Posts tagged ‘angela merkel’

gennaio 28, 2015

Ucraina, l’Ue verso nuove sanzioni. In ballo anche la partita del gas. Il No della Grecia a Mogherini.

L’escalation della crisi Ucraina torna ad agitare l’Europa. C’è stato un colloquio telefonico – il secondo in due settimane – tra il presidente Barack Obama e la cancelleria tedesca Angela Merkel e la stampa russa oggi fa capire senza mezzi termini che sta tornando in ballo la partita sul gas.
O Altro…

gennaio 6, 2015

L’Europa faccia a meno dell’austerità, non della Grecia.

ANGELOS TZORTZINIS/AFP/Getty Images

Su un punto possiamo dirci tutti d’accordo, uomini di destra e di sinistra, europeisti convinti ed euroscettici: l’Europa di Maastricht si trova dinanzi ad un bivio: o cambia o affonda. Le valutazioni si fanno radicalmente diverse, invece, di fronte alla domanda su chi sono i veri nemici dell’Europa. Il tema, com’è noto, sta suscitando grande interesse in questi giorni, se non altro per le conseguenze che potrebbe avere da qui a poco sul futuro dell’Unione il voto nel paese più provato dal combinato disposto di crisi e politiche di rigore: la Grecia.https://wordpress.com/post/9620622/new

gennaio 3, 2015

Cosa G. Napolitano non ci ha detto nel discorso di fine anno.

http://scenarieconomici.it/napolitano-non-ci-detto-nel-discorso-anno-ringraziare-supremo-per-aver-evitato-vittoria-tedesca-nellultima-guerra-mondiale-scatenata-dalla-germania/

E’ bene che tutti comprendano che la scelta di approvare senza remore le politiche di austerità euro imposte, benedette dal nostro amato Presidente della Repubblica, comporterà per i decenni a venire una tassazione interna talmente elevata da annullare ogni possibilità di crescita futura, ogni attività economica è destinata ad essere fortemente ridimensionata se non annullata così come la speranza di creare l’occupazione tanto necessaria per pagare i costi dello stato sociale (leggasi, pensioni e sanità). Oggi l’Italia è in decrescita, non crescita negativa, semplicemente decrescita. Ossia le poche risorse teoricamente disponibili per fare sviluppo vanno a ripagare il rigore europeo, tasse folli per ripagare OGGI il debito statale contratto in decenni passati e soprattutto in lire, pur trovandosi in un periodo di gravissima crisi epocale.

dicembre 29, 2014

Elezioni Grecia 2015: è ufficiale, si vota il 25 gennaio. La borsa crolla.

Scritto da Andrea Signorelli – lunedì 29 dicembre 2014

Elezioni Grecia 2015: è ufficiale, si vota il 25 gennaio. La borsa crolla

Le elezioni in Grecia si terranno nel 2015, i sondaggi favoriscono Syriza. Continua…

gennaio 17, 2014

145 mila studenti greci hanno bisogno dell’assistenza alimentare nelle scuole.

L’Antidiplomatico – Il collasso economico continua a minacciare il tessuto sociale della Grecia, con molte famiglie che non sono più in grado di offrire un sostentamento alimentare adeguato ad i loro figli. La malnutrizione riguarda un numero crescente di bambini: secondo il quotidiano ellenico Eleftheros Typos, 975

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=81&pg=6641scVisualizza altro

dicembre 13, 2013

Germania, il lato oscuro della (poca) crescita.

angela-merkel

A un tasso di disoccupazione tra i più bassi in Europa fa da pendant un aumento esponenziale di precarietà, sotto occupazione e diseguaglianze all’interno del paese

di Vincenzo Comito, da Sbilanciamoci.info

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novembre 27, 2013

Le quattro vecchie fallacie della nuova Grande Depressione.

Skidelsky

di Robert Skidelsky da skidelskyr.com

Il periodo iniziato nel 2008 ha prodotto un’abbondante raccolta di fallacie economiche riciclate, soprattutto sulle labbra dei leader politici. Ecco le mie quattro preferite.

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novembre 21, 2013

Krugman spiega la “trappola dell’euro”.


L’Economista Paul Krugman ha parlato della cosiddetta “trappola dell’euro” con toni molto polemici, accusando cioè l’austerity e la cura scelta dall’Ue di essere una vera e propria gabbia.

L’Euro era sicuramente una grande opportunità per tutti, ma oggi, a distanza di anni dall’inizio di quell’idea, possiamo dire che qualcosa è andato storto. Paul Krugman,Visualizza altro

ottobre 29, 2013

Come la Merkel ci vuole fregare in via definitiva.

E’ successo in occasione di una cena data nella sede di Bruxelles del Consiglio europeo. Era stato appena servito il dolce, poco prima di mezzanotte, quando Angela Merkel ha fatto quello che i capi di governo europeo le chiedevano da mesi, cioè dimostrare la sua leadership. I paesi della zona euro devono diventare più competitivi, ha ripetuto con insistenza il cancelliere, il controllo che finora ha esercitato la Commissione europea non basta, bisogna adattare delle “misure più vincolanti”. Inoltre la “dimensione sociale” non deve essere trascurata, ha detto la leader della Cdu. L’Europa deve fare un “salto qualitativo”.

