Posts tagged ‘arterie’

novembre 6, 2010

Nuova tecnica per riconoscere gli ‘infarti silenti’

(AGI Salute) Washington, 22 apr. – Messa a punto una nuova tecnica di imaging che ha permesso di stimare la percentuale degli infarti del miocardio non riconosciuti. Sono infarti ‘silenti’ o Umi (dall’inglese ‘Unrecognized myocardial infarction’) che arrivano senza dare evidenti sintomi e per questo rappresentano un evento patologico molto insidioso. A realizzare la nuova tecnica e a fare una stima degli infarti ‘silenti e’ stato un gruppo di ricercatori della Duke University Medical Center in uno studio pubblicato sulla rivista Plos Medicine.  Si e’ calcolato che negli Stati Uniti ci sono circa 200 mila soggetti che hanno avuto un infarto senza essersene accorti. In generale, il 35 per cento dei soggetti che soffrono di arteropatia coronarica hanno i ‘segni’ di un precedente infarto non diagnosticato. S Un infarto recente puo’ lasciare alcuni segni nel elettrocardiogramma (Ecg), ma se e’ trascorso un lasso di tempo piu’ ampio l’evento lascia un segno inequivocabile nella cosiddetta ‘onda Q’ del tracciato Ecg che segnala la presenza di un danno al tessuto cardiaco. “Il problema e’ che non tutti gli Umi – ha spiegato Han Kim, coordinatore dello studio – sono rintracciabili nell’onda Q: tale sottogruppo e’ percio’ denominato infarti del miocardio ‘non onda-Q’.

novembre 6, 2010

Nuova tecnica per stanare potenziali infarti.

 

 

Dolore al petto, ma con esami di routine nella norma e coronarografia ‘senza stenosi significative’. Casi in cui il cuore appare sotto controllo ma a volte solo perché gli esami no hanno evidenziato il rischio di infartonascosto’. Un pericolo soprattutto al femminile contro il quale è stata messa a punto dall’equipe di Massimo Fioranelli e Paolo Pavone della Clinica Mater Dei a Roma, un ‘modello diagnostico integrato’ che fonde cardiologia e diagnostica per immagini, clinica e tecnologia.

Una metodologia considerata efficace anche oltreoceano e che ha portato ad un gemellaggio tra gli esperti del Texas Heart Institute di Houston e la struttura sanitaria romana, che prevede un appuntamento al mese, a distanza, per studiare i casi clinici più complessi e quindi fondere le diverse esperienze. La tecnica, inoltre, sarà al centro di un convegno internazionale organizzato dalla Mater Dei insieme al St.Luke’s Episcopal home of Texas Heart Institute di Houston e la Yale University che si inaugura lunedì a Roma, al Senato della Repubblica.

“Sono sempre più frequenti i casi di pazienti, spesso donne e sempre più giovani, che si presentano al pronto soccorso lamentando un dolore al petto – spiega Massimo Fioranelli, cardiologo, responsabile del Centro cuore della Mater Dei – e in molti casi vengono sottoposte a esami di routine e rimandate a casa perché tutto è nella norma. In altri casi il quadro viene approfondito con un’angiografia coronarica che, a volte, può dare esito negativo o meglio evidenzia stenosi (cioè restringimenti delle arterie) non significative e, quindi, la donna viene tranquillizzata. Ma l’angiografia coronarica, pur restando un esame insostituibile, ha dimostrato di avere dei limiti: ci consente, infatti, di vedere l’interno dei vasi ma non la parete ed è proprio qui che si forma la malattia coronarica responsabile dell’infarto”.

settembre 18, 2010

Dieta povera di carboidrati e rischi cardiovascolari

Rinunciare a pasta e pane per poter vantare una linea invidiabile può mettere a rischio la salute delle arterie e, alla fine, anche del cuore. Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center (Usa), infatti, questi regimi alimentari sono efficaci nell’aiutare a perdere rapidamente peso, ma a lungo andare possono avere un effetto negativo per la salute vascolare. Aumentando il pericolo di aterosclerosi, prima causa di ictus e infarto. Non solo. La dieta povera di calorie altera la capacità di formare nuovi vasi sanguigni nei tessuti colpiti da un limitato afflusso di sangue, fenomeno che può verificarsi nel caso di un infarto. Complicando in questo modo il recupero.

