Posts tagged ‘Archives of Internal Medicine’

febbraio 17, 2012

Smog fatale, esposizione ad inquinamento atmosferico aumenta rischio ictus.

smog ictus

Parlavamo ieri di come lo smog causi il declino cognitivo precoce nelle donne anziane, accelerando il normale processo di invecchiamento cerebrale. Una nuova ricerca conferma quanto lo smog sia fatale per la salute pubblica in relazione questa volta al rischio di ictus.

Secondo quanto affermano i ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center in uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine, anche l’esposizione a livelli moderati di inquinamento atmosferico, quelli ritenuti sicuri per la salute pubblica, può accrescere e di molto il rischio di essere colpiti da un ictus. Esattamente la percentuale di rischio aumenta del 34%.

Gli autori hanno monitorato per dieci anni un campione di 1.700 pazienti colpiti da ictus a Boston, scoprendo che l’esposizione alle polveri sottili, generate in gran parte dalle auto, è associata ad un rischio significativamente più elevato di ictus ischemico nei giorni in cui la qualità dell’aria, sulla base dei parametri stabiliti dall’EPA, segnava il semaforo giallo anziché verde.

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Maggio 12, 2010

La frutta secca fa troppo bene.

Noci, mandorle, nocciole e pistacchi ne bastano circa 67 grammi al giorno per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e modificare i livelli di lipoproteine nel sangue.

A confermarlo è uno studio della Loma Linda University pubblicata su Archives of Internal Medicine, realizzata analizzando e incrociando i risultati di 25 studi diversi, da cui emerge che per far sì che l’organismo possa beneficiare di noci e affini la quantità giusta da consumarne quotidianamente è 67 grammi, e la “speciale cura” funziona meglio per i soggetti che hanno alti livelli di colesterolo cattivo e un indice di massa corporea nella media.(http://www.takecareblog.it/)

Il gruppo sotto esame ha fatto registrare, grazie al consumo di noci e affini, una riduzione media del 5% della concentrazione di colesterolo totale e una riduzione del 7,4% delle lipoproteine a bassa densità (LDL o “colesterolo cattivo”). I soggetti con trigliceridi elevati – almeno 150 milligrammi per decilitro – hanno inoltre visto diminuirne i valori, in media, del 10,2%.

aprile 30, 2010

Mangiare cioccolato fa bene all’umore?

Ricorrere ad una barretta di cioccolato quando ci si sente un po` giù è una pratica diffusa, ma se fosse proprio il cacao a far venire la depressione? È la domanda che si sono posti i ricercatori dell`Università della California di San Diego, che, in uno studio pubblicato su Archives of Internal Medicine, che hanno scoperto l`esistenza di una correlazione tra il consumo del delizioso alimento e “l`inclinazione alla tristezza”.

Nel corso della ricerca, condotta su 931 soggetti di entrambi i sessi affetti da diabete mellito o disturbi coronarici, gli studiosi hanno osservato che i partecipanti che mostravano sintomi di depressione consumavano in media 8,4 porzioni di cioccolato al mese, mentre chi non soffriva di cali d`umore ne assumeva circa 5,4 dosi. Secondo gli esperti, i risultati mostrano che una correlazione tra il consumo regolare di cacao e il disturbo depressivo esiste, ma occorre indagare ulteriormente per capire se il cioccolato rappresenti una forma di “auto-terapia” oppure un causa dell`abbassamento dell`umore.

“Lo studio conferma la nostra ipotesi che quando la gente si sente giù tende a mangiare la cioccolata – spiega Beatrice Golomb, che ha guidato lo studio -. Resta da comprendere se l`alimento diminuisca o intensifichi (il sole24ore)