Posts tagged ‘Alto Calore’

dicembre 5, 2012

Acqua: urgenti 65 mld interventi rete.

Acqua: urgenti 65 mld interventi rete

MILANO – Il servizio idrico italiano fa acqua da tutte la parti. A fronte di bollette tra le più basse d’Europa, con un costo di circa un euro a metro cubo, nel nostro Paese le perdite di una rete obsoleta e poco funzionale arrivano al 30% (in questo caso la percentuale più alta d’Europa), il 15% della popolazione è privo di sistema fognario, i depuratori sono insufficienti o addirittura inesistenti per un italiano su tre e nel Mezzogiorno la discontinuità dell’erogazione rappresenta un problema concreto e reale, soprattutto nella stagione estiva.

agosto 26, 2010

Come distruggere un ente pubblico.

 Come annunciato già ieri pomeriggio, Franco D’Ercole è stato nominato nuovo presidente dell’Alto Calore servizi. L’assemblea dei sindaci si è tenuta stamane. A favore dell’ex capogruppo regionale di opposizione ha votato il 59,15% dei sindaci soci. All’assise hanno preso parte 93 comuni che rappresentano il 77,95% delle quote azionarie. Con D’Ercole, presente al momento della votazione, entrano nel consiglio di amministrazione della società di corso Europa anche Eugenio Abate, Udc, sindaco di Montemiletto, che avrà anche la delega a vice presidente; Ilario Spiniello, sempre in quota scudocrociato, e in rappresentanza della provincia di Benevento, Fernando Errico (Pdl) e Gennaro Santamaria (Udc). Al momento della votazione i sindaci del Pd hanno abbandonato l’aula.
E intanto Franco D’Ercole già nella tarda serata di ieri sul suo profilo su Facebook ha ringraziato per la nomina scrivendo: “Ringrazio quanti si sono adoperati per il buon esito della vicenda Alto Calore.

Questa è una delle pagine più nere della storia del glorioso ente “Alto calore”

luglio 19, 2010

Acqua pubblica è record di firme.

Mentre ad Avellino  si continua a litigare su chi debba comandare nella controversa gestione degli enti che governano l’erogazione e i servizi dell’acqua da Roma arriva una buona notizia. Infatti oltre un milione e quattrocentomila firme per i referendum abrogativi delle norme che consentono la privatizzazione dell’acqua. In meno di sei mesi: un record. La corsa referendaria contro la privatizzazione della gestione del servizio idrico italiano è terminata. Il frutto del lavoro del Forum dei movimenti per l’acqua è tutto contenuto in più di cento scatoloni di cartone pieni di moduli referendari disposti al centro di Piazza Navona, a Roma. Dietro la montagna di box bianchi e azzurri, un camioncino pronto a dirigersi verso la Cassazione, dove le firme devono essere depositate. Da adesso in poi, infatti, si tratterà solo di aspettare il verdetto della Corte e sperare che dal ministero dell’Interno arrivi il via libera. Se così fosse, entro la fine della primavera 2011, gli italiani saranno chiamati ad esprimersi in merito a tre quesiti referendari:  l’articolo 23 bis che prevede che le società, per fornire servizi idrici, si trasformino in aziende miste con capitale privato al 40%, l’articolo 150 del decreto legislativo 152/2006 che contempla, come unico modo per ottenere l’affidamento di un servizio idrico la gara e la gestione attraverso società per azioni, e in merito all’ultimo quesito, quello relativo all’abrogazione dell’articolo 154, nella parte in cui si impone al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa.

aprile 29, 2010

Alto Calore: due indizi fanno una prova.

Alto Calore: Pdl-Udc pronti a mandare via Maselli

Pdl e Udc pronti al ribaltone all’Alto Calore servizi. I numeri sono dalla parte della coalizione di centrodestra che nell’assemblea in programma lunedì prossimo con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio prepara la “defenestrazione” del presidente Pd Franco Maselli. In queste ore Pdl e Udc serrano i ranghi e si infittisocno gli incontri con i sindaci di area, quelli che fanno parte dell’assemblea dei soci dell’ente. Stando a quanto emerso, Pdl e Udc in provincia di Avellino avrebbero il 49% delle quote alle quali si aggiungerebbero quelle degli amministratori dei comuni della provincia di Benevento che fanno parte della società. In totale si arriverebbe al 54%: quota utile a determinare un cambio nei vertici di corso Europa.Se due indizi fanno una prova, l’attacco concentrico da parte della destra e di Fierro, che invece appartiene allo schieramento amici di Maselli, dimostra che c’è un piano concerato per portare l’acqua all’Acea e sottrala alla mano pubblica. Da questo momento Fierro non ha più alibi.

dicembre 2, 2009

Assemblea provinciale sull’acqua: Flammia Portavoce.

Assemblea pubblica contro la privatizzazione dell’acqua. Flammia è eletto Portavoce della Rete per l’acqua pubblica. Si è svolta l’iniziativa contro la privatizzazione dell’acqua. Si è costituita una rete di istituzioni locali, forze politiche democratiche, organizzazioni sindacali, movimenti e associazioni. Il Sen. Angelo Flammia è stato eletto, all’unanimità, Portavoce della Rete provinciale per l’acqua pubblica. Buon lavoro compagno Flammia ci troverai sempre al tuo fianco.

novembre 28, 2009

Assemblea sull’acqua, ci sarà anche Maselli.

