Posts tagged ‘Ambiente’

maggio 1, 2020

Cosa ci insegna questa epidemia?

di Francesca Perri

Responsabile per la Sanità del Risorgimento Socialista.

A causa dello smantellamento del SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE in favore di una Regionalizzazione spinta istituita grazie alla modifica del Titolo V nel 2001, mai come in occasione di questa epidemia/pandemia ( viste le dimensioni mondiali del contagio), possiamo dire che le Regioni tutte hanno fallito, anche quelle meno colpite.

In primis la Lombardia, che tra l’altro è stata capostipite nell’equiparare il Servizio Sanitario in Sistema Sanitario Regionale, parificando il Pubblico al privato, cui tutte le altre Regioni si sono adeguate per appianare il bilancio, con la scusa che il privato è più funzionale e meno sprecone! No, il privato punta solo al profitto e per un medico, questo è inaccettabile, non deve esserci profitto in Sanità, ma solo guadagno in termini di Salute per la popolazione tutta. Del resto,la riprova si è avuta in occasione di questa epidemia, poichè il privato ha contribuito ben poco, non avendo per la gran parte Rianimazioni e non avendo messo a disposizione le proprie strutture e il personale per i casi meno critici, ma che necessitavano di una sorveglianza attiva, ben al di là di una telefonata di monitoraggio della Temperatura Corporea.

Anche l’Aziendalizzazione, introdotta nel 96, ha creato problemi nella gestione della Salute Pubblica. Dietro l’apparente efficientamento legato al termine Azienda, in realtà si sono annidati dei veri e propri centri di potere, che non hanno migliorato nulla in termini di efficacia e di efficienza, ma hanno accentuato le disparità, non solo fra le Regioni, ma anche fra una città e l’altra e fra un territorio e l’altro all’interno di una stessa Regione . Quando si capirà che la Sanità non è un COSTO ma un INVESTIMENTO e quando si capirà che la Salute, secondo la definizione dell’OMS, è uno stato di benessere psicofisico e sociale, che se viene garantita, senza rincorrere la malattia, ci guadagna tutta la collettività, sarà sempre troppo tardi .

La Salute, a mio modesto parere ,si collega a tutto :

1) AMBIENTE 2) CASA 3) ISTRUZIONE 4) LAVORO 5) ECONOMIA

1) Ambiente : è ormai assodato che l’inquinamento causa e/o complica diverse malattie, a cominciare da quelle respiratorie e indubbiamente favorisce l’attecchimento di virus, batteri, micosi, muffe e sicuramente il maggior focolaio di Coronavirus avuto in Lombardia non è estraneo al problema dell’inquinamento.

2) Casa : se non si ha a disposizione una casa decorosa, come si fa a non contrarre malattie? Io credo di trovarmi , lavorativamente parlando, in un osservatorio privilegiato, entrando nelle case della gente vedo cose che altri non immaginano nemmeno , un esempio per tutti :come faccio a curare un paziente affetto da BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva), se questo paziente vive in una catapecchia con Salnitro alle pareti ? Certo, curo il momento di riacutizzazione della malattia e lo porto in ospedale per il prosieguo della terapia, ma poi, il paziente torna in quella casa lì e dopo nemmeno un mese ,ripresenta la stessa riacutizzazione e così via fino all’insufficienza respiratoria e all’inabilità permanente! Quanto costerà allora questo paziente alla collettività ? Non sarebbe meglio intervenire prima , (prevenire meglio che curare in questo caso, non con medicine) cioè aiutando i pazienti a trovare una casa decorosa, magari residenziale pubblica? E’ dagli anni 80 che non si fa un piano casa ! E ancora , come si fa a restare a casa in caso di lock-down se una casa non ce l’hai?

3) Istruzione : come si fa a far capire alle persone poco istruite che l’alimentazione equilibrata, che i corretti stili di vita, influiscono decisamente sullo Stato di Salute? Come fai ad apprezzare una buona lettura, un buon film, il teatro, l’arte, una bella compagnia, che aiutano a vivere meglio e che contribuiscono al benessere psicofisico di ognuno, se non hai un’istruzione adeguata?

4) Lavoro : come si fa a lavorare se hai una Salute “cagionevole”, come si fa a produrre, dando il tuo contributo alla collettività? Come si fa a lavorare in un ambiente dove non sono rispettate le leggi sulla sicurezza dei lavoratori? A quante morti dobbiamo assistere perché siano rispettate? A quanti infortuni, che portano a inabilità, dobbiamo poi garantire assistenza ( o meglio assistenzialismo che quello sì grava sulla collettività)? Possibile che gli organi deputati al controllo per il rispetto della normativa sulla sicurezza siano sempre deficitari?

