Posts tagged ‘Annals of Internal Medicine’

aprile 7, 2013

Il pesce introdotto nella dieta delle persone anziane migliora lo stato di salute e allunga la vita.

I grassi “elisir” di lunga vita. Il segreto si chiama , gli buoni che proteggono il e di cui sono ricchi in particolare tonno, salmone, sgombro, aringhe e sardine. Mangiandone 2 volte a settimana si guadagnano 2 anni di vita. Lo sostiene un nuovo studio di Dariush Mozaffarian, docente di epidemiologia a Harvard e uno dei massimi esponenti internazionali degli studi sugli effetti degli . In una nuova ricerca pubblicata su Annals of Internal Medicine, Mozaffarian ha investigato il consumo di e pesce nella popolazione anziana. Sono stati valutati i valori ematici degli di 2.700 persone con 65 anni e più per un arco di tempo di 16 anni.omega3 300x199 Il pesce introdotto nella dieta delle persone anziane migliora lo stato di salute e allunga la vita

Per i consumatori abituali di pesce, una maggior livello di nel sangue in età avanzata “riduce il rischio di mortalità generale del 27%” e per quanto riguarda il rischio di mortalità per problemi cardiaci addirittura del 35%. Un guadagno di 2,2 anni di vita in più rispetto a chi presentava livelli ematici di inferiori.

“I dati in nostro possesso confermano l’importanza di introdurre adeguate quantità di per la del sistema cardiovascolare e suggerisce anche che il consumo in tarda età possa allungare gli anni che restano da vivere”, spiega il ricercatore. In particolare i “grassi” scudo contro i rischi cardiovascolari sonno l’acido eicosapentaenoico (EPA) che diminuisce il rischio di attacchi di e l’ () che riduce l’ ictus.

agosto 25, 2010

Una piccola idea, un grande aiuto.

Indecifrabili come geroglifici egiziani o inaccessibili perche’ vergati con scritture in codice. Gli appunti dei medici ospedalieri sono spesso risorse irraggiungibili per i pazienti e invece potrebbe aiutarli a guarire piu’ in fretta. E’ l’idea di fondo di un progetto ideato negli Usa per rendere disponibili su Internet, in pochi clic e comodamente da casa, quelle ”note” spesso oscure o illegibili che i camici bianchi tengono per se’ o celano dietro sigle misteriose. Il progetto si chiama OpenNotes, e’ stato sviluppato da Tom Delbanco, ricercatore di Harvard e del Beth Israel Deaconess Medical Center, e parte dall’idea, pubblicata su Annals of Internal Medicine, che la conoscenza di tutti i dati sanitari da parte del paziente ne incrementi la consapevolezza, serva ad alleviare ansie inutili e dia maggiore impulso a stili di vita utili alla guarigione. Attualmente 25mila pazienti, 3 ospedali e 115 medici aderiscono a questa rete. I pazienti possono collegarsi ad Internet e leggere tutti i documenti che li riguardano, visualizzare gli esami diagnostici e le ipotesi formulate del medico, avendo piu’ strumenti a disposizione per partecipare al proprio percorso di cura.(ASCA)