Posts tagged ‘areva’

ottobre 3, 2011

Nucleare, incidente di Tricastin: condannata Socatri. La stampa italiana tace.

areva socatri condannata per l'inicdente nucleare di tricastin del 2008

Areva-Socatri è stata riconosciuta colpevole di inquinamento delle acque e condannata per il ritardo nell’annuncio dell’incidente nucleare, classificato livello 1 INES, di Tricastin. Il risarcimento è stato fissato nella somma di circa 500mila euro, di cui 230mila in danni e interessi, i restanti alle associazioni e privati che si sono costituiti parte civile (160mila euro per le associazioni e 70mila euro ai privati).

L’incidente nucleare a cui si fa riferimento è quello avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 luglio del del 2008 quando nell’impianto per il trattamento delle scorie nucleari di Socatri a Bollène si verificò una perdita di 74Kg di uranio nelle acque dei fiumi circostanti. Ma l’allarme e le procedure di sicurezza patirono dopo 12 ore poiché Socatri non fu subito in grado di quantificare l’uranio disperso nelle acque. Già all’epoca infuriarono le polemiche sulla stampa francese mentre quella italiana glissò completamente la notizia. Peraltro anche questa notizia è stata taciuta dalla stampa italiana.

settembre 30, 2011

Areva Vs.Greenpeace: la Francia a 6 mesi dalle presidenziali si interroga sul nucleare.

areva contro greenpeace per l'sucita della Franciadal nucleare Durante l’Atelier de la Terre che si chiuso ieri a Evian, il mensile Terra Eco ha intervistato in un faccia a faccia Laurent Corbier direttore dello sviluppo sostenibile di Areva e Pascal Husting, direttore di Greenpeace Francia. Ovviamente al centro della discussione la prospettiva di un uscita della Francia dal nucleare dopo che Germania, Svizzera Spagna e Italia hanno deciso di chiudere o di non aprire centrali nucleari.

Areva è la multinazionale francese dell’atomo impegnata nella costruzione di centrali nucleari con reattori EPR, tra cui a Flamanville e Olkiluoto. A sei mesi dall’incidente nucleare tutt’ora in corso a Fukushima Daiichi spiega Corbier:

Sei mesi sono un tempo breve per analizzare le conseguenze, gli stessi protagonisti della filiera sanno che niente sarà più come prima. Una valutazione tecnica è in atto. Gli stress test sono stati consegnati all’ASN il 15 settembre ma c’è una riflessione più globale sull’evoluzione del settore e sulle sue prospettive.

Ma Husting ricorda a Corbier:

Ho difficoltà a credere a una proiezione del nucleare da qui ai prossimi 20 anni senza valutarne la sua uscita. I vostri affari non vanno bene e non vendete il MOX, non avete più contratti a parte che con EDF, non avete ordini, non c’è più uranio. Fossi in voi inizierei a pensare allo smantellamento delle centrali nucleari invece che attendere passivamente senza prendere una decisione politica che potrebbe arrivare tra sei mesi con le elezioni presidenziali.

aprile 1, 2011

Sarkozy è in Giappone: a Fukushima Daichii con Areva per fermare le radiazioni.

Nicolas Sarkozy è il primo capo di Stato straniero a visitare il Giappone nel dopo terremototsunami. Solidarietà? Sostegno? Anche, ma sopratutto affari: la francese Areva, multinazionale del nucleare (costruisce Flamanville e Olkiluoto) con la presidente Anne Lauvegeon è stata chiamata da Tepco, la società elettrica che gestisce Fukushima Daiichi, affinché li aiutasse. Con Sarkò anche Nathalie Kosciusko-Morizet ministro per l’ecologia che si tratterrà tre giorni, mentre il presidente resterà poche ore e poi volerà in Cina a Nanchino per il G20.

Spiega Rémy Autebert, presidente di Areva Japan, che l’intervento più urgente resta il trattamento delle acque contaminate che dovranno essere rimosse dalle vasche dei reattori. Gli ultimi prelievi effettuati in prossimità della centrale di Fukushima hanno rilevato un tasso di radioattività di 4385 volte superiore alle norme. Areva, con i suoi tecnici si è messa comunque a disposizione di Tepco.

Il punto è che la situazione è fuori controllo e non si ha la minima idea di cosa fare; da dove iniziare. Le dichiarazioni ufficiali dicono d

marzo 28, 2011

Fukushima Daiichi, Tepco chiede aiuto ai francesi per contenere la contaminazione da plutonio.

Alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, a 17 giorni dal terremoto e dallo tsunami, la situazione è ben lontana dall’essere stabilizzata. Tepco ha chiesto aiuto ai francesi di EDF, Areva e CEA Commissariat à l’énergie atomique. Dopo il balletto delle cifre di ieri, sui livelli di radioattività e la contaminazione dell’acqua di mare, si presenta oggi un nuovo e più complesso problema: è stato rilevato plutonio nel suolo su cui sorge il reattore Nr.2. Lo riferisce l’agenzia Kyodo.

Secondo Tepco, però, il plutonio sarebbe presente in quantità infinitesimali il che non costituirebbe pericolo per la salute; tra l’altro Tepco pensa che il plutonio possa provenire dal combustibile du uno dei reattori danneggiati dal sisma e dallo tsunami. Secondo un portavoce della Società il tasso di plutonio presente nei cinque campioni prelevati dal sito equivale a quello presente in Giappone dopo gli esperimenti nucleari effettuati nei paesi vicini come la Corea del Nord.

Spiega Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace, attraverso un comunicato stampa:

La notizia del ritrovamento di Plutonio rilasciato dalla centrale di Fukushima è agghiacciante. Il plutonio è una sostanza tossica oltre che radioattiva che se inalata o ingerita può danneggiare gravemente gli organi interni, in particolare lo scheletro, i polmoni e il fegato. Il governo del Giappone ha accusato Greenpeace di fornire dati non accurati sulla contaminazione delle aree attorno a Fukushima, ma purtroppo i nostri dati (da 7 a 10 microSivert/ora a 40 km dalla centrale) non fanno che confermare quelli del Governo della Prefettura di Fukushima . Il 27 marzo scorso, infatti, nello stesso villaggio di Iitate dove Greenpeace ha misurato questi tassi inaccettabili di radiazioni, la Prefettura di Fukushima rilevava livelli di 8,2 microSievert/ora. Il 15 marzo i valori erano di ben 44,7 microSievert/ora ( www.pref.fukushima.jp/j/20-30km18.pdf ).

gennaio 21, 2011

Niger, disastri ambientali tra nucleare e petrolio.

Perché la stampa non ne parla? Si chiede Greenpeace a proposito del disastro ambientale dovuto alle estrazioni di uranio (e non incidente nucleare) in Niger? Perché la notizia è stata divulgata male, malissimo e non ci si è capito niente.

la foto del disastro ambientale in nigeria Scrive GP sul suo blog:

Il 17 dicembre Greenpeace ha ricevuto rapporti verificati che dallo scorso 11 dicembre oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi da tre piscine lesionate si sono riversati nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair, gestita dall’azienda nucleare francese Areva. Almoustapha Alhacen che ha condotto l’analisi per l’associazione locale Aghir in’Man ci ha confermato che la contaminazione ha già coinvolto due ettari di terreno. Quest’ulteriore perdita mostra che le cattive pratiche gestionali di Areva continuano a minacciare la salute e la sicurezza della popolazione e dell’ambiente. Contrariamente alle dichiarazioni di Areva di rispettare in Niger gli standard di sicurezza validi a livello internazionale, queste notizie dimostrano che non ha fatto abbastanza per proteggere la popolazione.

gennaio 10, 2011

Pubblicità nucleare: diteci chi paga.

la pubblicità ambigua o dialogica o dialettica (anche qui, dipende dal punto di vista) sulla scelta del nucleare in un Paese che lo ha comunque rigettato con un referendum popolare, bella o brutta che sia, chi la paga ? Da “Il Fatto” di ier l’altro ecco l’elenco di chi paga: Alstom, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, Eon, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Gdf Suez, Sogin, Stratinvest Ru, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse. Un budget di 7 milioni fino ad oggi, non si sa di quanto per l’anno appena cominciato.

I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia (capo in Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen Daifuku (nota lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti Enel: Giancarlo Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico Colosi. Tra i soci del Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune Università italiane L’associazione è fondata sul “supporto organizzativo e strategico” della Hill & Knowlton, multinazionale della comunicazione.

