrarsi sempre di più”.
Lo studio sarà condotto in stretta collaborazione Svizzera/Italia: oltre alla professoressa Evelyne Thommen dell’Università di Losanna, alla Fondazione A.R.E.S (Autismo Ricerca e Sviluppo), al Dipartimento Socialità e Sanità del Canone Ticino e al Servizio di neuropediatria di Bellinzona, parteciperanno al progetto il centro La Nostra Famiglia di Como (in stretto collegamento con l’Irccs “E. Medea” di Bosisio Parini) e il dipartimento di psicologia dello Sviluppo dell’Università di Torino.(ASCA)