Posts tagged ‘antifascismo’

marzo 9, 2014

Placido Rizzotto

   Corleone, 1948. Aveva 34 anni. Il sindacalista comunista Placido Rizzotto scompare misteriosamente nella notte del 10 marzo. Il giovane Placido Rizzotto, da bambino ha assistito all’arresto da parte dei carabinieri del padre, ingiustamente accusato di associazione a delinquere; durante la seconda Guerra Mondiale si trovava con l’esercito nel Nord Italia e dopo l ‘8 settembre dei 1943 scelse di unirsi ai partigiani, testimone impotente di alcuni eccidi scampato alla violenza della guerra, torna nella sua terra natale alla fine della seconda guerra mondiale. L’aver partecipato alla Resistenza aveva profondamente cambiato Placido Rizzotto, non poteva accettare la realtà corleonese fatta da pochi padroni terrieri, dei loro servi mafiosi e di moltissimi contadini in miseria, in una Corleone del dopoguerra ancora inevitabilmente regolata dall’incontrastabile legge del potere mafioso. Negli anni della guerra ha maturato una forte coscienza sociale e non può guardare inerte le ingiustizie che stanno accadendo nella sua comunità né tollerare l’appropriazione delle terre da parte della mafia e l’assunzione dei lavoratori per motivi esclusivamente nepotistici. Diviene sindacalista e cerca di organizzare i lavoratori per spingerli a vincere la paura e a resistere alle tirannie. Li spinge a occupare le terre e a distribuire a famiglie di contadini onesti quelle tenute incolte dalla mafia. La mafia non tarda a reagire, intimidisce i suoi compagni e lo isola in ogni modo.

http://www.reti-invisibili.net/placidorizzotto/

febbraio 24, 2014

Onore al compagno Pertini.

dicembre 26, 2013

Partigiani sempre!

Condividiamo questa immagine in memoria di tutti i Natali trascorsi al freddo dai partigiani che hanno lottato per la nostra Libertà.

Buon Natale e W la Costituzione.

ottobre 30, 2013

Gramsci, tradito da Togliatti ebbe Lombardi come tutor

 

Gramsci, tradito da Togliatti ebbe Lombardi come tutor

Il Migliore, Palmiro Togliatti, lo tradi’, non fece nulla per liberarlo anzi, insieme ai compagni di partito, ostacolo’ ogni iniziativa volta a ottenere dal Duce la liberta’ condizionata e poi, dopo la Liberazione, sfrutto’ la sua immensa opera teorica dei Quaderni del carcere per proporre da unico interprete ‘la via nazionale al socialismo’ restando sempre ‘staliniano’. Viceversa, Linge o l’Inge, cioe’ l’Ingegnere acomunista Riccardo Lombardi, gli fece da ‘tutor’ affiancando ed aiutando la cognata russa Tatiana Schucht nell’assistenza all’illustre compagno finito in carcere nel 1926. E’ quanto sostiene nel libro appena uscito per Marsilio Editori, ‘Il tradimento, Gramsci, Togliatti e la verita’ negata’, il docente di Storia Contemporanea all’Universita’ di Camerino, Mauro Canali che svela, a 76 anni dalla morte, il 27 aprile 1937, di Antonio Gramsci, “la sapiente opera di adattamento con cui il Pci ha costruito il mito della continuita’ Gramsci-Togliatti” e, per la prima volta, chi si nascondeva realmente dietro il nome di battaglia ‘l’inge’ o ‘linge’ o ‘l’ingegnere’ che torna frequentemente tra le carte del Partito comunista alla fine degli anni ’20. “E’ l’intoccabile Riccardo Lombardi prima vicino al gruppo di Guido Miglioli poi azionista quindi socialista – dice Canali – che all’epoca partecipa attivamente alla lotta antifascista: e’ un ‘compagno di strada’ di tutti gli antifascisti e anche dei comunisti, senza mai aderire al Pci. Di lui tutti hanno il numero di telefono per ogni evenienza: a Milano dove lavora ha un’unita’ operativa per l’espatrio, il depistaggio, la protezione dei ricercati”. Amico dell’avvocato Giovanni Ariis che si occupa dei ‘compagni’ finiti nella rete della polizia fascista o dell’Ovra, e dei comunisti milanensi, Lombardi, conosce a Milano la cognata di Gramsci, Tatiana, pochi mesi dopo l’arresto, e le fa da intermediario con i compagni comunisti. Non solo, ma entra in contatto anche con Piero Sraffa, l’economista della Bocconi che seguira’ anche lui dall’esterno il grande e prezioso prigioniero. “Lombardi poi e’ molto amico di Romano Cocchi che in quel momento e’ responsabile di Soccorso Rosso: e’ quindi probabile che si presti alla funzione di assistere Gramsci su indicazione o pressione di Cocchi”, aggiunge Canali. “Tatiana restera’ fedele e seguira’ sempre Gramsci: dopo la morte tornera’ a Mosca e con la sorella Giulia, moglie di Antonio, segnalera’ ai dirigenti del Pcus le manchevolezze di Togliatti ed i sospetti di Gramsci sul doppiogiochista Togliatti, mentre Sraffa cambiera’ idea ed opinione rispetto a Togliatti: fatto sta che Tatiana la spunta e Togliatti-Ercoli viene tolto da posti di responsabilita’ e gli viene affidata solo la propaganda per l’Italia”. Il tradimento di Togliatti verso Gramsci e’ duplice: inizia nel ’26 quando Gramsci a differenza di Togliatti non condivide ‘il metodo’ staliniano di repressione fisica e psichica del dissenso per arrivare alla ‘famigerata lettera’ spedita da Mosca e fatta recapitare in carcere a Gramsci nel ’28 prima del processo. “L’istruttoria finisce il 20 febbraio, la famigerata lettera di Grieco con tanto di francobollo russo arriva l’11 febbraio a San Vittore: come si fa a sostenere che essa non poteva far male? Ha nuociuto eccome a Gramsci, come gli disse il procuratore Macis! Perche’ Gramsci sospetta di Togliatti? Perche’ di lui non fidava, sin da quando, nel ’23, per isolare Bordiga, lui lavora per il centro e Togliatti non ha ancora deciso se mollare Bordiga: e di questa indecisione  Gramsci si lamenta con Leonetti: l’Ercoli ancora una volta subisce le personalita’ vigorose! Poi altri gravi espisodi, come la propaganda dell’Humanité sulla sua malattia ed i contrattempi sulla concessione di liberta’ condizionata, se non direttamente, non possono non vedere la presenza e la mano di Togliatti: non a caso Gramsci aveva sempre pregato Tatiana di non svelare mai i suoi intendimenti”. E dopo la Liberazione, ecco il secondo tradimento: tornato in Italia, Togliatti usa, sfutta, manipola, abilmente la straordinaria opera teorica di Gramsci per accreditare ‘il partito nuovo’ e per proporre ‘la via nazionale al socialismo’ elaborata in carcere da Gramsci il quale, conclude Canali, “ha una posizione molto laica, a differenza di Togliatti che non ci pensa due volte a votare l’art. 7, cioe’ il concordato che per Gramsci e’ la capitolazione dello Stato. E, a differenza di Gramsci, Togliatti restera’ sempre staliniano di ferro: basti pensare al ’56, all’invasione sovietica dell’Ungheria o al silenzio, nonostante il XX Congresso del Pcus: chissa’ come sarebbe andata la storia del Pci se non avesse avuto lo straordinario Gramsci alle spalle!”.

