Posts tagged ‘anidride carbonica’

agosto 16, 2013

Riscaldamento globale, futuro peggiore del previsto.

ROMA – Le emissioni da combustibili fossili potrebbero provocare in futuro un riscaldamento globale molto più prolungato e peggiore di quanto si immaginasse. Queste previsioni emergono da uno studio condotto da Richard Zeebe dell’Università delle Hawaii e pubblicato su Pnas, rivista dell’Accademia delle Scienze americana. I ricercatori hanno preso in considerazione gli episodi dei cambiamenti climatici e geologici avvenuti nel passato per poter elaborare delle proiezioni sul futuro del clima.

Gli esseri umani, sottolinea lo studio, continuano ad aggiungere grandi quantità di gas serra nell’atmosfera, tra i quali l’anidride carbonica (CO2), il principale gas a effetto serra di origine antropica. Nel corso degli ultimi 250 anni, le attività umane come la combustione di materiali fossili hanno aumentato la concentrazione atmosferica di CO2 di oltre il 40% rispetto al livello pre-industriale. Questo aumento è stato fino ad oggi di circa 280 parti per milione (Ppm). Nel maggio 2013, la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre ha superato, per la prima volta nella storia dell’uomo, i 400 Ppm.

Un livello tale che molti scienziati considerano pericoloso per l’impatto sul clima della Terra.

luglio 31, 2013

Monossido di carbonio trasformato in anidride carbonica, ci riescono al CNR.

Monossido di carbonio trasformato in anidride carbonica, ci riescono al CNR

Gli scienziati del CNR, Università di Trieste con collaborazioni in USA, hanno messo a punto catalizzatori eterogenei ossia nanocristalli uniformi che somigliano a piccoli mattoncini in grado di trasformare un gas come il monossido di carbonio in anidride carbonica.

La scoperta lascia intravvedere molti scenari futuri nell’ottimizzazione dei processi chimici come la produzione sostenibile (anche economicamente) di idrogeno. La catalisi ambientale, dunque, viene messa a punto aprendo una nuova propspettiva per le applicazioni catalitiche industriali.

La scoperta è stata pubblicata su Science Express e sarà poi pubblicata anche si Science e vi hanno preso parte Iccom-Cnr, Università di Trieste, University of Pennsylvania UPenn (Christopher B. Murray e Raymond Gorte) e Brookhaven National Laboratory (Eric A. Stach).

Paolo Fornasiero, responsabile dell’Unità locale dell’Istituto di chimica dei composti organo-metallici del Consiglio nazionale delle ricerche (Iccom-Cnr) e docente all’Università di Trieste, come si sia arrivati a questa scoperta importantissima e che apre scenari futuri sulla chimica sostenibile:

Abbiamo infatti realizzato delle unità catalitiche piccolissime (mattoncini del “Lego” di un miliardesimo di metro) tutte identiche tra loro e le abbiamo depositate su diversi supporti (basi per le costruzioni del “Lego”). Abbiamo studiato l’ossidazione del monossido di carbonio al variare delle dimensioni delle unità catalitiche e della natura del supporto, tutto con una precisione mai ottenuta prima. Questo ci ha permesso e renderà possibile produrre catalizzatori che contengano quasi esclusivamente atomi utili, riducendo il costo finale e realizzando processi industriali sempre più efficienti. In particolare, abbiamo dimostrato che anche un metallo comune come il nichel può funzionare bene come il prezioso e raro platino se opportunamente ingegnerizzato. Poiché la gran parte dell’industria, dalla petrolchimica alla sintesi di polimeri, dalla produzione di fertilizzanti alla farmaceutica, usa catalizzatori per le trasformazioni chimiche, attendiamo ricadute pratiche rilevanti, auspicabilmente in tempi rapidi.

La scoperta si presta per essere usata come forma di bonfica e disinquinamento per aria e acqua,

Mag 6, 2012

Global warming: le piante che fioriscono velocemente…

 

Una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata sul sito web di Nature, evidenzia come il riscaldamento globale stia avendo un impatto significativo su centinaia di specie animali e vegetali in tutto il mondo, cambiando alcuni modelli di allevamento, di migrazione e di alimentazione.

Lo studio si basa su dati provenienti da studi del ciclo di vita delle piante e di esperimenti effettuati in quattro continenti e 1.634 specie. Si è riscontrato che alcuni esperimenti avevano sottovalutato la velocità della fioritura da 8,5 volte e le foglie che crescono di 4 volte.

Come risposta ai cambiamenti climatici le piante sono fiorite più velocemente di quanto gli scienziati avevano previsto, fenomeno che potrebbe avere effetti devastanti a catena sulla catena alimentare e sull’ecosistema.

L’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera dalla combustione di combustibili fossili può influenzare il modo in cui le piante producono ossigeno, mentre temperature più elevate e precipitazioni variabili possono cambiarne il comportamento.

Predire la risposta delle specie al cambiamento climatico è una sfida importante in ecologia“, han detto i ricercatori della University of California di San Diego e numerose altre istituzioni statunitensi.

novembre 21, 2011

Onu, nuovo picco gas effetto serra.

GINEVRA – Le concentrazioni di emissioni di gas a effetto serra nell’atmosfera hanno raggiunto nuovi massimi nel 2010 ed il tasso di aumento di questi gas ha registrato un accelerazione. Lo ha affermato oggi a Ginevra l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm).