Lo studio, condotto sui topolini e pubblicato dal team di Anthony Rosenzweig su ‘Pnas’, ha anche scoperto che – nonostante chiare evidenze di una patologia vascolare – i classici marker che rivelano il pericolo cardiovascolare (come il colesterolo) non risultavano alterati negli animali messi a dieta. Come dire: il pericolo c’è, ma non è semplice scoprirlo. “Il nostro studio suggerisce che, almeno negli animali – spiega lo studioso – questo tipo di dieta potrebbe avere effetti avversi dal punto di vista cardiovascolare, che non si riflettono in semplici esami dei valori del sangue”.

settembre 18, 2010

Le mandorle e il loro benefico ruolo sulla pulizia delle arterie.

Una manciata di mandorle e il colesterolo va giù. Ne sono convinti ricercatori americani della Tufts University di Boston che hanno esaminato l’effetto antiossidante della frutta a guscio, capace di “spegnere” due marcatori dello stress ossidativo associati al colesterolo alto. Per provarlo hanno sottoposto 27 persone, uomini e donne, a tre diversi regimi alimentari in un primo studio pubblicato sul Journal of Nutrion al quale stanno facendo seguire ulteriori analisi.

I soggetti che hanno consumato la dose completa di mandorle (73 grammi) risultavano più protetti dai grassi che danneggiano le arterie: a indicarlo la quantità di malondialdeide plasmatica (MDA), che risultava attenuata del 19%, e i livelli di isoprostani urinari, ridotti del 27% rispetto all’inizio del trattamento.

L’azione benefica, spiegano i ricercatori, nasce dai nutrienti anti-radicali liberi, la vitamina E e, soprattutto, dai flavonoidi, composti polifenolici comuni a molti tipi di frutta a guscio, mandorle e noci comprese. Agiscono come “spazzini” dei radicali liberi, e giocano un ruolo essenziale contro le malattie, mantenendo sano il cuore e svolgendo anche un’azione anti-infiammatoria. (ASCA)

luglio 21, 2010

DAI POMODORI ITALIANI UNA PILLOLA PER IL CUORE – il licopene.

 I pomodori italiani aiuteranno a sconfiggere le malattie cardiache. Un nuovo farmaco, sviluppato dalla Cambridge Theranostics, utilizza una forma di ‘licopene’, un antiossidante normalmente contenuto nei pomodori, per impedire l’ostruzione delle arterie e per liberarle dal colesterolo cattivo. Gia’ da tempo si sapeva, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico ‘Daily Mail’, che il licopene da’ ai pomodori il loro caratteristico color rosso e che aiuta prevenire infarti e malattie cardiache. Tuttavia, non tutto il licopene presente in un pomodoro e’ utilizzabile dal corpo umano, che e’ capace di assorbirne solo una parte. Il licopene si presenta infatti in due ‘isomeri’, cioe’ in due forme differenti della stessa molecola: la forma ‘trans’, della quale i pomodori rossi sono ricchi ma che e’ difficile da assorbire, e la forma ‘cis’, molto piu’ facile da utilizzare per il corpo umano.

La varieta’ di pomodoro utilizzato dai ricercatori inglesi nell’ultimo studio si chiama pomodoro tangerino, ha un bel colore arancio, si coltiva in Italia ed e’ ricco del licopene ‘buono’, facile da assorbire. Il nuovo farmaco derivato da questi pomodori e’ una pillola chiamata ‘Ateronon’ e sara’ presentato oggi a Londra in un convegno internazionale di cardiologi. Gli studi finora svolti hanno dimostrato che e’ capace di ridurre il colesterolo ‘cattivo’ del 90 per cento nell’arco di due mesi; ulteriori test clinici si svolgeranno presso l’Addenbrooke’s Hospital in Cambridge e alla Harvard Medical School negli Usa.

luglio 4, 2010

5 miti sfatati sul colesterolo.

colesteroloE’ considerato il “grande killer” della salute, il nemico numero uno del cuore. Il colesterolo elevato è un problema che riguarda sempre più persone. Imparare a tenerlo sotto controllo con le misure di prevenzione, significa evitare pericolose malattie. Tutti ne parlano, ma pochi lo conoscono bene.

