Posts tagged ‘austerity’

novembre 21, 2013

Krugman spiega la “trappola dell’euro”.


L’Economista Paul Krugman ha parlato della cosiddetta “trappola dell’euro” con toni molto polemici, accusando cioè l’austerity e la cura scelta dall’Ue di essere una vera e propria gabbia.

L’Euro era sicuramente una grande opportunità per tutti, ma oggi, a distanza di anni dall’inizio di quell’idea, possiamo dire che qualcosa è andato storto. Paul Krugman,Visualizza altro

ottobre 24, 2013

La partita infinita intorno alle banche

A seguire i giornali italiani e non solo sembra che ormai la crisi sia semplicemente un problema di austerity e Stati spendaccioni. Che tutto sia nato nel settore finanziario e che la crisi del debito sia stata una conseguenza del collasso economico a seguito del crack di Lehman sembra solo un lontano ricordo. In realtà, sotto traccia, senza tanta pubblicit…Visualizza altro

aprile 5, 2013

La bassa domanda e il declino italiano.

Italia

Il declino dell’economia italiana ha radici nella repressione della domanda aggregata in atto da oltre due decenni. Il confronto con il resto d’Europa ci assegna il triste primato dell’austerità.

di Stefano Perri, da Economia e Politica

Il dibattito sul declino prima e la crisi poi dell’economia italiana si è focalizzato principalmente sugli elementi “strutturali” dal lato dell’offerta[1]. Generalmente, al contrario, l’andamento negativo della domanda aggregata è considerato come un fattore congiunturale o di breve periodo. Tuttavia, basta guardare i dati senza pregiudizi per capire che la debolezza della crescita della domanda aggregata è stata una costante che per almeno un ventennio ha caratterizzato l’economia italiana. E’ quindi difficile negare che questo sia un vero e proprio elemento strutturale che ha concorso agli effetti così drammatici della crisi attuale. Dal punto di vista teorico ci si può riferire alla legge di Kaldor-Verdoorn. La legge mette in relazione la crescita della produttività del lavoro, la cui debolezza come si sa è uno degli elementi che hanno caratterizzato la nostra economia, con la crescita dell’output, individuando nella crescita dell’output la variabile indipendente. Interpretata dal lato della domanda, la legge afferma che la crescita della produttività è indotta dalla crescita della domanda aggregata[2].

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febbraio 16, 2013

Amartya Sen: “L’austerità sta trascinando l’Europa nel baratro.”

Amartya-Sen

Indiano d’origine “prestato” a Harvard, Amartya Sen, 76 anni, Nobel per l’Economia nel 1998, è una delle massime teste pensanti del nostro presente. Guru liberal, raro esemplare di filosofo-economista, in questa intervista comparsa sul “Giornale” non lesina scudisciate contro la costruzione dell’euro e il vangelo dell’austerity. Criticando anche la sinistra italiana: non pervenuta. 

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gennaio 23, 2013

Monti, Alesina, Giavazzi e le cure che uccidono.

monti-giavazzi

Francesco Giavazzi e Alberto Alesina ieri sul Corriere della Sera:

Senza austerità, in Italia come in altri Paesi europei, non vi sarebbe stata più crescita ma spread alle stelle, una probabile ristrutturazione del debito, scricchiolii nei bilanci delle banche: insomma, il rischio di un altro 2008.

In Grecia, con l’austerità, la ristrutturazione del debito (leggasi: default controllato) c’è stata ugualmente. Quanto agli “scricchiolii dei bilanci delle banche”, basti ricordare la disastrosa situazione delle banche in Spagna (altro paese che ha subito una cura da cavallo). L’Irlanda e il Portogallo – due campioni del rigore – sono sotto il piano d’aiuti della trojka. Se l’Italia se l’è cavata meglio è semplicemente perché era, ed è, di gran lunga meno indebitata con l’estero.

