Posts tagged ‘arpac’

luglio 11, 2011

Inquinamento a Napoli: sostanze chimiche e idrocarburi nel porto .

Un odore nauseabondo, tanto forte da far girare da testa, e una chiazza scura che si allarga nel porto di Napoli, allo sbocco dell’alveo Pollena. E’ cominciata in questa modo la giornata di ieri nel capoluogo campano, già duramente provato dall’annoso problemi dello smaltimento dei rifiuti.

Capitaneria di porto, vigili del fuoco, Protezione civile, Guardia Forestale, esperti della Asl e dell’Arpac sono stati tutti immediatamente allertati per isolare nel lasso di tempo più breve possibile la fonte inquinante. E, soprattutto, per identificarla e per capire chi o cosa abbia permesso la sua dispersione in mare.

E’ bastata qualche ora, a questo proposito, per identificare nella macchia oleosa un’amalgama di idrocarburi, liquami e prodotti chimici di probabile origine industriale sversati all’esterno dell’area aeroportuale. Al momento, si sta procedendo alle manovre di disinquinamento della zona interessata e agli ulteriori accertamenti per risalire al responsabile. L’area è stata in parte evacuata.

novembre 16, 2010

Terzigno, contrordine di Caldoro: cava Sari deve riaprire.

«Non è opportuno che un sindaco possa fare un provvedimento di chiusura di una discarica senza averne tutti gli elementi di accertamento». Lo ha detto il governatore della Campania Stefano Caldoro, in relazione all’ordinamza del sindaco di Terzigno Domenico Auricchio con la quale sono stati sospesi gli sversamenti in Cava Sari. «Dal punto di vista sanitario – ha affermato – sia l’Arpac sia l’autorità sanitaria locale avevano detto che non c’erano rischi per la Cava di Terzigno. Non ci sono nemmeno problemi di ordine pubblico». «Nessun motivo», dunque, secondo Caldoro, per intervenire sulla chiusura della discarica.

«Dobbiamo essere molto attenti alla gestione dei rifiuti – ha aggiunto – e in questo sollecito anche le Amministrazioni comunali. Mi auguro che si possa riprendere l’attività – ha proseguito – e che si rispetti un accordo che è stato sottoscritto tutti insieme». Sulla disponibilità delle altre Province campane ad accogliere i rifiuti di Napoli e del territorio provinciale, Caldoro si è detto «molto soddisfatto di questa intesa istituzionale che riguarda il lavoro che abbiamo fatto come Regione, ma soprattutto quello che fanno le Province» a cui spettano le competenze della gestione dei rifiuti.

novembre 12, 2010

Rifiuti a Napoli: è ancora emergenza.

Venerdì 12 novembre le strade di Napoli erano sommerse da mille tonnellate di spazzatura. Lo ha denunciato il sindaco Rosa Russo Iervolino, facendo il punto della situazione della città.
Per trovare una soluzione all’infinita emergenza, è stata fissata per il pomeriggio una riunione in prefettura con il governatore Stefano Caldoro e il presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro. «La soluzione non può che passare attraverso la solidarietà delle altre province campane», ha già anticipato il primo cittadino del capoluogo campano.
Pierluigi Bersani, segretario del Partito democratico (Pd), ha espresso proprio sostegno alla Iervolino, denunciando il ritardo dell’azione di governo nel risolvere il problema. «Basta ritardi, tentennamenti e dichiarazioni sui miracoli buone solo per la tv», ha detto. «L’ultima risale al 22 ottobre: Berlusconi ha detto che bastavano dieci giorni. Siamo quasi a metà novembre e nulla è accaduto».
Sempre il 12 novembre, Ugo Leone, presidente dell’Ente Parco nazionale del Vesuvio (Napoli), ha invitato la magistratura a un sequestro cautelare della discarica di Cava Sari. Analisi condotte dall’Arpac e da esperti dei comuni di Terzigno, Trecase, Boscoreale, Boscotrecase, illustrati l’11 novembre, hanno rilevato che che le falde acquifere dell’area sono inquinate e che nei pozzi vicini alla discarica ci sono tracce di metalli pericolosi e di sostanze fortemente cancerogene, con una presenza anomala di materiali come zinco, nichel, alluminio e boro.
«Al di là di quelle che possono essere le ipotesi sull’esistenza di sostanze anomale nelle falde acquifere, come la natura vulcanica dei suoli, o la presenza di una seconda discarica a monte della Sari saturata e mai bonificata», ha commentato Leone, «in via precauzionale è auspicabile un sequestro cautelativo. Significa prendere atto della situazione».

aprile 16, 2010

Arrestati 22 imprenditori nel casertano

Questa mattina, 22 titolari di aziende bufaline nel casertano sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza per i reati di disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti, scempio paesaggistico e avvelenamento delle acque. Inoltre, è stato reso esecutivo il sequestro di 25 aziende zootecniche e di 4 impianti di depurazione ( a Villa Literno, Orta di Atella, Marcianise e Nola) in cui l’acqua in uscita, trattata e rimmessa nella rete è risultata, paradossalmente, di qualità peggiore rispetto a quella in entrata.

L’inquinamento esasperato del bacino idrico dei Regi Lagni, il reticolo di canali che si allunga tra le province di Napoli e Caserta, e quello di larga parte della costa domiziana – a causa di carcasse di animali, liquami, reflui industriali, scorie di altiforni ecc. – aveva già da tempo messo alcuni funzionari dell’Arpac, dell’Enea e, ovviamente, delle Fiamme Gialle in allarme. Il mese scorso, poi, le indagini hanno subito un’accellerazione insperata a seguito del rinvenimento da parte del Corpo Forestale dello Stato di 15 piccoli bufali morti in un laghetto nelle campagne di Castevolturno.

Nella fattispecie, gli imprenditori arrestati hanno versato per anni i liquami provenienti dalle loro attività direttamente nei canali, producendo gravissimi danni alle falde acquifere e ai fiumi che poi, evidentemente, sfociando al mare hanno indotto i medesimi disastri ambientali lungo la costa e il tratto di mare prospicente.(ecoblog) Caldoro dirà che i soliti magistrati comunisti si accaniscono contro dei buoni cittadini. Vediamo.