Il Presidente del Forum nucleare italiano che è dietro a tutta l’operazione, compresa la pubblicità di cui sto parlando, non è un profano. Citando “Il Fatto” ma anche la mia memoria: “Testa conosce l’argomento. L’Enel l’ha scelto per sanare i danni gravissimi da lui stesso prodotti alla cultura nucleare nazionale negli anni ‘80, quando guidava le manifestazioni per fermare le centrali. E’ lui che il 9 novembre 1987, deputato comunista, così commentava l’esito del referendum nucleare: ‘Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo’.” Insomma, Chicco si è sistemato e da un pezzo. Capita l’antifona?

novembre 27, 2010

Nucleare Cina: tre incidenti in cinque mesi nella centrale di Daya Bay costruita da Areva

Nucleare Cina: tre incidenti in cinque mesi nella sola centrale di Daya BayLa centrale nucleare di Daya Bay, in Cina, è al centro di una polemica fondata sui suoi incidenti, presunti o reali. Sarebbero infatti almeno tre i problemi riscontrati negli ultimi cinque mesi, ma i proprietari dell’impianto negano.

Daya Bay è una centrale giovane, inaugurata nel 1993, costruita da Framatome (oggi Areva) con tecnologia PWR, cioè la generazione precedente agli Epr che dovrebbero essere installati in Italia con l’accordo Enel-Edf. Nonostante la giovane età i problemi, seppur di piccola entità, non mancano. Gli ultimi tre ad aprile e maggio e ottobre: tre “microfessure” nel circuito di raffreddamento che furono rivelati alla popolazione diverse settimane dopo. Si disse che non c’era stata fuoriuscita di radiazioni.

A giugno Radio Free Asia tira fuori la notizia che c’è stata una perdita da una barra di combustibile. China Light & Power, proprietaria dell’impianto, smentisce tutto e, ad oggi, non è chiaro cosa sia successo. La popolazione locale, e anche quella di Hong Kong che non è lontana, non ha mai gradito la centrale: manifestazioni prima e durante la costruzione, insofferenza oggi che non riescono a capire se e quando ci sono gli incidenti.


agosto 7, 2010

Una relazione top secret boccia il nucleare francese.

Rapporto Roussely: la relazione top secret che boccia il nucleare franceseChe periodaccio per il nucleare francese… Dopo le critiche provenienti dall’istituzionalissimo Le Figaro ai ritardi, e alla abnorme crescita dei costi, del cantiere della centrale di Flamanville ora i problemi vengono dal cosiddetto “rapporto Roussely”.

Si tratta di un rapporto, commissionato dal presidente francese Sarkozy all’ex numero uno di Edf, Francois Roussely, sulla filiera nucleare d’oltralpe. I risultati, consegnati l’undici maggio scorso e subito secretati dallo stato, dipingono una Francia nucleare tutt’altro che in salute.

O almeno così sembrerebbe, visto che quel poco che si sa del rapporto è stato pubblicato da Le Figaro che è venuto in possesso delle carte. Secondo il quotidiano, per come riporta il blog italiano Inchiesta Nucleare, Areva è gestita male, avrebbe sbagliato parecchie mosse sui mercati internazionali e, per di più, l’Epr (cioè il suo fiore all’occhiello) è “costoso e complesso”.(ecoblog)

gennaio 20, 2010

IN AZIONE CONTRO LE BUFALE NUCLEARI DI ENEL

era ancora buio quando questa mattina i nostri climber sono saliti sul “Colosseo Quadrato” di Roma. Alle 8.30 hanno srotolato il banner di 300 metri quadri con la scritta “Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness“. È un messaggio indirizzato alle imprese italiane riunite proprio di fronte nel palazzo di Confindustria, dove Enel ha presentato il nucleare come un ottimo investimento.

Il nucleare è un affare francese. Non certo per la nostra economia! Enel cerca di imbonire le imprese italiane promettendo che il 70% degli investimenti per la costruzione di quattro reattori nucleari EPR sarà nella parte non nucleare (dunque non coperta da brevetti francesi) per un controvalore di circa 12 miliardi di euro.

Secondo l’azienda elettrica francese EDF – alleata di Enel nel riportare il nucleare in Italia – risulta, invece, che gli investimenti nelle parti non convenzionali degli impianti EPR, ovvero le uniche che potrebbero riguardare le imprese italiane, non superano il 40% degli investimenti totali.

Per fortuna quello che Enel non dice, lo dicono altri: EDF, STUK, Citigroup, AREVA. Nella nostra analisi Bufale nucleari abbiamo analizzato dichiarazioni e cifre degli operatori più competenti nel settore che fanno uscire allo scoperto tutte le bugie di Enel.

Sicuramente Enel continuerà la sua propaganda nucleare, ma l’esperienza degli unici due EPR in costruzione, in Finlandia e in Francia, ha già ampiamente dimostrato che per questo tipo di impianti ritardi, problemi nella sicurezza e costi fuori controllo non sono un rischio ma una regola. È quello che oggi abbiamo ricordato alle imprese italiane. Continueremo a farlo.