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gennaio 22, 2013

L’effetto domino dell’austerità e lo scenario recessivo mondiale del 2013.

roubini

Arriva puntuale l’intervento del 21 gennaio di Nouriel Roubini su Project Syndicate, per avvertirci, se ce ne fosse ancora bisogno, che il 2013 prospetta uno scenario di “avvitamento” economico globale. La ripresa di cui spesso si parla si compone infatti di tante realtà variegate, ma soprattutto di uno slancio che vede in prima fila i paesi delle economie emergenti e in stagnazione quelli dell’occidente più industrializzato. Ma il punto centrale su cui deve appuntarsi l’attenzione sta nel rilevare che la gravità della depressione economica va allargandosi progressivamente oltre i confini dell’eurozona, che si conferma così come l’epicentro di un terremoto economico di dimensioni straordinarie. E non per effetto di un destino cinico e baro, ma per la pervicacia con cui i suoi governi stanno perseguendo le politiche dell’austerità.

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luglio 20, 2012

la decrescita infelice.

Ieri la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il cosiddetto “fiscal compact” e il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), l’architrave dell’austerità. Il paese è obbligato quindi, nei prossimi vent’anni, a portare il suo debito pubblico dal 126% (previsioni FMI per il 2012) al 60% del PIL. Si tratta di circa 45 miliardi di risparmi l’anno, miliardo più, miliardo meno, a seconda dell’andamento del ciclo economico. E, si noti, poiché il PIL durante una recessione scende, il rapporto debito/PIL sale. Pertanto il nuovo accordo si configura come una manovra suicida che aggraverà gli effetti di una fase discendente del ciclo.

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giugno 28, 2012

L’austerità è smentita dai fatti. Il manifesto di Krugman per il buon senso in economia

Pubblichiamo, tradotto in italiano, il manifesto di Paul Krugman e Richard Layard pubblicato oggi dal Financial Times e sul sito manifestoforeconomicsense.org. Sebbene nelle premesse si rivolga solo agli “economisti mainstream”, i contenuti sembrano convergenti con molte delle analisi e delle proposte avanzate anche in altre parti della teoria economica. Ma soprattutto è un attacco alla visione del rigore e dell’austerità in stile anni ’30 oggi tornata prevalente.

Un Manifesto per il [buon]senso economico

Più di quattro anni dopo l’inizio della crisi finanziaria, le principali economie avanzate del mondo restano profondamente depresse, una scena che ricorda fin troppo quella del 1930. E la ragione è semplice: ci affidiamo alle stesse idee che hanno governato le azioni di politica economica nel 1930. Queste idee, da tempo smentite, comprendono errori profondi sia sulle cause della crisi che sulla sua natura che sulla risposta appropriata.
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giugno 9, 2012

A furia di austerità l’Eurozona fa peggio del resto dell’Unione Europea (ma il Sole 24 Ore non se ne accorge)

di Andrea Terzi*

Il Sole 24 Ore del 28/5/2012 riporta alcuni dati macroeconomici dei paesi europei, euro e non-euro, e poi fornisce la sua interpretazione: “Troppe rigidità nei Paesi della moneta unica frenano la crescita e spingono il debito”.

Eppure i dati non contengono nessuna evidenza a favore della tesi che siano le rigidità a frenare la crescita.
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Mag 28, 2012

Tagliare la spesa pubblica o aumentare le tasse? In nessuno dei due casi funziona

Il dibattito economico e politico di queste settimane, non solo in Italia, è impelagato nell’alternativa tra due tipi di austerità: quella fatta di tagli alla spesa pubblica (detti anche spending review) e quella fatta di aumento delle tasse. Numerosi articoli vengono scritti per dimostrare che una minore spesa pubblica “libera le risorse” del settore privato e quindi ha effetti addirittura espansivi.

Gli animi si stanno eccitando particolarmente nelle ultime ore, poiché l’Economist ha pubblicato il seguente grafico:


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