Non sempre è cattivo come sembra. Ecco sfatati 5 miti sul colesterolo:

1. Le uova contengono più di 200 mg di colesterolo per ogni 100 gr, è anche vero che questa quantità sul totale della dieta  alimentare non rappresenta un pericolo per cuore e arterie. Una carbonara ogni tanto ci può stare.
2. Non è vero che gli americani hanno i valori più alti di colesterolo nel sangue. Sono i colombiani ad avere questo record.
3. Il colesterolo non è solo un problema “da grandi”, ma può colpire anche i più piccoli: diverse ricerche avrebbero infatti dimostrato come l’arteriosclerosi possa comparire già all’età di 8 anni.
4. Margarina, burro e mascarpone a basso contenuto di colesterolo? Occhio alle etichette: spesso si riferiscono alla quantità di colesterolo calcolata sul totale della dieta  alimentare giornaliera. Ciò che è importante conoscere è il quantitativo di colesterolo “cattivo” o Ldl (Low-density lipoprotein) presente nei cibi.
5. Il colesterolo non è sempre così terribile come sembra. È infatti un elemento essenziale per lo svolgimento di numerosi processi, dalla protezione contro le malattie gastrointestinali e respiratorie, alla fortificazione della membrana cellulare.(takecareblog)

maggio 1, 2010

Mirtillo: amico delle vie che portano al cuore.

Rafforzare il cuore e prevenire i disturbi cardiovascolari per mezzo di un frutto dolce e gustoso è sicuramente un piacevole modo di prendersi cura della propria salute.
Per farlo, basterebbe assumere dell’estratto di mirtillo che, secondo un nuovo studio ad opera di ricercatori francesi, avrebbe un effetto benefico su arterie e cuore.
Il team di ricercatori guidati dalla dr.ssa Aurelie Mauray dell’Institut National de la Recherche Agronomique (INRA) di Parigi hanno scoperto che la fermentazione del lievito di estratto di mirtillo nero produce nuovi e benefici composti bioattivi.
Nello studio sono stati utilizzati dei topi suddividi in tre gruppi e alimentati con una dieta di controllo standard. Ai topi appartenenti ai primi due gruppi è stato somministrato dell’estratto ricco di antociani in due formulazioni: la prima era un estratto di mirtilli neri non trattato, mentre il secondo era l’estratto di lievito fermentato nella misura del 0,02%. Quelli del terzo gruppo – il gruppo di controllo – non hanno ricevuto nulla.
Le dosi somministrate corrispondevano a 30 mg di
antociani potenzialmente assumibili da un essere umano. Al termine dello studio, durato 16 settimane, è stata riscontrata una significativa inibizione dello sviluppo di placche associate con l’aterosclerosi nei due gruppi trattati con l’estratto di mirtillo.
Nello specifico, ha sottolineato la dr.ssa Mauray, l’area della lesione era diminuita del 15% nel caso dell’estratto di mirtillo non trattato e del 36% nel caso del lievito fermentato rispetto al gruppo di controllo.
Tuttavia, essendo uno studio condotto su modelli animali i ricercatori ricordano che ulteriori studi sono necessari per «individuare i composti responsabili di tali effetti e indagare i possibili meccanismi alla base di tali effetti».

aprile 28, 2010

Eventi coronarici acuti: conoscere il grado di calcificazione delle placche nelle arterie

Il grado di calcificazione delle placche nelle arterie del cuore può utilmente essere integrato tra i fattori di rischio più importanti per gli eventi coronarici acuti

L’uso di un nuovo punteggio basato sulla quantità di calcio nelle arterie coronariche, insieme ai tradizionali fattori di rischio, consente di migliorare la classificazione usata per la previsione di eventi patologici a carico delle arterie coronariche e pone nelle categorie di rischio più grave un numero maggiore di individui.

Secondo quanto riferito nell’articolo di resoconto apparso sulla rivista JAMA, è stato valutato il potere predittivo del parametro CACS (coronary artery calcium score), che si ottiene grazie all’uso della tomografia computerizzata, in grado di misurare il grado di calcificazione delle placche presenti lungo le pareti interne delle arterie coronariche.

Tamar S. Polonsky, della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago e colleghi hanno condotto lo studio per determinare se il CACS permettesse di ottenere un modello previsionale migliore di quello basato sui fattori di rischio tradizionali.

I soggetti considerati erano i 6814 partecipanti del Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA), uno studio di coorte basato sulla popolazione senza patologie cardiovascolari note.

Il rischio di eventi coronarici a cinque anni è stato poi categorizzato in tre livelli: dallo 0 al 3 per cento, dal 3 al 10 per cento e maggiore o uguale al 10 per cento. Sono inoltre stati considerati due modelli diversi: il primo comprende età, etnia, sesso, fumo di sigaretta, assunzione di antipertensivi e livelli di colesterolo HDL e totale. Il secondo modello utilizza invece gli stessi fattori di rischio più il CACS.