Posts tagged ‘aminoacidi’

giugno 27, 2013

Te’ matcha meglio del te’ verde, 137 volte piu’antiossidante.

Te’ matcha meglio del te’ verde, 137 volte piu'antiossidante Te’ matcha meglio del te’ verde, 137 volte piu’antiossidante

ROMA – A Londra il te’ matcha ha scalzato il classico te’ verde. Si beve, si mescola nelle insalate e nelle zuppe ed e’ la bevanda del momento per mostrare una pelle giovane e capelli splendenti.

Conosciuto in tutto il mondo, arriva dal Giappone. In realta’ e’ un te’ verde cresciuto piu’ all’ombra, le cui foglie vengono cotte al vapore, asciugate e ridotte in polvere finissima dal colore chiaro. In Giappone esiste una nuova versione in bottiglietta da passeggio, riferisce il Japan Times, senza conservanti perche’ la bottiglietta contenente acqua e, all’altezza del tappo, si trova la polvere matcha da mescolare solo al momento di bere.

A Londra la moda impazza e, riferisce Ian Marber noto nutrizionista inglese al Telegraph: ”le foglie contengono 137 volte il contenuto di antiossidanti del normale te’ verde, polifenoli e diversi aminoacidi, come l-theanina che riduce lo stress fisico e psicologico e l’acido glutamico che agisce sul sistema nervoso centrale”. Lo specialista ne mangia un cucchiaio ogni mattina mescolato con yogurt greco, semi di chia e frutti di bosco

novembre 21, 2012

Nuova rivoluzione nel campo delle biotecnologie.

peptidi_sintetici

 

02:34 am | Lo studio delle proteine (che si trovano in ogni cellula e ogni tessuto del corpo) è di particolare interesse per gli scienziati poiché esse sono parte integrante della…

21 novembre 2012 / Leggi tutto »

marzo 23, 2012

Influenza: il meccanismo con cui il virus viola le sicurezze dell’organismo.

I ricercatori hanno identificato un nuovo meccanismo attraverso il quale il influenzale “manomette” alcuni elementi chiave nella regolazione della risposta dell’organismo, per passare inosservato e rimanere il più a lungo possibile nell’ospite
di ALESSIA MANFREDI
UN trasformista, maestro nell’arte di mimetizzarsi e alla continua ricerca di nuove tattiche per sopravvivere il più a lungo possibile, sotto traccia, nell’organismo ospite.

 

E che invece di tentare di sconfiggere il sistema immunitario, prova ad ingannarlo: è uno dei punti di forza dell’, tanto difficile da combattere proprio perché il che la provoca cambia frequentemente, rendendo inutili gli anticorpi sviluppati nella stagione precedente. Ora un gruppo di ricercatori della Rockefeller University di New York guidato da Alexander Tarakhovsky, a capo del laboratorio di Lymphocyte signaling, ha identificato un nuovo meccanismo attraverso il quale il influenzale “manomette” alcuni elementi chiave nella regolazione della risposta dell’organismo, per passare inosservato e rimanere il più a lungo possibile nell’ospite. I risultati dello studio, pubblicato su Nature, mostrano che una proteina del dell’ stagionale, chiamata – che non è strutturale ma si esprime solo quando è in atto un’infezione – “imita” una componente essenziale del meccanismo di regolazione genica, riuscendo in questo modo a bloccarne la funzione e a mettere ko i meccanismi di difesa dell’organismo infetto. Un’osservazione che ha implicazioni importanti per permettere di comprendere meglio il a livello biologico, la sua patogenicità, e allo stesso tempo individuare nuovi bersagli terapeutici.

luglio 18, 2011

Dieta del sondino: a settembre verdetto del Consiglio Superiore di Sanità

Ancora un paio di mesi e ne sapremo di più sulla cosiddetta del . A settembre dovrebbe infatti essere pronto il parere del Consiglio superiore di sanità – richiesto dal ministro della Salute Ferruccio Fazio – su questa tecnica di , utilizzata per trattare e sovrappeso in maniera veloce, che tanto sta facendo discutere. A quanto apprende l’Adnkronos Salute martedì scorso si è svolta la riunione del Consiglio che ha deciso – dopo un primo esame della materia – di organizzare gruppi di lavoro per esaminare a fondo alcuni aspetti e chiarire una serie di dubbi sulla sicurezza di questa metodica. A settembre gli esperti del Css dovrebbero emettere il loro verdetto.

 

Il ‘papà’ della terapia che trasforma un sogno in realtà – dimagrire 10 kg in 10 giorni – è Gianfranco Cappello, responsabile del servizio di nutrizione clinica del Policlinico Umberto I di Roma.

Ma, visto il successo che ha riscosso tra i pazienti e il passaparola che c’è stato, il fenomeno ha ‘contagiato’ altri professionisti. Molti medici hanno infatti deciso di applicare il , e fra questi potrebbe esserci qualche ‘specialista improvvisato’. E proprio questo aspetto avrebbe preoccupato il ministro della Salute, che ha deciso l’intervento del Consiglio superiore di sanità.

luglio 16, 2011

Nuovo approccio di correzione per riscrivere e correggere sequenze genomiche

Utilizzando un nuovo approccio di del , un gruppo di ricercatori ha sistematicamente sostituito un sequenza di tre lettere con un altra in un di 

Un nuovo metodo per apportare modifiche precise in tutto un , utilizzando il materiale genomico di una vivente come modello è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School, che lo illustra in un articolo pubblicato suScience a prima firma Farren Isaacs.La possibilità di modificare i geni è qualcosa di rivoluzionario, con risvolti di utilità immediata e dalle potenzialità illimitate, osservano i ricercatori. La maggior parte degli strumenti di modifica del attualmente in uso è però lento, costoso e difficile da usare, un po’ come l’invenzione della macchina da stampa di Gutenberg, una tecnologia geniale ma ancora nella sua infanzia. Ora, i ricercatori di Harvard hanno iniziato a sviluppare uno strumento di “editing” del più semplice e veloce, che ha permesso loro di riscrivere il di cellule viventi usando l’equivalente genetico di quello che in un programma di elaborazione testi corrisponde al comando “cerca e sostituisci”.

giugno 7, 2011

L’errato ripiegamento proteico: sui dati di una tecnologia sofisticata si costruisce studio importante.