In occasione del suo terzo mandato Merkel è determinata a diventare una vera e propria cancelliera europea. Alle ultime elezioni i tedeschi le hanno dato il più alto numero di consensi che abbia mai avuto, è diventata il “leader più potente d’Europa” (The Economist) e ben presto guiderà una grande coalizione con il secondo partito tedesco. Merkel è convinta di essere in posizione di forza per promuovere un progetto che dovrebbe diventare la sua eredità politica: la riforma dell’Unione europea. Tuttavia anche se il rischio di una prossima disintegrazione della moneta unica è stato per ora evitato e se la congiuntura della zona euro mostra i primi segni di ripresa da molto tempo, Merkel è consapevole che in ogni momento la crisi potrebbe di nuovo aggravarsi. Dalla Francia all’Italia i partiti euroscettici hanno il vento in poppa, in molti paesi indebitati le riforme sono a un punto morto e le banche sono molto restie a concedere dei crediti.

Per questo motivo la cancelliera prepara una serie di riforme europee e sa già come imporre il suo progetto; con l’aiuto dei suoi nuovi partner di coalizione – i socialdemocratici – vuole dare un carattere “sociale” alla sua politica europea. Si tratta di creare dei programmi contro la disoccupazione dei giovani e contro l’evasione fiscale, e di adottare un bilancio specifico per la zona euro per rilanciare la crescita. In cambio Bruxelles avrà un potere di controllo esteso sulle politiche finanziarie ed economiche degli stati membri.

Denaro in cambio di riforme. Merkel vuole adesso dare al suo controverso programma una forma “socialdemocratica” e per fare questo si è trovata un alleato importante. Vuole far passare il suo progetto grazie al sostegno del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che presiede la delegazione dell’Spd sulle questioni di politica europea nel quadro dei negoziati in vista della formazione della coalizione, ma pensa già alle prossime tappe della sua carriera. Per ora pensa a essere il capolista dei socialisti alle europee del prossimo maggio, dopodiché, se sarà riuscito a raccogliere abbastanza suffragi, cercherà di diventare presidente della Commissione europea. Così la cancelliera si sbarazzerebbe del suo ex alleato caduto in disgrazia, l’attuale presidente della Commissione José Manuel Barroso. Insieme a Schulz, Merkel potrebbe avviare le riforme in favore della crescita e della competitività.

Schulz vede regolarmente la cancelliera a Berlino, si scambiano sms ed elaborano compromessi

La linea del nuovo governo tedesco è prevedibile: nessun obbligo europeo ma più denaro per i programmi di rilancio e un potere più esteso per Bruxelles. Per imporre la sua nuova strategia Merkel, spesso soprannominata “Mutti” [mammina] nelle sue stesse fila, si è trovata un nuovo alleato in Schulz. E per quanto il dirigente dell’Spd dichiari pubblicamente che “Merkel non è la [sua] migliore amica”, a microfoni spenti entrambi i leader si lasciano andare a grandi dichiarazioni di stima reciproca. Schulz vede regolarmente la cancelliera a Berlino, si scambiano sms ed elaborano compromessi, l’ultimo dei quali riguarda il bilancio supplementare dell’Ue. Entrambi sono contrari a una soluzione di tutti i problemi su scala europea. I loro punti di vista convergono anche sui mezzi per riuscire a rafforzare l’unione monetaria ed economica.

Niente complicazioni

Schulz rappresenta un elemento importante per la grande coalizione e i suoi stretti rapporti con il capofila dell’Spd, Sigmar Gabriel, potranno tornare utili a Merkel sul piano europeo. Le elezioni europee dell’anno prossimo saranno le prime a svolgersi sulla base delle condizioni fissate dal trattato di Lisbona. I suoi risultati dovranno quindi essere presi in conto dai 28 capi di governo degli stati membri per la nomina del presidente della Commissione. Martin Schulz, 57 anni, ha buone possibilità di essere scelto. Può contare su un largo sostegno in parlamento e nel Consiglio europeo, che va ben oltre le fila della sua famiglia politica. Merkel lo sa e sarebbe ben contenta di averlo a capo della Commissione, soprattutto perché il socialdemocratico ha la fiducia del presidente francese François Hollande. Un elemento che permetterebbe di rilanciare il logoro motore franco-tedesco.

Il solo problema per la Merkel è che in quanto presidente della Cdu non può sostenere apertamente un membro dell’Spd. Nella campagna per le elezioni europee i due futuri partner di colazione faranno quindi banda a parte. Tuttavia la cancelliera si impegna a non aprire nuovi e inutili fronti di scontro con il socialdemocratico. Così giovedì scorso i leader del Partito popolare europeo si sono riuniti per discutere delle future elezioni europee. Molti hanno detto di volere che il Ppe presenti un suo capolista contro Schulz. Ma Merkel e il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, hanno espresso forti riserve su questo punto. La cancelliera vuole conservare il diritto di nominare il suo favorito al posto di presidente della commissione dopo le elezioni – e forse si potrebbe trattare dello stesso Schulz.

Una cosa è certa, il contributo dei socialdemocratici tedeschi non sarà sgradito se Merkel vorrà imporre il suo programma in Europa.

ottobre 24, 2013

LA FOLLIA DELL’IMPERO

CHRIS HEDGES (truthdig) – Gli ultimi giorni dell’impero danno gran lavoro e potere agli inetti, agli squilibrati ed agli imbecilli. Questi politici e propagandisti di corte, assunti per essere la faccia pubblica della nave che affonda, mascherano il vero lavoro dell’equipaggio, il quale saccheggia sistematicamente i passeggeri mentre la nave affonda. I mandarini del potere s…Visualizza altro