Posts tagged ‘asia’

giugno 24, 2013

Schwarzenegger, alleanza con Ue contro febbre pianeta.

Schwarzenegger, alleanza con Ue contro febbre pianeta Schwarzenegger, alleanza con Ue contro febbre pianeta

BRUXELLES – Unire subito le forze di citta’ ed enti locali di Ue, Africa, Asia e Americhe per combattere contro la febbre del Pianeta, senza aspettare il nuovo accordo globale salva-clima. E’ il messaggio lanciato forte e chiaro dall’ex governatore della California, Arnold Schwarzenegger all’Europarlamento, di fronte ai rappresentanti del Patto dei sindaci Ue. Il mantra dell’azione contro i cambiamenti climatici per Schwarzenegger e’ lo stesso di Steve Jobs: ”pensa diversamente”, andando oltre le convenzioni, senza etichette ideologiche.

”La mia ricetta del successo – ha raccontato l’ex governatore della California – e’ proteggere l’ambiente e rilanciare l’economia: a Washington all’inizio hanno pensato che in California eravamo pazzi e ci hanno portato davanti alla Corte Suprema, che pero’ ci ha dato ragione, perche’ la CO2 e’ inquinante”. Le politiche verdi di Schwarzenegger alla fine hanno ispirato altri 14 Stati Usa e poi l’amministrazione Obama.

”Ora e’ il momento di andare avanti, senza aspettare un accordo internazionale – ha ripetuto – dimostrando quanto gli enti locali possano fare”. In California i cambiamenti del clima sono gia’ una realta’: ”Non ci sono piu’ le stagioni degli incendi, ci sono tutto l’anno” spiega l’ex governatore, che afferma di aver lanciato nello Stato Usa ”una nuova corsa all’oro, creando un impianto solare dopo l’altro

maggio 18, 2012

2012, FUGA DALL’ITALIA. La Nuova Emigrazione in ripartenza: urgente avviare un confronto per cogliere la sfida del nuovo esodo europeo

di Rodolfo Ricci
I  – Nel silenzio complice della maggioranza dei media italiani, sta ripartendo, anzi è già ripartito, un grande flusso di emigrazione dall’Italia. Per la verità esso non si era mai fermato, anche se poteva essere interpretato, fino al 2008, come normale mobilità soprattutto giovanile, che si registrava anche in altri paesi avanzati. Dal 2010 ad oggi, il flusso di espatri è ricominciato con quantità molto significative, di cui è possibile conoscere solo per approssimazione l’entità, visto che la gran parte dei nuovi emigrati, non si iscrive o lo fa con ritardo di diversi anni, all’AIRE, l’Anagrafe dei residenti all’estero. Continua a leggere »

dicembre 9, 2010

Rifiuti, naufraga il piano del Cavaliere. Drappo nero di 5 chilometri sul lungomare.

L’ultima promessa del premier prevedeva che Napoli tornasse pulita entro sabato. Invece in strada ci sono ancora 1800 tonnellate di rifiuti. «Siamo in ritardo per cause burocratiche e inefficienze dell’Asìa, il premier non c’entra», dice l’assessore regionale Romano in un’intervista. 

E ieri è tornata la protesta violenta: a Boscoreale è stato dato alle fiamme il portone del municipio, nel centro della città è tornata la rivolta di disoccupati e studenti (nella foto), con roghi e scontri. La protesta sul lungomare. Un lungo drappo nero, 5 chilometri di strada da Largo Sermoneta a Castel dell’Ovo, a Napoli, lista a lutto il lungomare. È partita così la protesta promossa dai Consorzi Borgo Partenope e Caracciolo Mergellina, contro la crisi dei rifiuti che ha causato cali di presenze anche del 35%, la mancanza di progetti per il turismo e le lungaggini burocratiche per i permessi per gazebo e tavolini sui marciapiedi.

settembre 30, 2010

Terzigno. Rifiuti radioattivi nella discarica. I Verdi denunciano.

Si è conclusa l’occupazione da parte dei sindaci vesuviani della sede della giunta provinciale di Napoli. La decisione al termine di un incontro con il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro e l’assessore all’Ambiente, Giuseppe Caliendo culminata con la decisione di istituire un tavolo tecnico permanente per trovare tutte le possibili alternative alla apertura della seconda discarica di Terzigno, in località Cava Vitiello. Il tavolo tecnico sarà composto dal presidente della provincia Cesaro, colui che aveva già promesso, mesi e mesi fa, di trovare un’altra alternativa, deludendo pienamente, i sindaci dei comuni vesuviani che, al massimo, potranno visionare e monitorare il lavoro del tavolo, si dubita avranno voce e potere in capitolo, la Sapna, società provinciale, partecipata di Palazzo Matteotti che dovrebbe gestire il ciclo integrato dei rifiuti, ciclo, al momento, inesistente. La Sapna ha al momento un bilancio in rosso e deve provvedere al versamento fondi ad Asia per pagare i 150 dipendenti. I controllori, chi li controlla?

