Posts tagged ‘angiotensina’

novembre 24, 2011

Scoperto legame tra rottura del cuore e infarto del miocardico.

Scienziati in Belgio, Paesi Bassi e Stati Uniti hanno individuato una singola proteina, chiamata , che svolge un ruolo nella cascata biochimica che provoca la rottura del .

I risultati gettano luce su come il fatto di bloccare i processi biochimici innescati dall’ormone aldosterone, può prevenire la rottura del in seguito ad un infarto del miocardio. Lo studio, presentato sulla rivista Nature Medicine, è stato in parte finanziato dal progetto MEDIA (“The metabolic road to diastolic heart failure”), sostenuto con quasi 12 milioni di euro nell’ambito del tema “Salute” del settimo programma quadro dell’UE (7° PQ).

Guidati dalla University of Iowa negli Stati Uniti, gli scienziati suggeriscono che bloccando questa proteina si protegge una persona dalla rottura , aumentandone quindi le possibilità di sopravvivenza.

Quando una persona subisce un infarto vengono prodotte varie sostanze chimiche, innescando processi biologici che contribuiscono alla guarigione e riparazione. I problemi iniziano quando molti di questi segnali chimici diventano “troppo abbondanti”, provocando ancora più danni, con conseguente scompenso cardiaco e morte improvvisa.

aprile 14, 2011

Ipertensione: spegnere alcuni nervi che vanno ai reni per pazienti farmaco-resistenti.

Curare l’ senza ma con un piccolo intervento che ”spegne” i nervi che vanno ai responsabili della : e’ un nuovo metodo contro questa malattia rischiosa e sempre piu’ diffusa risultato efficace in modo definitivo in due pazienti su tre tra quelli che non traggono beneficio dai (circa uno su 5 del totale).

febbraio 26, 2011

Riprendere peso ed effetto yoyo: colpa di una proteina.

 Una sola , la vera colpevole dell’effetto yo yo per cui dimagrisce e poi si ingrassa di nuovo; spesso più di prima

 
 

 

 

Capita a moltissime donne e uomini. Tanta fatica per seguire una , per arrivare al peso desiderato e poi in pochi mesi veder tutto lo sforzo vanificato. Il peso corporeo torna esattamente quello di prima, se non peggio. Ma come è possibile che avvenga questo nonostante si cerchi di mantenere una appropriata? Secondo alcuni scienziati la colpa sarebbe di una proteina.

A sostenere questa tesi sono i ricercatori della Maastricht University – Department of Human Biology che sperano che questa nuova scoperta possa presto divenire un metodo per riconoscere le persone che tendono a riprendere peso.
Secondo alcuni studi l’80 percento delle persone che seguono una dieta sono soggette al cosiddetto “effetto yo yo”, ossia tornano al peso che avevano prima della dieta o, peggio, ingrassano ancora di più, a distanza di 6 mesi/1 anno dalla dieta.

Per scoprire che era proprio una proteina la vera colpevole del riacquisto del peso corporeo, i ricercatori hanno coinvolto un centinaio di donne di età compresa tra i 20 e i 45 anni.
Dallo studio è emerso che le donne che ingrassavano più velocemente dopo una dieta avevano anche una concentrazione più alta di una proteina, chiamata Enzima di Conversione dell’ ().

gennaio 6, 2011

Nuova scoperta per inibire sviluppo tumore al seno.

Potrebbe essere una nuova arma in mano alla medicina, nella lotta al cancro alla mammella. Lo studio
I ricercatori della Wake Forest University Baptist Medical Center (Usa) hanno fatto una scoperta che potrebbe essere la chiave per inibire la crescita del tumore al seno, o cancro alla mammella. Si tratterebbe di un peptide che si trova sia nel sangue che nei tessuti in grado frenare lo sviluppo del cancro.

Nello specifico, ai topi utilizzati per la ricerca sono state iniettate cellule tumorali del seno umane. Queste hanno permesso lo sviluppo dei due tipi più comuni di cancro mammario, estrogenorecettori e HER2 sensibili.

Come riportato sulla rivista Cancer Research, dopo che si era sviluppato il tumore, i topi sono stati suddivisi in due gruppi. Un primo gruppo ha ricevuto iniezioni di angiotensina-(1-7); il secondo gruppo iniezioni di semplice soluzione fisiologica (acqua e sale), per 18 giorni.
Al termine del periodi di test, i topi trattati con ACE-(1-7), si è mostrata una riduzione del 40% delle dimensioni del tumore, rispetto ai topi del gruppo trattato con la soluzione fisiologica.
Altresì, nei topi trattati con l’angiosteina-(1-7) si è vista una riduzione della fibrosi nell’ordine del 64% fino al 75%.

 

 

Lo studio, condotto su modello animale dalle ricercatrici Patricia E. Gallagher e E. Ann Tallant, ha mostrato che il peptide, cosiddetto angiotensina-(1-7), è riuscito ad attaccare il cancro al seno in due modi: attraverso l’inibizione della crescita delle cellule tumorali del seno e inibendo la crescita dei fibroblasti associati al tumore (CAF) , cellule del microambiente tumorale, il tessuto contiguo al tumore.

ottobre 19, 2010

L’EMA approva la nuova terapia combinata in compressa per la riduzione dei valori pressori.

L’EMA approva l’associazione telmisartan e amlodipina, la nuova terapia combinata in compressa singola, che esplica un’elevata riduzione dei valori pressori nell’arco delle 24 ore

L’approvazione da parte dell’EMA giunge a seguito dell’esame dei risultati degli studi condotti sull’associazione telmisartan e amlodipina che dimostrano:

  • potenti riduzioni dei valori pressori, sino a 50 mmHg, in pazienti ipertesi con patologie concomitanti quali obesità, sindrome metabolica e diabete 1-4, che aumentano il rischio cardiovascolare;
  • mantenimento dell’obiettivo di controllo pressorio durante l’intero arco delle 24 ore nell’82,7% dei pazienti 1-4 ;
  • comprovata sicurezza cardiovascolare, sia per amlodipina che per telmisartan, quest’ultimo unico antagonista del recettore dell’angiotensina II (ARB) con indicazione terapeutica per la protezione cardiovascolare.5,12
aprile 1, 2010

Un nuovo farmaco a doppia azione per l’ipertensione.

Una nuova ricerca internazionale ha mostrato che i pazienti ipertesi possono controllare e anche ridurre in modo significativo la loro pressione sanguigna se trattati con il nuovo farmaco a doppia azione LCZ696. Lo studio – pubblicato nella rivista The Lancet – ha paragonato questo nuovo farmaco al valsartan, un antagonista del recettore dell’angiotensina (ARB). La scoperta che LCZ696 potrebbe superare gli standard degli ARB, potrebbe portare ad un migliore trattamento dei pazienti ipertesi e cardiopatici.

Gli scienziati con sede in Canada, Germania, Slovacchia, Spagna e Stati Uniti dicono che la molecola singola LCZ696 è un recettore dell’angiotensina II e inibitore della neprilisina (ARNI), che funziona in due modi. LCZ696 non solo blocca l’azione dell’angiotensina II – una proteina che provoca la costrizione dei vasi sanguigni e innalza la pressione sanguigna – per facilitare il flusso del sangue, ma neutralizza efficacemente la neprisilina, causando così la dilatazione dei vasi sanguigni, che a sua volta provoca un calo della pressione sanguigna.(liquidarea)