5) ECONOMIA : ecco , ahinoi, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’epidemia e quindi lo stato di Salute della popolazione italiana e mondiale , ha messo in scacco l’Economia: nel nostro paese e in altri della fascia mediterranea, più fragili da tutti i punti di vista, certamente in maniera più marcata e sappiamo già che aumenteranno le fasce dei poveri e di quelli poco al di sopra della soglia di povertà. Questo è inaccettabile.

6) Lo Stato deve riprendere in mano le redini del SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, con una gestione fatta non solo di leggi, la 833 del 78, considerata dal mondo intero una delle migliori, ma di persone capaci e competenti, non di nomina politica e irreprensibili sotto tutti i punti di vista.

Oso dire che questa epidemia sarebbe stata gestita meglio, sicuramente con meno decessi e minor contagio, se il Servizio Sanitario fosse stato Nazionale, rispettando la 833, intanto perché il territorio non sarebbe stato depauperato, con la riduzione che riscontriamo attualmente, di tutti i servizi, a cominciare dai Dipartimenti di Igiene e Prevenzione ,ridotti di numero e di organico tanto da non poter garantire il tampone a tutti i pazienti “attenzionati” dai MMG , limitandosi al monitoraggio quotidiano della Temperatura, non riuscendo a garantire gli opportuni dispositivi individuali di sicurezza, per gli stessi operatori del Servizio e impossibilitati a rifornire i MMG, che a loro volta si sono visti costretti a dire ai pazienti” non venite in studio” se non per questioni urgentissime.  Quei MMG che sono invece andati a domicilio, ci sono andati con le armi spuntate, mascherine chirurgiche spesso comprate da soli e camici monouso, non impermeabili , molti si sono contagiati e ammalati, altri ahinoi sono deceduti, anche per le cattive informazioni contrastanti date dai vari esperti , che hanno sottovalutato non solo la contagiosità del virus, ma anche la sua virulenza.

A due mesi dalla diffusione del contagio , dopo una serie di scambi di informazioni, nazionali e internazionali, riportando anche esperienze su piccoli gruppi di pazienti, ( Alessandria, Piacenza , Milano, Napoli, Roma) si è arrivati a capire molto sull’azione del virus e si è arrivati a capire che se si agisce precocemente con un trattamento domiciliare all’insorgenza dei primi sintomi,anche con farmaci off label da parte dei MMG, si riesce ad arginare l’azione del virus, evitando che il paziente finisca in insufficienza respiratoria e quindi sia poi trasportato d’urgenza col 118 in Rianimazione. Su questo inizio di terapia precoce, alcune Regioni si ostinano a mettere il veto, vincolando l’inizio del trattamento all’esito positivo del tampone (ma quale, se non lo si riesce a fare in tempi brevi o addirittura se non lo si riesce a fare per niente) e su prescrizione specialistica, inibendo di fatto i medici a compiere un atto che per definizione è un atto medico : la prescrizione, secondo scienza e coscienza ..

Errare è umano, ma perseverare è diabolico, specie adesso che ci avviamo alla fase 2, con la graduale riapertura di tutte le attività. O si spera che con la bella stagione il virus attenuerà la sua virulenza?
In definitiva, nonostante i progressi della Medicina, puntando sempre al risparmio, fra cui la riduzione dei posti letto a 3,7 per mille abitanti (contro i 6xmille della Francia e l’8xmille della Germania), la riduzione dell’organico in tutti gli ospedali e in tutti i servizi territoriali e infine ultimo, ma non meno importante, l’accantonamento del Piano Pandemico (che prevedeva scorte di DPI, anche per il Rischio Biologico) avvenuto nel 2012 perché costava troppo e secondo alcuni “esperti” una roba del genere non sarebbe mai arrivata qui da noi , mi viene da dire che questa epidemia è stata gestita come la Spagnola del 1918 e come l’Asiatica del 1958! Inaccettabile!