Un autocompattatore, adibito al trasporto di rifiuti urbani indifferenziati, è stato posto in fermo cautelativo presso la discarica “Cava Sari” a Terzigno – denuncia il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli – per la presenza a bordo di rifiuti radioattivi. Ci risulta che questo non sia l’unico caso e chiediamo con urgenza l’immediata verifica della tenuta stagna della discarica e il controllo da parte dell’Arpac del livello di contaminazione interna dovuta a eventuale presenza di rifiuti speciali. In particolare chiediamo il controllo della presenza di amianto, disseminato anche per la strada che porta alla discarica, di materiali radioattivi, solventi e prodotti chimici presenti nella discarica».

Emilio Borrelli ha ragione a dire che questo non è stato l’unico caso, già in passato, durante gli sporadici controlli, son stati rinvenuti carichi di rifiuti radioattivo, di origine ospedaliera, diretti nella discarica di Terzigno.

Se i controlli non fossero stati sporadici, ma continui, quanti carichi pericolosi si sarebbero rinvenuti?

marzo 24, 2010

Coca Cola condannata: dovrà risarcire 350 milioni di euro all’India per inquinamento ambientale

pubblicato da Peppe Croce in: Inquinamento Asia Agricoltura Alimentazione Acqua

Inquinamento e prosciugamento della falda: maxi multa per la Coca Cola in IndiaSecondo quanto riporta “Il Manifesto”, la multinazionale delle bevande Coca Cola sarebbe stata condannata a pagare un maxi risarcimento ad uno Stato del sud dell’India: 352 milioni di euro per inquinamento ambientale, danni alla falda acquifera in un villaggio dello Stato di Kerala.

La vicenda, per come la riporta il quotidiano romano, ha i classici connotati dello sfruttamento coloniale: nel 2000 l’azienda americana apre uno stabilimento in un piccolo villaggio e inizia ad attingere acqua potabile dai pozzi della zona. Dopo poco arriva ad emungere un milione e mezzo di litri da sei pozzi lasciando a secco la popolazione locale.

Come se non bastasse, Coca Cola non applica il trattamento dei reflui industriali dello stabilimento ma, al contrario, vende i reflui “tal quali” agli agricoltori del villaggio spacciandoli per compost agricolo. In quel compost, che in realtà era un rifiuto, c’erano parecchi metalli pesanti come il piombo, il cadmio e il cromo; tutta roba che non aiuta nè l’agricoltura nè la salute umana.(ecoblog)

marzo 4, 2010

Udumbara, fiore che sboccia ogni 3000 anni

Il fiore Udumbara è stato trovato casualmente da una monaca cinese nelle montagne Lushan, nella provincia dello Janxi. Il fiore è anche conosciuto come Youtan Poluo, e secondo una leggenda buddista fiorirebbe ogni 3000 anni. Ogni bocciolo misura un millimetro di diametro. Dire una rarità, dunque è dire poco.

Miao Wei, questo il nome della monaca ha scoperto un grappolo di fiori bianchi sotto la lavatrice. All’inizio ha pensato potessero essere vermi ma poi ha sentito il profumo e ha capito che si trattava dei fiori del paradiso.

marzo 3, 2010

Le 4 città verdi dell’Islam che diverranno esempio di sostenibilità: Bogor, Sana’a, Medina e Salleh

Dopo la Dichiarazione di Istanbul dei Paesi Islamici per la tutela ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici, il mondo musulmano si è riunito a Bogor, in Indonesia, per il primo Congresso Generale sull’argomento.

Durante il Congresso, terminato ieri, un comitato ha eletto quelle che saranno le prime 4 città verdi del mondo islamico, da prendere come esempio per uno sviluppo sostenibile delle grandi metropoli. Sono Bogor in Indonesia, Sana’a nello Yemen, Medina in Arabia Saudita e Salleh in Marocco, selezionate e candidate a diventare esempio per i numerosi giganti dell’Asia, che non figurano certo tra le città più virtuose del mondo per quanto riguarda vivibilità e ambiente.

Le quattro città verdi saranno monitorate dall’Associazione Musulmana per l’Azione contro i Cambiamenti Climatici (MACCA) e saranno il terreno fertile per far crescere esempi di gestione sostenibile da riproporre nelle città degli altri 30 paesi dell’Islam.