Posts tagged ‘arteriosa’

agosto 29, 2012

Pressione alta: arriva la cura definitiva.

ipertensione

02:06 pm | Scienziati mettono a punto una terapia che potrebbe risolvere in modo permanente il problema della pressione arteriosa alta, o ipertensione Una cura definitiva per la pressione alta, o…

/ Leggi tutto »

luglio 15, 2012

Terapia ormonale, associata all’aumento della pressione arteriosa.

La è stata collegata da un nuovo studio a una maggiore probabilità di soffrire di alta, sebbene i valori scendano con l’avanzare dell’età
La tanto discussa (TOS) che si prescrive a molte donne in post menopausa pare possa esporre anche al rischio di alta, secondo un nuovo studio pubblicato su PLos ONE.

L’integrazione di ormoni femminili estrogeni per via farmacologica, in questa fase, tende a contrastare i tipici sintomi della menopausa come vampate di calore, disturbi vaginali, insonnia eccetera. Tuttavia, questo tipo di cura pare non sia esente da . Uno di questi, secondo lo studio condotto dai ricercatori della University of Western Sydney coordinati dalla dottoressa Joanne Lind, è la probabilità di soffrire di alta.

gennaio 26, 2012

Ipertensione e surrene: studio ne svela la correlazione.

Uno studio internazionale condotto da ricercatori dell’Universita’ di Padova in collaborazione con il College de France di Parigi, altri importanti Centri europei,e pubblicato sulla prestigiosa rivista “Hypertension”, la piu’ autorevole voce in materia di , chiarisce i meccanismi della piu’ comune forma di da causa endocrina: la ricerca ha messo in evidenza, in un terzo circa di pazienti affetti da del , con una maggiore frequenza tra le donne e i pazienti con gradi maggiori di iperaldosteronismo, mutazioni in quegli “interruttori” che nella membrana cellulare sono preposti alla regolazione del sodio e del .

 

“Si tratta di una serie di mutazioni – spiega il professor Gian Paolo Rossi, direttore del dottorato internazionale in e della Clinica medica 4 dell’Universita’ di Padova – che comportano la perdita di selettivita’ del “filtro” del canale attraverso il quale il esce dalla (). Il “filtro” cosi’ funziona male, e anziche’ far solo uscire , lascia anche entrare sodio”. L’alterazione di questi meccanismi comporta l’ingresso del calcio nelle cellule del tumore e quindi aumenta cronicamente la produzione di aldosterone, un ormone che aumenta la e, in presenza di un introito alimentare elevato di sale, danneggia cuore, reni e arterie.

aprile 19, 2011

Sale e ipertensione arteriosa: cosa c’e’ all’origine della correlazione

In seguito al consumo di , le persone predisposte mantengono più facimente la temperatura corporea, a discapito del controllo della

Una nuova ricerca della Case Western Reserve University School of Medicine e della Kent State University ha permesso di compiere un notevole passo in avanti nella comprensione dei meccanismi che determinano la correlazione tra consumo di e . Secondo i risultati dello studio, il cui resoconto è apparso sulla rivista Hypertension Research, il indurrebbe un aumento dei valori pressori perché renderebbe più difficoltoso per il regolare sia la sanguigna sia la temperatura.

Da decenni, la ricerca medica sa cercando di chiarire in che modo i valori di siano legati all’introito di . Alcuni individui, descritti come altamente sensibili, mostrano un incremento della , contrariamente alle persone in cui tale reazione fisiologica non si verifica.

gennaio 22, 2011

ICTUS: studi americani rivelano come l’eta’ media di insorgenza si e’ abbassata.

In poco più di un decennio l’età media delle persone colpite da ictus si è abbassata di tre anni, passando dai 71,3 anni del 1993 ai 68,4 del 2005. Non solo, l’ictus sia diventato notevolmente più frequente nella classe di età tra i 20 e i 45 anni. La segnalazione viene da uno studio presentato nel corso dell’International Stroke Conference 2010, organizzata dall’American Stroke Association.
La ricerca è stata effettuata su pazienti dell’Ohio e del Kentucky, dei quali sono stati presi in esame i ricoveri tra il 1993 e il ’95, quelli del ’99 e quelli del 2005. Nel primo caso l’età media di insorgenza dell’ictus era di 71,3 anni, nel secondo era scesa a 70,9, mentre nel 2005 era 68,4. Nello stesso periodo di tempo la percentuale di persone tra i 20 e i 45 anni andata incontro a un ictus è passata dal 4,5% del 1993 al 7,3% del 2005. «Ciò che è veramente preoccupante – ha commentato Brett M. Kissela dell’Università di Cincinnati e primo firmatario della ricerca – è la proporzione di pazienti con un’età inferiore ai 45 anni. Cresce sia il loro numero in termini assoluti che in termini relativi».

gennaio 22, 2011

Nuova terapia contro ipertensione polmonare.

Per le persone affette da ipertensione arteriosa polmonare una speranza potrebbe arrivare da un nuovo farmaco in formulazione orale, il ‘Riociguat’ di Bayer, che dopo aver ben superato gli studi di seconda fase e’ arrivato ai trial clinici di terza, che vedono partecipare anche l’Italia.

La notizia e’ stata pubblicata dal portale Osservatorio Malattie Rare. Gli studi di partenza sono due, uno per le persone affette da ipertensione arteriosa polmonare (Pah), l’altro per chi soffre di ipertensione polmonare tromboembolica cronica (Cteph) inoperabile o ipertensione polmonare ricorrente o persistente dopo trattamento chirurgico. Il primo studio si chiama Patent e, spiega il portale dell’Aifa dedicato alla sperimentazione clinica, il trial riguardera’ 462 pazienti nel mondo di cui 185 in Europa e 15 proprio in Italia.

settembre 6, 2010

Ipertensione polmonare: dalla Lombardia il progetto ‘Virgilio’.

Tre anni di tempo per trovare un percorso il piu’ accurato possibile per la diagnosi e la terapia dell’ipertensione arteriosa polmonare, una malattia rara che colpisce una persona ogni 100 mila, con una mortalita’ che oscilla tra il 15% e il 30%. E’ uno degli obiettivi del Progetto Virgilio, siglato tra la Regione Lombardia e l’azienda farmaceutica Pfizer.Capofila dello studio, presentato nelle scorse settimane, e’ il Policlinico San Matteo di Pavia; la struttura, attraverso un gruppo di approfondimento tecnico istituito dalla Regione, sta coinvolgendo tutti gli ospedali e gli istituti di ricerca nei quali si e’ gia’ maturata un’esperienza contro l’ipertensione arteriosa polmonare. Gli esperti realizzeranno un documento operativo, stileranno un iter diagnostico-terapeutico il piu’ possibile ottimizzato, organizzeranno un ‘archivio di patologia’ e potenzieranno l’attivita’ di screening nelle popolazioni a rischio ‘per gettare le basi di un network di patologia: sara’ cosi’ possibile diffondere conoscenze e competenze in modo omogeneo sul territorio, consentendo ai medici e ai pazienti di orientarsi in maniera clinicamente piu’ appropriata e consapevole’. ‘Si tratta di una progetto importante – ha commentato l’assessore regionale alla sanita’, Luciano Bresciani – perche’ ha un approccio multidisciplinare e coinvolge in rete tutti gli attori del sistema, dai medici di medicina generale, agli specialisti, agli ospedali, alle strutture territoriali, e li fa lavorare in concerto.(liquidarea)