Secondo gli ultimi dati il riscaldamento nell’atmosfera causato dai gas serra, che induce un riscaldamento del sistema climatico, e’ salito del 29% tra il 1990 ed il 2010. L’anidride carbonica ha contribuito per l’80% a questo rialzo.

 

giugno 11, 2011

Sfruttare il geotermico.

centrale geotermica

Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, torna a parlare di energie rinnovabili indicando come fonte potente e immediata quella geotermica. Nell‘intervista rilasciata a La Repubblica spiega che prima che le rinnovabili brillino per produzione sono necessari ancora 10-15 anni. Nella fase di transizione conviene puntare su un mix di gas e geotermia, energia ancora troppo poco usata.

Spiega Rubbia:

Innanzitutto il gas, che è arrivato al 60 per cento di efficienza e produce una quantità di anidride carbonica due volte e mezza più bassa di quella del carbone: il chilowattora costa poco e le centrali si realizzano in tre anni. E poi c’è la geotermia che nel mondo già oggi dà un contributo pari a 5 centrali nucleari. L’Italia ha una potenzialità straordinaria nella zona compresa tra Toscana, Lazio e Campania, e la sfrutta in maniera molto parziale: si può fare di più a prezzi molto convenienti. Solo dal potenziale geotermico compreso in quest’area si può ottenere l’energia fornita dalle 4 centrali nucleari previste come primo step del piano nucleare. Subito e senza rischi.

dicembre 12, 2010

Il nuovo bosco di Rozzano.

Con la messa a terra del primo arbusto e’ stato inaugurato il nuovo bosco di Rozzano, in provincia di Milano.
In un’area di 25,8 ettari verranno piantati 35mila alberi, in grado di assorbire 195 tonnellate di anidride carbonica ogni anno.
(Fonte: Ecologiae.com)

agosto 8, 2010

Per chi va in vacanza.

Una traversata Parigi – New york equivale ad un emissione di C02 pari a 2000 veicoli in un mese.

agosto 6, 2010

Costarica: un modello virtuoso.

Il Costa Rica è il paese più ecologico del mondo, perchè è stato il primo ad eliminare tutte le emissioni di anidride carbonica, il gas serra prodotto bruciando idrocarburi. 

Il risultato è stato raggiunto, producendo l’80% dell’energia necessaria con fonti rinnovabili e piantando 6 milioni di alberi, perchè la vegetazione assorbe l’anidride carbonica.

Capito?

luglio 15, 2010

Primo impianto solare termodinamico inaugurato in Sicilia.

Oggi è stata inaugurato a Priolo Gargallo, vicino Siracusa, in Sicilia, il primo impianto solare termodinamico al mondo, che fornisce energia anche di notte.
Archimede è il primo prototipo del genere, realizzato da Enel, con tecnologia integrata ad una centrale termoelettrica, a ciclo combinato, che produce elettricità da gas metano.
La nuova centrale produrrà 5 MW di energia elettrica per 5000 famiglie da gas metano e sole, abbattendo notevolmente le emissioni inquinanti, che ammontano ad alcune migliaia di tonnellate di anidride carbonica.
L’impianto, consentirebbe inoltre di risparmiare 2400 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) all’anno .
In questa speciale tecnologia, con brevetto Enea, che avrà sviluppi importanti in Italia e all’estero, l’investimento di Enel è stato di 60 milioni di euro. (prof. echos)

giugno 25, 2010

Funziona il primo polmone in provetta.

Funziona il primo polmone coltivato in provetta. Regola lo scambio fra ossigeno e anidride carbonica nell’organismo di un ratto, come dimostrano le prime immagini diffuse online dalla rivista Science, a corredo dell’articolo pubblicato dal dipartimento di bioingegneria dell’universita’ americana di Yale. Per la coordinatrice della ricerca, Laura Niklason, ”e’ un primo passo verso la rigenerazione dei polmoni per animali piu’ grandi ed eventualmente per l’uomo”.

Il primo organo complesso mai costruito in laboratorio ha anticipato tutte le previsioni. Soltanto sei mesi fa alcuni tra i maggiori esperti internazionali nel campo degli organi biotech prevedevano che per la costruzione del primo alveolo artificiale ci sarebbero voluti ancora cinque anni. Tuttavia la stessa Niklason ritiene che ”c’e’ ancora molto lavoro da fare per mettere a punto polmoni artificiali che abbiano una piena funzionalita”’. Per la ricercatrice ”ci vorranno ancora anni di ricerca con le cellule staminali adulte prima di poter applicare questa tecnica ai pazienti”.

Tuttavia per il genetista Giuseppe Novelli, dell’universita’ di Roma Tor Vergata, ”e’ un primo passo straordinariamente importante nella medicina rigenerativa” e ”la prima esperienza di applicazione reale dell’ingegneria dei tessuti”. Indubbiamente si e’ aperta una nuova strada e quella che finora era solo fantascienza oggi e’ una prospettiva reale: diventa possibile rigenerare in laboratorio i polmoni di pazienti colpiti da malattie che ne hanno compromesso in modo irreparabile la funzionalita’, evitando in questo modo molti trapianti. Punto di partenza dell’esperimento e’ stato prelevare i polmoni da un ratto adulto e rimuovere da essi i componenti cellulari, conservando soltanto la struttura di base per utilizzarla come ”impalcatura” sulla quale far crescere le nuove cellule. E’ la prima volta che viene fatta una cosa del genere e questo processo, che i ricercatori hanno chiamato ”decellularizzazione”, e’ per Novelli, ”e’ una grande novita”’.(liquidarea)