Posts tagged ‘antiossidante’

novembre 9, 2012

Autunno: acido folico nelle donne in età fertile, per affrontarlo “con forza”.

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04:02 am | Piatti ricchi di acido folico a tavola per tutelare la salute del figlio che verrà. Senza rinunciare a gusto e fantasia, grazie ad un menù autunnale realizzato a…

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novembre 11, 2011

Zucca, un alimento principe della stagione autunnale.

La zucca, con il suo inconfondibile colore giallo-arancio, è un ortaggio principe della stagione autunnale, ricco di virtù sia a livello terapeutico, che gastronomico. Il mese migliore, infatti, per consumare la zucca e apprezzarne le sue virtù, è sicuramente quello di ottobre.

La zucca è un alimento particolarmente salutare, ed è indicato anche per chi deve seguire un regime alimentare ipocalorico. Il suo apporto calorico, infatti, è pari a 17 calorie ogni 100 g di polpa. Inoltre, è ricca di betacarotene (precursore della vitamina A), di minerali quali calcio, sodio, potassio, fosforo, rame, magnesio, ferro, selenio, manganese e zinco, di vitamine A e C, di aminoacidi tra cui la glutammina e l’arginina, essenziali per i processi di rinnovamento cellulare, e una discreta quantità di fibre.Studi condotti di recente, hanno dimostrato, che la zucca possiede proprietà in grado di contrastare anche l’ipertensione e il diabete, a cui si aggiungono indiscussi effetti diuretici e sedativi.

luglio 27, 2011

Evviva l’anguria.

L’anguria o il cocomero, come dir si voglia, è uno dei frutti più apprezzati dell’estate, per il suo sapore fresco o zuccherino e per il profumo che riempie l’aria.

Il periodi in cui l’anguria arriva a maturazione, infatti, va da giugno a settembre. Si tratta di un frutto composto sopratutto da acqua (94% circa), ma contiene anche proteine, glucidi e fibre alimentari in modeste quantità. Più ricca, invece, di sali minerali quali sodio, potassio, ferro fosforo, calcio, e di vitamine A, PP, B2, B1. Inoltre, l’anguria è una miniera di licopene, un carotenoide dalle spiccate proprietà antiossidanti che da all’anguria (così come al pomodoro) quel particolare colore rosso.

luglio 21, 2010

DAI POMODORI ITALIANI UNA PILLOLA PER IL CUORE – il licopene.

 I pomodori italiani aiuteranno a sconfiggere le malattie cardiache. Un nuovo farmaco, sviluppato dalla Cambridge Theranostics, utilizza una forma di ‘licopene’, un antiossidante normalmente contenuto nei pomodori, per impedire l’ostruzione delle arterie e per liberarle dal colesterolo cattivo. Gia’ da tempo si sapeva, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico ‘Daily Mail’, che il licopene da’ ai pomodori il loro caratteristico color rosso e che aiuta prevenire infarti e malattie cardiache. Tuttavia, non tutto il licopene presente in un pomodoro e’ utilizzabile dal corpo umano, che e’ capace di assorbirne solo una parte. Il licopene si presenta infatti in due ‘isomeri’, cioe’ in due forme differenti della stessa molecola: la forma ‘trans’, della quale i pomodori rossi sono ricchi ma che e’ difficile da assorbire, e la forma ‘cis’, molto piu’ facile da utilizzare per il corpo umano.

La varieta’ di pomodoro utilizzato dai ricercatori inglesi nell’ultimo studio si chiama pomodoro tangerino, ha un bel colore arancio, si coltiva in Italia ed e’ ricco del licopene ‘buono’, facile da assorbire. Il nuovo farmaco derivato da questi pomodori e’ una pillola chiamata ‘Ateronon’ e sara’ presentato oggi a Londra in un convegno internazionale di cardiologi. Gli studi finora svolti hanno dimostrato che e’ capace di ridurre il colesterolo ‘cattivo’ del 90 per cento nell’arco di due mesi; ulteriori test clinici si svolgeranno presso l’Addenbrooke’s Hospital in Cambridge e alla Harvard Medical School negli Usa.

maggio 17, 2010

Studi italiani sul ‘fegato grasso’ – Silibina per fermare la steatosi.

Completato l’arruolamento dei pazienti, a breve i risultati che confermino l’efficacia del Realsil nel contrastare la progressione di steatosi in steatoepatite e fibrosi.Copenhagen, 23 aprile 2009 – Le principali malattie del fegato per quattro giorni sotto osservazione dagli epatologi europei. Gli esperti riuniti al Congresso EASL (European Association for the Study of the Liver) si confrontano sulle più diffuse patologie che minacciano la salute di questo organo e le armi per rallentarne i danni. Tra i temi la steatosi epatica, o fegato grasso, che interessa oltre 20 milioni di italiani. Ne soffre il 20% dei bambini in soprappeso, il 25% della popolazione adulta normale, il 40-100% dei pazienti con diabete di tipo II, il 20-80% dei dislipidemici e il 30-70% dei pazienti affetti da epatite da HCV (virus dell’epatite C). Per arginare questa vera e propria emergenza è stata testata per la prima volta su 181 pazienti la silibina, veicolata in una nuova forma (fitosoma) al fine di favorirne la biodisponibilità. “L’arruolamento dei pazienti nello studio multicentrico, randomizzato in doppio cieco, di fase III è ormai concluso – spiega il direttore medico Carlo di Manzano -. Ora dobbiamo aspettare solo i risultati dell’analisi statistica, ma siamo molto fiduciosi. Lo studio ha valutato l’efficacia di Realsil (Ibi Lorenzini), costituito dall’associazione di silibina estratta dal cardo mariano, fosfolipidi e vitamina E, nel migliorare il danno epatico in pazienti con fegato grasso non alcolico in presenza o meno di infezione da HCV.” E continua: “la steatosi può essere solo il primo passo verso una steatoepatite, infiammazione che rende più sensibili le cellule epatiche, gli epatociti, alla morte cellulare programmata (apoptosi) e alla necrosi. Di conseguenza anche alla cirrosi (che colpisce il 3% della popolazione) che assieme al carcinoma epatico ogni anno miete circa 50.000 vittime”.