Posts tagged ‘Anemone’

Mag 12, 2011

Scaiola nei guai.

Sul Fatto Quotidiano le prove dei rapporti tra l’ex ministro e il costruttore Anemone, quello della casa a sua insaputa

Claudio Scajola probabilmente oggi querelerà il Fatto Quotidiano per aver pubblicato l’articolo di Marco Lillo, che parla di due fatture agli atti dell’indagine che ha toccato l’ex ministro delle Attività Produttive in relazione alla Banda Anemone. Scrive Lillo:

Le due fatture che inguaiano Claudio Scajola portano la data del 30 aprile e del 31 giugno 2002. Riguardano una fornitura di condizionatori per un lavoro svolto dalla Tecnocos e provano che Anemone ha lavorato al Viminale nel periodo in cui il titolare del dicastero non era Giuseppe Pisanu, come si è creduto finora, ma proprio Scajola, beneficiato due anni dopo degli assegni usati per comprare la casa vicino al Colosseo. Quelle fatture sono depositate negli atti dell’indagine di Perugia sulla cosiddetta “Cricca dei grandi eventi”, ma nessuno finora si era reso conto della loro importanza. Dopo la chiusura dell’inda gine perugina dove Scajola non è mai stato iscritto nel registro degli indagati, Berlusconi ha dichiarato: “Quello che è successo al mio amico Claudio Scajola, uscito totalmente estraneo da una vicenda che ha profondamente ferito lui e la sua famiglia è una clamorosa dimostrazione della necessità di una riforma della giustizia”.

febbraio 3, 2011

Scandali, evasione: gli imbrogli della «cricca».

Un danno per lo Stato, per i cittadini, pari a 75 milioni e 523 mila e 617 euro più 88 centesimi. Alla fine di un anno di indagini la procura di Perugia mette in fila «gli utili illeciti» accantonati dal gruppo Anemone tra il 2005 e il 2009 grazie all’appoggio dei grand commis della cricca, del gran capo dei lavori pubblici Angelo Balducci e dei suoi sodali Della Giovampaola, De Santis e Rinaldi, professionisti che avevano messo le proprie qualità al servizio di un sistema gelatinoso di favori e di corruzione dove, scrivono i magistrati di Perugia, «la funzione pubblica è stata costantemente messa a disposizione degli interessi del privato imprenditore» ricevendone in cambio «favori e utilità di vario genere». Le abbiamo imparate a conoscere: posto di lavoro per i figli, case, ristrutturazioni, vacanze, escort, massaggi, un elenco lunghissimo e di grande fantasia.

giugno 18, 2010

Inchiesta G8, la Cassazione “Sistema spregiudicato”

ROMA – Le persone coinvolte nell’inchiesta sull’appalto per la Scuola dei Marescialli 1 dei carabinieri, filone toscano dell’inchiesta sui Grandi eventi, si muovevano in una “situazione in attuale divenire, caratterizzata dall’utilizzazione spregiudicata di un sistema di relazioni professionali e personali che ha realizzato una rete di interessi intrecciati” non legittimi. Lo sottolinea la Cassazione che ha appena depositato le motivazioni della decisione con la quale, lo scorso 10 luglio, ha deciso il trasferimento dell’inchiesta fiorentina 2 a Roma confermando le misure cautelari per Fabio De Santis, Guido Cerruti, e Francesco De Vito Piscicelli.

Fonte: La Repubblica

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Mag 11, 2010

Non dite ad Anemone che è morto vianello

Anemone: ” Sono grato a chi mi ha consigliato di non leggere i giornali durante gli ultimi tre mesi’’. Mio Dio!!! Quindi non sa niente di Raimondo Vianello!!

Mag 9, 2010

Bertolaso o è scemo o ci fa.

Il cognato si faceva dare i soldi per una consulenza sulla Maddalena, la moglie invece si fa dare i soldi per lavori di giardinaggio, lui che va da una puttana per farsi fare un massaggio di quelli che la Lewinsky faceva a Bill Clinton. Di fronte a tutto questo ha il coraggio di dire “non ho mai mentito agli italiani credo di avere la coscienza a posto” .Bertolaso ci piglia per scemi. Tutto un mondo di imprenditori corrotti regalava case a diecine di ministri e lui non ne sapeva niente. Povero angelo.  Sperava in un’archiviazione delle accuse.  Magari spera ncore di fare il ministro. Gli italiani che malpensanti.

Mag 7, 2010

Annozero anteprima del 6 maggio 2010

Mag 4, 2010

Scajola si è dimesso

ROMA – “Per difendermi non posso continuare a fare il ministro come ho fatto in questi due anni”: lo ha detto Claudio Scajola, nella conferenza stampa convocata al ministero sulla vicenda.
“Mi trovo esposto ogni giorno – ha detto Scajola – a ricostruzioni giornalistiche contraddittorie. In questa situazione che non auguro a nessuno io mi devo difendere. E per difendermi non posso continuare a fare il ministro come ho fatto in questi due anni, senza mai risparmiarmi. Ne siete testimoni, ho dedicato tutte le mie energie e il mio tempo commettendo sbagli ma pensando di fare il bene”.
“Sto vivendo da dieci giorni una situzione di grande sofferenza. Sono al centro di una campagna mediatica senza precedenti e non sono indagato. Mi ritrovo la notte e la mattina ad inseguire rassegne stampa per capire di cosa si parla”.
“Ho avuto un’attestato di stima da parte del presidente Berlusconi, dal governo, dalla maggioranza e da tutto il Pdl”. Lo afferma il ministro Scajola riconoscendo “l’attenzione responsabile e istituzionale da parte della stessa opposizione”.
Scajola ha ricordato di essere legato a Berlusconi “da un affetto profondo da lui ricambiato”. E, quanto al futuro del governo, ha osservato che le sue dimissioni “permetteranno all’esecutivo di portare avanti il lavoro importantissimo che sta facendo per l’Italia”.
“Ho imparato nella mia vita che la politica dà sofferenze. Ma ho anche imparato che sono compensate da soddisfazioni. So che tutti i cittadini hanno grandi sofferenze e io non sono l’unico che sta soffrendo”. Ha affermato il ministro per lo Sviluppo economico.

“In due anni ho fatto tutto senza mai risparmiarmi, investendo tempo ed energia, commettendo sbagli ma sicuramente pensando di fare il bene”. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola nella conferenza stampa in cui ha annunciato le proprie dimissioni. Tracciando un rapido bilancio del lavoro svolto, il ministro ha ricordato “le grandi progettazioni infrastrutturali”, le misure “per far pagare l’energia di meno, il ritorno al nucleare, il piano per il Sud”. Scajola ha poi detto di aver “impegnato ogni risorsa per la riforma degli incentivi per dare innovazione ai prodotti italiani” e di essersi speso con grande dedizione su tutti i tavoli di crisi attivati. L’obiettivo, ha concluso, “era risolvere ciò che era possibile”.

Fonte ANSA
Una cosa è certa: NON CI MANCHERAI.