Posts tagged ‘amiloidi’

febbraio 17, 2012

Alzheimer: lunghe dormite per ritardarne l’insorgenza.

di piu’ riduce le possibilita’ di ammalarsi di secondo un nuovo studio della University School of Medicine di Saint Louis che sara’ presentato al meeting dell’American Academy of Neurology a New Orleans.

“Dalle nostre indagini e’ emerso che un turbato e ridotto e’ associato all’accumulo di , un segno distintivo del morbo di nel cervello delle persone senza problemi di memoria. Sara’ necessario ora comprendere se le modifiche del possano aiutarci a riconoscere l’inizio del declino cognitivo”, ha spiegato Yo-El Ju, docente a Saint Louis e autore della ricerca. Il team ha analizzato i modelli di di 100 pazienti che non avevano mostrato alcun segnale di demenza di eta’ compresa tra i 45 e gli 80 anni: il 50 per cento dei partecipanti allo studio aveva una storia di di in famiglia. I ricercatori hanno dotato i pazienti di un monitor capace di registrare il per due settimane.

gennaio 24, 2011

Alzheimer: il meccanismo della formazione placche amiloidi.

Basta un piccolo errore nella sequenza di processi di ripiegamento per rendere la proteina altamente instabile beta-2 micro-globulina.
Un passo decisivo per la ricerca sulle patologie che coinvolgono la formazione di placche beta amiloidi è stato compiuto dai ricercatori dell’Università di Leeds, che hanno scoperto la reazione che dà il via alla formazione delle fibre amiloidi.

Le fibre amiloidi, implicate in un ampia gamma di patologie, si formano quando le proteine si srotolano e si legano tra loro in lunghe strutture fibrose. Finora tuttavia rimanevano oscuri i primi meccanismi che causano lo srotolamento a catena delle proteine di partenza.

“Il nostro obiettivo era quello di scoprire che cosa rende una proteina perfettamente normale una proteina che va incontro con alta probabilità all’aggregazione in placche: se si riuscisse ad arrestare il primo evento scatenante si aprirebbe una strada interessante per nuove strategie terapeutiche”, ha commentato Sheena Radford, professoressa di biologia molecolare dell’Università di Leeds.