Un vecchio detto quanto mai attuale che si addice proprio alla SANITA’ : chi più spende meno spende, rappresenta l’estrema sintesi di quello che spero possa diventare un pensiero largamente condiviso in grado di far cambiare rotta verso un Servizio Sanitario Nazionale, Pubblico, Gratuito e Laico . Chissà se avremo capito la lezione, me lo auguro da medico e da cittadino.Link: Appello_di_100_mila_medici_impegnati_nella_lotta_al_Covid.pdf28-04-2020Autore: Francesca Anna PerriEmergentista 118 RomaVicepresidente area centro-Italia per la SIS 118 (Società Scientifica Sistema 118)Sindacalista Anaao-Anmos

 

aprile 21, 2020

Il petrolio va in crisi ma non è una buona notizia: parola di chi lo ha combattuto per anni

La mia crociata anti petrolio è iniziata quando l’ENI e compari volevano trivellare i campi vicino ai posti dove sono cresciuta. Non avrei mai pensato che sarebbe andata a finire così. Prima del 2007 non sapevo e non seguivo nulla dei mercati petroliferi, poi ci sono stati 12 anni di battaglie, a volte feroci, con ENI, politici e sfruttatori.
 A un certo punto il petrolio era arrivato a costare oltre 100 dollari al barile.
 Poi è arrivato il coronavirus.

La notizia di oggi è che a causa della pandemia e del fatto che è tutto fermo – aerei e autobus, con superstrade vuote e scampagnate fuori città ridotte a ricordi vicini e lontani allo stesso tempo – il prezzo del petrolio è crollato. Ma nel frattempo hanno continuato a pomparlo e ora non sanno dove metterlo. Le raffinerie sono sature e non ne vogliono più. Così il prezzo dei futures del greggio per maggio 2020 è diventato negativo, ciò significa che se accetti ora tra meno di un mese ti daranno soldi se te lo prendi e te lo stocchi a casa tua. E quant’è questo prezzo?  -$37.63 dollari per barile.

Nei limiti del possibile, finora il governo USA ha dato soldi a tutti per cercare di sostenere l’economia, ma niente o quasi ai petrolieri. Al massimo Trump ha un po’ allargato lo stoccaggio nazionale a Cushing, Oklahoma, dove ci sono le riserve strategiche di greggio: il governo ha comprato un po’ più di petrolio e ha concesso ai petrolieri di usare il sito come un parcheggio a pagamento temporaneo. Ma niente di più di questo. Nel frattempo le tasche dei consumatori, come sappiamo, sono a secco.
Il consumo mondiale di petrolio è calato di almeno il 20-30%. Prima era di circa 100 milioni di barili al giorno. Solo negli USA ci sono 2 milioni di barili al giorno pompati di fresco che non si sa dove mettere mentre ci sono ancora a zonzo per il mondo petroliere cariche di greggio dell’Arabia Saudita che non si sa se e dove sbarcheranno e scaricheranno.

Che fare? E chi lo sa.
La Russia e l’Arabia Saudita hanno accettato di diminuire la produzione, per un totale di meno 9.7 barili al giorno, a partire da maggio 2020.  Molti pozzi saranno chiusi. Ma tutto questo non basterà. Si prevede la bancarotta per molte ditte di petrolio, specie quelle più piccole e meno finanziariamente solide.

Il petrolio nell’astratto e nel reale è stato il lupus in fabula della mia vita per tanto, forse troppo tempo.
 Di fronte a questi sviluppi non sono contenta perché il prezzo da pagare è stata questa pandemia mondiale che ha portato morte e paura ovunque. Perché volevo che vincessimo ad armi pari, anche se le armi dei petrolieri e dei politici sono sempre state più forti di quelle di tutti noi. Perché volevo vincere con l’energia pulita, con le macchine elettriche, con una cittadinanza attiva, cosciente, intelligente, con una classe politica volente o nolente impegnata ad uscire da questo pantano fossile.

Così non è stato. È stato un virus a sconfiggere i petrolieri, anche se temporaneamente.

dicembre 30, 2014

I love Sicilia!

settembre 17, 2013

Bentornata Costa Concordia.

Alle 4 l’annuncio ufficiale: la rotazione della Concordia è conclusa, il relitto è tornato in asse. Il capo della Protezione civile Franco Gabrielli lo ha comunicato ‘al mondo’ insieme ai responsabili del progetto per la Costa, Franco Porcellacchia, e per il consorzio Micoperi, Sergio Girotto. Cosa stessero per dire è stato chiaro fin dal loro ingresso in sala stampa: sorridenti che di più non si può, si sono abbracciati, si sono applauditi vicendevolmente. Intanto, fuori le imbarcazioni di appoggio alle operazioni suonavano le sirene.

