Posts tagged ‘ambiente marino’

dicembre 24, 2012

Tutela del mare: siglato protocollo tra governo e Regioni.

Valgono 6 milioni di euro i tre protocolli d’intesa siglati a Roma tra il Ministero dell’Ambiente e 15 Regioni italiane aventi affaccio sul mare: i tre documenti prevedono nuove attività di indagine e valutazione tecnico-scientifica sullo stato di salute dell’ambiente marino.

L’Italia, una lunga protuberanza del continente europeo che fa da pontile sul mar Mediterraneo quasi a volersi allungare per toccare l’Africa, in quanto stato di “navigatori, santi ed eroi” ha sempre avuto un rapporto simbiotico, a tratti mistico, con il mare: è stato cantato, esplorato e vissuto in ogni suo meraviglioso non-luogo, ma oggi vive uno dei periodi più bui; è il rapporto tra uomo e mare che, spesso, viene a mancare, facendo affievolire quel timore rispettoso che ha sempre caratterizzato il loro viversi rispettosamente.

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maggio 18, 2012

Expo di Yeosu, il più grande evento internazionale della storia dedicato agli oceani.

 

Nella baia di Yeosu, una splendida città da 300mila abitanti nel Sud della penisola coreana, si è aperta l’Expo 2012 Yeosu Korea, una esposizione mondiale riconosciuta dal Bureau of International Expositions (BIE) denominata “The Living Ocean and Coast: Diversity of Resources and Sustainable Activities” e avrà come tema la gestione sostenibile degli oceani e delle coste oceaniche. L’expo di Yeosu fa da ponte fra quella di Shanghai, con i suoi mille record e quella di Milano del 2015.

L’Expo di Yeosu resterà aperta dal 12 maggio al 12 agosto di quest’anno.

L’esposizione, il più grande evento internazionale della storia dedicato agli oceani, dovrebbe attirare circa 11 milioni di visitatori durante la sua durata di tre mesi. I media stranieri hanno mostrato un enorme interesse per l’evento. E ‘stato riconosciuto dalla CNN come “uno dei luoghi migliori da visitare nel 2012. “Lonely Planet ” l’importante guida internazionale consiglia inoltre di visitare l’Expo 2012 di Yeosu come “una delle prime 10 cose da fare nel 2012”.

maggio 14, 2012

Turbine eoliche offshore aiutano pesci.

 

Le turbine eoliche offshore non solo non disturbano i pesci, ma in qualche caso li aiutano. E’ la conclusione di un rapporto della Technical University di Copenaghen su uno dei piu’ grandi parchi al mondo al largo della Danimarca.

Lo studio, durato circa sette anni, e’ iniziato subito prima dell’installazione delle 80 turbine, piantate sul fondale sabbioso a circa 20 metri di profondita’, e sono stati studiati sia i pesci intorno all’impianto che gli organismi che vivono sul fondo del mare: ”Secondo le nostre osservazioni le turbine non hanno procurato nessun effetto avverso alla fauna – spiega Claus Stenberg, uno degli autori – anzi alcune nuove specie che prima non erano state osservate si sono stabilite proprio sull’impianto”.

maggio 7, 2010

Petrolio nel Golfo del Messico: solo fatalità?

La vicenda del petrolio nel golfo del Messico è  davvero di un increscioso incidente? O piuttosto  un cumulo di arroganza tecnologica, pressapochismo/gioco al risparmio, volontà di disinformare e rimedi peggiori del male?

  • Arroganza tecnologica. Homo sapiens ha una fiducia assoluta nella sua tecnologia infallibile, al punto da non approntare piani e misure di sicurezza adeguate. Pressapochismo  gioco al risparmio: oggi dovrebbe essere arrivata in loco la cupola di contenimento, che dovrebbe raccogliere il greggio e convogliarlo in superficie. Ciò avviene ben 17 giorni dopo l’inizio della crisi. 17 giorni sono un tempo infinito nella nostra società supertecnologica. Occorre fabbricare apposta la cupola? Non ci si poteva pensare prima, e tenerne un esemplare a portata di mano? I dirigenti della BP hanno candidamente affermanto che non sanno se funzionerà, perchè non hanno mai fatto dei test a 1500 m di profondità.
  • Volontà di disinformare. Per almeno due giorni si è cercato di nascondere la verità,
  • Rimedi peggiori del male. Sembra che la cupola di contenimento potrebbe persino peggiorare la situazione se dovesse, a causa del suo peso, creare altre perdite nelle tubature. I solventi usati per ridurre il petrolio in goccioline sono altamente tossici e creeranno danni imprevedibili all’ecosistema marino.

http://ecoalfabeta.blogosfere.it/

maggio 7, 2010

Piattaforme off shore, anche in Italia non siamo messi bene.

 

Mentre il Ministero per lo Sviluppo economico afferma che “va tutto bene” e che le piattaforme petrolifere off shore attive nel Mediterraneo sono perfettamente in regola e non costituiscono un rischio per l’ambiente marino, Edison viene citata in giudizio per danno ambientale e all’ecosistema.

Il processo è quello riguardante l’inquinamento in mare causato dalle attività del sito di coltivazione e produzione mineraria denominato Campo Vega, al largo di Pozzallo in provincia di Ragusa.

Nell’udienza preliminare, svoltasi oggi, il Procuratore della Repubblica Francesco Puleio e l’Avvocatura dello Stato (che si è costituita parte civile in giudizio per conto del Ministero dell’Ambiente) hanno chiesto di citare in giudizio, quale responsabile civile per gli ingenti danni provocati all’ecosistema marino di Pozzallo, Edison, proprietaria della struttura.(ecoblog)

febbraio 3, 2010

QUANTO È SOSTENIBILE IL TONNO CHE MANGI?

sai cosa c’è davvero nelle scatolette di tonno che compri?

Per scoprirlo, Grrenpeace ha inviato un questionario alle aziende responsabili dei più importanti marchi di tonno in scatola presenti sul nostro mercato e sulla base delle risposte pervenute ha pubblicato la classifica “Rompiscatole”.

Coop, ASdoMar e Mare Blu sono ai primi posti in classifica: sebbene non siano effettivamente sostenibili, hanno almeno una regolamentazione scritta.
Zero in classifica per due dei marchi più venduti in Italia – Tonno MareAperto STAR e Consorcio – per la loro assoluta mancanza di trasparenza. Su 14 marchi valutati, 11 finiscono nella sezione “in rosso”, perché non hanno ancora adottato criteri chiari per garantire che la pesca del tonno non danneggi l’ambiente.

Per pescare il tonno si utilizzano spesso metodi distruttivi che sono responsabili della cattura accidentale di un’ampia varietà di altre specie, tra cui tartarughe e squali ed esemplari immaturi di tonno. Il pinna gialla, il più consumato in Italia, è sotto pressione e la salvaguardia di alcuni stock desta ormai serie preoccupazioni.

In Italia si consumano più di 140mila tonnellate di tonno in scatola all’anno: prima che anche gli stock di tonno tropicale vengano totalmente compromessi, bisogna ridurre gli sforzi di pesca, eliminare gli attrezzi pericolosi e tutelare con riserve marine le aree più importanti per queste specie.