Posts tagged ‘assoni’

aprile 13, 2012

Cellule gliali: la scoperta delle origini di queste cellule.

Una nuova ricerca sul modello animale ha permesso di individuare il fattore che attiva la differenziazione delle in , che costituiscono l’80 per cento di quelle presenti nel cervello. La scoperta apre la strada a una migliore comprensione dei meccanismo di insorgenza delle cerebrali ed eventualmente anche di possibili trattamenti terapeutici.
Le rappresentano la popolazione più numerosa tra quelle che compongono il cervello, ma le modalità della loro generazione, la gliogenesi, è rimasta in gran parte sconosciuta. In un nuovo studio condotto presso il Baylor College of Medicine i cui risultati sono ora pubblicati sulla rivista “Neuron”, è ora stata identificata una nuova cascata trascrizionale che controlla alcuni stadi della gliogenesi a partire da .
“Tutti conoscono i neuroni, le che elaborano e trasmettono le informazioni nel sistema nervoso centrale, mentre le sono per gran parte sconosciute, pur rappresentando l’80 per cento delle del cervello e costituendone la struttura di sostegno, oltre ad avere un ruolo nella neurotrasmissione, nella formazione della guaina mielinica agli e della barriera ematoencefalica”, ha spiegato Benjamin Deneen, professore di neuroscienze del BCM.

Mag 17, 2011

Collegamento tra metastasi tumorali e migrazione cellulare: alcuni scienziati pubblicano lo studio.

Un team di ricerca composto da due soggetti presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center negli Stati Uniti ha scoperto come le migrano nel in fase di sviluppo e come altri tipi di potrebbero viaggiare all’interno del corpo.

 

Una parte di questo studio è stata supportata dall’UE con una borsa Marie Curie. Presentati nella rivista Nature Neuroscience, i risultati potrebbero fornire importanti intuizioni sullo sviluppo neurologico e aiutare a spiegare la tumorale.

Le si dividono e si posizionano secondo schemi corretti durante il normale sviluppo del corpo, e si specializzano per creare tessuti e organi distinti. Il normale sviluppo di un corpo umano dipende da come le gestiscono i propri schemi di . Secondo i ricercatori, un altro elemento critico è il processo mediante il quale si differenziano o si evolvono da meno specializzate in tipi di più specializzate. Una cattiva coordinazione potrebbe innescare uno sviluppo anormale e quindi portare al .

febbraio 1, 2011

Chemioterapico per curare lesioni midollo spinale.

Curare le lesioni del midollo spinale con un farmaco utilizzato nella lotta ai tumori. La terapia, per ora sperimentata sui topi, aiuta la “riparazione” dei neuroni danneggiati rallentando il processo di cicatrizzazione innescato dalla lesione.

 

In questo modo, almeno nei casi meno gravi, sarebbe possibile recuperare in parte le normali abilità motorie. Lo studio, pubblicato su Science, è stato condotto da un gruppo di ricerca coordinato da Farida Hellal del Max Planck Institute of Neurobiology, in Germania.

Il midollo spinale rappresenta la porzione caudale del sistema nervoso centrale (SNC). Uno dei principali fattori che ne ostacolano la riparazione dopo una lesione è la scarsa capacità di rigenerazione degli assoni (i prolungamenti dei neuroni che trasmettono gli impulsi elettrici da una cellula nervosa all’altra). Questa difficoltà a rigenerarsi è dovuta sia all’effetto inibitorio della mielina (la guaina che circonda gli assoni e che potenzia la trasmissione elettrica), sia al processo di cicatrizzazione post-lesione, che crea un ambiente ostile alla ricrescita.

Per favorire la rigenerazione degli assoni, i ricercatori sono intervenuti sul processo di cicatrizzazione cercando di rallentarlo. Hanno così somministrato il Taxol, un farmaco adoperato nelle terapie contro il cancro, a topi colpiti da lesioni a livello della regione toracica del midollo spinale. Dopo appena una settimana, nei topi trattati con il farmaco la cicatrizzazione diminuiva; questo perché il Taxol ferma l’azione dei microtubuli, proteine filamentose che intervengono in numerosi processi cellulari, compresi quelli di cicatrizzazione. Il risultato della terapia, dopo 4 settimane di trattamento, è stata la ricrescita degli assoni interessati dalla lesione.(liquidarea)