“Meglio di così non poteva andare”, ha sintetizzato Porcellacchia. E anche sotto l’aspetto ambientale non emergono problemi: “Non credo che sarà una bomba ecologica”, ha spiegato Maria Sargnetini, presidente dell’osservatorio.

Pochi minuti dopo, accolto come una star, insieme al suo team è sbarcato sull’Isola Nick Sloane, il senior salvage master della Titan Micoperi, che ha diretto le operazioni di rotazione della Concordia, gestendole da una control room galleggiante a pochi metri dal relitto. “Provo sollievo e sono orgoglioso, così come il mio team – ha detto appena varcate le transenne del porto – e sono un pò stanco, mi vado a fare una birra e vado a dormire. Mando un bacio a mia moglie”.

La rotazione della nave è il primo passo per portarla via dal Giglio, non prima della primavera, però. Sul lato emerso sono evidenti i segni degli scogli. Il prossimo passo è metterla in sicurezza, per permettere ai tecnici di entrarvi e iniziare i lavori. Priorità è la ricerca dei due corpi ancora dispersi.

 

 
Gli effetti sulla nave. Due enormi rientranze, una a poppa e l’altra ad un terzo della nave, lamiere contorte, resti di tessuti colorati, vetri incredibilmente intatti: il lato oscuro della Concordia, quello che per 611 giorni è rimasto in fondo al mare, si mostra per la prima volta agli occhi del mondo. La conclusione della rotazione ha infatti consentito di vedere gli effetti del naufragio anche sul lato di dritta, finora osservati solo dai sub che si sono immersi in questi 2O mesi.

aprile 26, 2012

Quella discarica non s’ha da fare!

Sebbene si apprezzi l’impegno, non sarà solo  SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) o Rifondazione comunista o ancora il movimento 5 Stelle a ribadire quanto sia inappropriata (per non dire obrobriosa) l’idea di fare di Torre Astura, attualmente un’area dall’enorme valore ambientale e storico nei pressi di Nettuno, una puzzolenta discarica che serva a risolvere il problema dei rifiuti laziali, o anche (lodevole l’idea vista la situazione energetica del Paese), un’immensa centrale fotovoltaica sui 70 ettari di quello che fu un poligono militare. Riguardo ciò, la decisione finale non è stata ancora presa, ma la posta in ballo è davvero alta, scrive Reporter, la voce del mare di Roma.

Torre Astura rappresenta uno degli ultimi lembi di quella gigantesca macchia mediterranea che un tempo si espandeva da Napoli a Roma. Torre Astura è passata alla storia per essere stato il luogo dove nel 1268 si rifugiò Corradino di Svevia dopo essere stato sconfitto a Tagliacozzo, la cui fine si consumò nell’attuale Piazza del Mercato di Napoli, dove fu decapitato.

novembre 23, 2011

Samsung presenta la lampadina che dura 36 anni a basso impatto ambientale.

alla coreana Samsung arriva, infatti, una novità rivoluzionaria nel campo dell’illuminazione che ci toglierà la snervante abitudine di arrampicarci periodicamente per svitare le lampadine di casa fulminate o vecchie. Le lampadine LED della nuova gamma, secondo la Samsung hanno una durata di 40.000 ore – 40 volte una lampadina incandescente standard. La società ha calcolato che con un utilizzo normale, le lampadine dovrebbero durare per 36 anni. Come è noto la Samsung è il leader mondiale nelle TV a “LED” – che non sono altro che pannelli LCD illuminati da un pannello di LED dietro lo schermo. Le luci a LED stanno diventando sempre più comuni e offrono generalmente una durata media abbastanza lunga, ma 36 anni fanno si che questo tipo di tecnologia diventi veramente rivoluzionaria poiché una lampadina non sarà più una lampadina nel senso che tutti noi intendiamo: sarà un congegno cui è applicata tecnologia digitale composta da LED, chip, driver ed elettronica

agosto 25, 2011

Ambiente: da Erice appello scienziati su ‘Emergenza acqua’.