ottobre 17, 2013

Aurora “Lola” Vuillerminaz.


Nata a Saint Vincent il 22 marzo 1922, fucilata il 16 ottobre 1944, operativa presso la 87° Brigata Garibaldi. Aurora era una fervente antifascista, moglie di Giulio Ourlaz, partigiano, nome di battaglia Dulo. Volle seguire il marito sui monti ove più ferveva la lotta. Si recò ripetutamente in Svizzera, attraversando i numerosi posti di blocco, con una compagna per acco…Visualizza altro

ottobre 16, 2013

PANTERA NERA, LA SPIA DI PRIEBKE

Una storia minima in una data simbolo che coincide con la morte dell’aguzzino. Quando scoprii dove si nascondeva la traditrice del ghetto e non la svergognai.

La didascalia dell’istantanea marchiata dall’Istituto Luce dice l’essenziale: «Celeste Di Porto, ex spia detta la “Pantera Nera” cammina per strada – piano americano – data 19.05.1958 – gelatina bromuro d’arVisualizza altro

agosto 12, 2013

12 agosto 1944: Strage di Sant’Anna di Stazzema.

  Ai primi di agosto 1944 Sant’Anna di Stazzema era stata qualificata dal comando tedesco “zona bianca” ossia una località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione, in quell’estate, aveva superato le mille unità. Inoltre, sempre in quei giorni, i partigiani avevano abbandonato la zona senza aver svolto operazioni militari di particolare entità contro i tedeschi. Nonostante ciò, all’alba del 12 agosto ’44, tre reparti di SS salirono a Sant’Anna mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant’Anna, accompagnati da fascisti collaborazionisti che fecero da guide, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro, in quanto civili inermi, restarono nelle loro case.

In poco più di tre ore vennero massacrati 560 civili, in gran parte bambini, donne e anziani. I nazisti li rastrellarono, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra e bombe a mano. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva solo 20 giorni. Sebbene fosse viva era gravemente ferita. A trovare la piccola fu una sorella che, miracolosamente superstite, la rinvenne tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell’ospedale di Valdicastello. Infine fu il fuoco a distruggere e cancellare tutto. Non si trattò di rappresaglia. Come è emerso dalle indagini della Procura Militare di La Spezia si trattò di un atto terroristico, di una azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.

luglio 26, 2013

nella notte del 25 luglio 1943….

Nella notte del 25 luglio 1943, durante una seduta del Gran Consiglio, organo supremo del Fascismo, Benito Mussolini viene messo in minoranza. L’indomani mattina la radio trasmette un insolito comunicato.

“Attenzione, attenzione, Sua Maestà il Re e Imperatore, ha accettato le dimmissioni, dalla carica di Capo del Governo, Primo ministro, e Segretario di Stato, presentate da Sua Eccellenza, il cavaliere Benito Mussolini, e ha nominato Capo del governo, Primo ministro e Segretario di Stato, Sua Eccellenza il cavaliere, Maresciallo d’Italia, Pietro Badoglio.”

L’8 Settembre 1943, Badoglio firmò un armistizio con le truppe alleate.. .Mussolini fu liberato dai nazisti e rifugiò al nord, dove istituì la Repubblica Sociale di Salò, un rimasuglio di ciò che fu il brutale regime fascista…Alcuni dei membri del Gran Consiglio che avevano votato contro di lui, furono catturati e fucilati.

giugno 5, 2013

Socialisti.

giugno 5, 2013

Allora era considerato un conservatore.