Il delle è necessario per il funzionamento delle strutture nel corpo. Alcune parti delle funzionali possono però rimanere non ripiegate, portando alla generazione di varie malattie debilitanti come le malattie .

Alcuni ricercatori in Svizzera e nel Regno Unito hanno studiato l’errato delle usando una sofisticata tecnica . Presentato sulla rivista Nature, lo studio rivela come l’errato può competere con il produttivo in particolare in che contengono molti campi. Lo studio è stato in parte finanziato da una borsa di studio intraeuropea Marie Curie nell’ambito del Settimo programma quadro (7° PQ) dell’UE.

Ricercatori dell’Università di Zurigo e dell’Università di Cambridge spiegano che il avviene con più frequenza quando la sequenza di nei campi proteici vicini è molto simile. Gli esperti definiscono le come le principali macchine molecolari nel nostro corpo. Il loro ruolo è molto ampio: non solo trattano le sostanze nutritive e le trasformano in energia ma aiutano la struttura cellulare e trasmettono segnali nelle cellule e in tutto il corpo.

Le devono assumere una struttura ben definita e tridimensionale per assicurare l’espletamento delle loro funzioni specifiche e per lo più trovano questa struttura da sole una volta che si sono formate a partire dai singoli mattoni, gli , come una lunga catena di nella .

febbraio 28, 2011

Proteine etichettate guidate dalla superficie cellulare.

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Structural and Molecular Biology, ricercatori dell’Università di Umeå, in Svezia, mostrano come la cellula garantisce la corretta distribuzione di proteine al suo interno, fornendo un quadro dettagliato delle proteine distribuite con una sorta di etichetta che serve a guidare le proteine attraverso la membrana cellulare.

La maggior parte degli organismi con una struttura complessa è composta di innumerevoli , che a loro volta sono anch’esse ricche di forme complesse. Le cellule riescono a raggiungere un livello di organizzazione così sofisticato, in larga misura perché sono in grado di fare in modo che le loro varie proteine finiscano nel posto giusto. Come ci riescano è oggetto di grande interesse per gli scienziati.

Se riuscissimo a capire come fanno le cellule a stabilire quale deve andare e dove, all’interno della cellula, e quali devono essere esportate, potremmo essere in grado di riprogettare il sistema a nostro vantaggio. Eppure, il meccanismo in base al quale diverse famiglie di proteine sono inviate nel luogo appropriato all’interno della cellula resta una delle domande irrisolte più affascinanti della biologia.

ottobre 16, 2010

Cocomero: protegge da preipertensione, anticamera di disturbi cardiaci.

Mangiare il cocomero abbassa la pressione sanguigna e protegge dalla preipertensione, che puo’ portare a malattie cardiache. Almeno questo e’ quanto emerso da uno studio della Florida State University pubblicato sull’American Journal of Hypertension. Gli aminoacidi trovati nella frutta migliorano le prestazioni delle arterie e abbassano la pressione sanguigna nei soggetti affetti preipertensione. L’assunzione di L-arginina, l’aminoacido essenziale per mantenere sana la pressione del sangue, come supplemento non e’ un’opzione per molti adulti ipertesi perche’ i suoi effetti secondari possono includere nausea, dolori di stomaco e diarrea. Al contrario lo studio sull’anguria non ha rivelato effetti negativi.

Il cocomero e’ ricco di L-citrullina, un aminoacido che viene convertito in L-arginina una volta all’interno del corpo. Gli scienziati hanno concluso che questo tipo di frutta “potrebbe prevenire la preipertensione e impedire che progredisca in ipertensione in piena regola, un fattore di rischio per infarti e ictus”. Secondo i ricercatori, tuttavia, anche l’assunzione di supplementi di L-citrullina puo’ ridurre la quantita’ di farmaci antipertensivi necessari per controllare la pressione sanguigna.

ottobre 6, 2010

Cocktail di aminoacidi allunga vita in esemplari murini.

E’ ‘solo’ un cocktail di aminoacidi, ma avrebbe il potere di allungare la vita. Questa sorta di elisir è oggetto di una scoperta tutta italiana, frutto di uno studio coordinato da Enzo Nisoli dell’Università di Milano, in collaborazione con gli atenei di Pavia e Brescia e l’Istituto auxologico di Milano. Il senso finale della ricerca, che sarà pubblicata domani sulla rivista Cell Metabolism, è che facendo bere ai topi acqua potabile arricchita con un composto di aminoacidi, la loro vita si allunga, mantenendosi in buona salute.

Gli ingredienti chiave del composto sono i cosiddetti aminoacidi a catena ramificata (BCAA), che rappresentano tre dei venti aminoacidi (leucina, isoleucina e valina) che normalmente costituiscono le proteine. “E’ la prima volta – ha spiegato Nisoli della Facoltà di medicina e chirurgia – che si dimostra che una miscela di aminoacidi può, nei mammiferi, in questo caso nei topi, aumentare la sopravvivenza”.(la repubblica.it)