(ANSA) – PALERMO, 24 AGO – Si e’ chiusa con un appello ai governi di tutto il mondo – affinche’ considerino l’acqua come una delle piu’ incombenti emergenze planetarie – la 44/esima sessione dei Seminari internazionali di Erice, a cui hanno partecipato cento scienziati di 40 Nazioni. ”Il primo allarme lo lanciammo 20 anni fa da Erice – ricorda il presidente dei Seminari, professor Antonino Zichichi -; oggi i dati ci danno ragione: l’acqua sta diventando piu’ preziosa del petrolio; ciononostante c’e’ uno spreco enorme delle risorse idriche, a causa dell’inquinamento delle acque, ma anche per errori madornali compiuti nella distribuzione”. La comunita’ scientifica di Erice ha elaborato proposte concrete per utilizzare l’acqua contenendo al massimo gli sprechi. Nel corso dei Seminari sono state affrontate e discusse le ripercussioni igienico – sanitarie provocate, nei Paesi in via di sviluppo, causate dalla mancanza di acqua e dalla cattiva qualita’ di quella disponibile. La contaminazione delle acque potrebbe essere evitata ottimizzando e modernizzando gli impianti industriali; in America Latina, (e’ emerso da una ricerca illustrata ai Seminari di Erice), l’inquinamento delle falde acquifere avviene, ad esempio, mediante l’utilizzo di mercurio per l’estrazione dell’oro dalle miniere.

luglio 24, 2011

Marea nera in Cina

Negli scorsi giorni le notizie della piattaforma Penglai 19-3, proprietà dell’azienda statale cinese Cnooc e della statunitense ConocoPhillips, sono state puntualmente silenziate. Le due aziende avevano inizialmente smentito la fuoriuscita, salvo poi dichiarare che era tutto “sotto controllo“.

Ora anche gli addomesticati media cinesi sono furiosi perché con il passare delle ore diventa evidente che il disastro non solo c’è stato, ma è ormai palese il tentativo delle due aziende di nascondere la verità. Secondo il China Daily, che ha duramente criticato la censura delle autorità, complici dei proprietari della piattaforma, una gigantesca macchia d’olio che si sviluppa su 4200 chilometri quadrati nel mare a nord della Cina si avvicina alla costa e le prime particelle essiccate di petrolio sono state ritrovate sulla spiaggia di Dongdaihe, nella provincia di Liaoning. Certamente più facile negare l’evidenza quando i media non vengono (o non vogliono essere) messi nella posizione di informare i cittadini.

giugno 21, 2011

Ecopass è arrivata l’ora id decidere.

Area Ecopass MilanoLa nuova giunta milanese, capeggiata dal neo sindaco Pisapia, è chiamata in poco più di due mesi a decidere sull’Ecopass. Decisione non delle più semplici verrebbe da dire considerando che la tematica è di quelle spinose e per certi versi impopolare. Si profilano due scenari, uno molto restrittivo ed un altro intermedio. Il primo toglierebbe, almeno teoricamente, circa 120.000 veicoli dalla città, mentre il secondo avrebbe un effetto di riduzione praticamente dimezzato.

Se si calcasse la mano l’estensione dell’area del ticket arriverebbe alla cerchia della 90/91, mentre nell’ipotesi intermedia, i confini del pedaggio arriverebbero ai Bastioni. Unica cosa comune, il fatto che il pagamento sarebbe esteso a tutti, nessuna distinzione quindi, come prospettato in campagna elettorale, di penalizzare i non residenti in favore dei residenti. Le uniche premialità riguarderanno i veicoli elettrici, ibridi, metano o GPL. Entro settembre dovrà quindi essere approvata una nuova delibera che stabilirà un nuovo regolamento di accesso alla città.

marzo 20, 2011

Referendum nucleare, Francesco Ferrante (Pd): “è sbagliato, ma andate a votare sì”

Francesco Ferrante, componente della Commissione Ambiente del Senato ha tentato di chiarire, senza fortuna  la posizione del PD sull’ambiente. La posizione altalenante di Bersani sul nucleare, quella favorevole di Veltroni sugli inceneritori, il percorso politico di Veronesi fino alla presidenza dell’Agenzia nucleare, non lasciano pensare che si tratti esattamente di un partito ecologista.

Persino le critiche degli Ecodem a Veronesi sembrano quanto mai tardive. Lo stesso Ferrante, d’altronde, si dichiara antinuclearista ma non ha appoggiato il referendum sul nucleare né quello sull’acqua pubblica, che “ha raccolto da solo 1.400.000 firme, più di quello sul divorzio e di quello sull’aborto.

Ma, allora, cosa ha da dire il Pd su ambiente, acqua pubblica, energia nucleare, fonti rinnovabili e rifiuti?