Martedì 1 dicembre, a partire dalle ore 17:30, al Centro Sociale “Della Porta” di Avellino, si riunirà l’Assemblea provinciale per l’acqua pubblica. E sono già giunte le prime adesioni. All’iniziativa parteciperanno infatti il sen. Angelo Flammia, il leader Cgil Vincenzo Petruzziello, il Presidente dell’Alto Calore Servizi Franco Maselli. “Si tratta di presenze assai significative -commenta Gennaro Imbriano, esponente di Sinistra e Libertà, tra i promotori dell’iniziativa- che devono incoraggiare il movimento per l’acqua pubblica. Lo scopo dell’Assemblea del 1 dicembre resta quello coinvolgere le istituzioni locali, le forze politiche democratiche, le organizzazioni sindacali, i movimenti e l’associazionismo, per evitare la privatizzazione dell’acqua. E spero che nelle prossime ore possano giungere altre importanti adesioni”.

novembre 26, 2009

Il PD Irpino? In fondo a destra!

 

Il decreto Ronchi che privatizza la gestione dell’acqua è una vera è propria truffa ai danni del cittadino, che vede un bene per sua natura pubblico, trasferito ai privati. Questo trasferimento porterà una serie di conseguenze negative, allo stato imprevedibili, che ricadranno sui cittadini.

La sinistra in maniera unanime si sta battendo perché questo non avvenga e sono previste iniziative per rendere inefficace il decreto Ronchi. Il problema è tanto più grave e sentito ad Avellino  e nella provincia perché l’Irpinia è un serbatoio naturale di acqua che disseta  non solo la provincia di Napoli ma anche  buona parte della Puglia. Con il decreto Ronchi l’ Irpinia sarà derubata due volte, perché oltre al prelievo forzato dell’acqua a favore di Napoli e della Puglia, dovrà sopportare l’ingiuria di vedere il suo patrimonio più importante, l’acqua, appunto, oggetto di speculazioni da parte di società private che si impossesseranno dell’acqua in virtù di una legge dello stato. Oltre a questo vi è il pericolo reale  di infiltrazioni da parte della  Camorra e della  criminalità organizzata come è già successo a Napoli per il ciclo dei rifiuti. La sinistra Irpina ha proposto la realizzazione di una società pubblica  che ottenesse dall’ATO competente l’affidamento in house, evitando lo scippo dell’acqua. A fronte di queste nostre richieste, cui hanno fatto seguito quelle del Centrosinistra Alternativo, del consigliere regionale Giusto e di molti altri personaggi illustri, i non c’è stata alcuna reazione da parte degli interessati. Contemporaneamente l’amministrazione provinciale di Avellino guidata dal centrodestra dovendo decidere a chi affidare il servizio della gestione dei rifiuti a partire dal I° gennaio 2010, ha deciso di realizzare  una società interamente pubblica per la gestione dei rifiuti e non  si mostra contraria a una gestione pubblica dell’acqua. Personalmente non mi chiedo perché ciò sia potuto accadere e perché la destra a Roma vota il decreto Ronchi e ad Avellino prevede società pubbliche per il ciclo dei rifiuti e manifesta la stessa volontà per la gestione dell’acqua. Certo rimango sconcertato da un PD, che per non aumentare la tensione al suo interno in vista del congresso di dicembre, sull’argomento preferisce mantenere un ostinato silenzio e da una destra che invece “fa qualcosa di sinistra” facendo prevalere una linea che noi della sinistra non avremmo mai potuto sperare di imporre con la sola forza delle nostre battaglie. Sono ormai cinque mesi che il PD Irpino è sotto congresso e che una parte del partito subisce silente il ricatto di una altra parte. Non per questo l’attività amministrativa della provincia deve rimanere paralizzata e la giusta battaglia in favore della gestione pubblica dell’acqua deve essere abbandonata. Fra quattro mesi si vota per le elezioni dei deputati regionali. La gente ha dimostrato di ragionare in maniera autonoma e non può aspettare il PD, paralizzata dai suoi dubbi amletici. Prendere in giro Cosimo Sibilia, può essere simpatico ed appagante, ma non serve a nascondere la gravi responsabilità politiche che il centrosinistra si sta assumendo rifiutando le responsabilità che gli competono. Un centrosinistra più conservatore della destra non l’avevo mai visto. E’ vero il detto che al peggio non c’è mai fine.

Beppe Sarno

novembre 19, 2009

Acqua. Fermiamo la svendita.

 

 

Il Governo Berlusconi, senza alcun dibattito parlamentare, ha dato il via libera alla definitiva privatizzazione dell’acqua. Così è iniziata la corsa all’oro blu, un settore strategico che nel nostro Paese vale 5 miliardi di euro all’anno.

Il provvedimento stabilisce la privatizzazione di alcuni servizi pubblici, rendendo obbligatorie le gare per l’affidamento dei servizi pubblici locali e prevedendo, nel caso di società miste, che la quota di capitale in mano pubblica scenda obbligatoriamente sotto il 30%. E così un Governo, che si proclama federalista, si appropria illegittimamente di una competenza che spetta alle Regioni e impone ai Comuni, unico caso in Europa, di svendere i servizi pubblici locali.

Inoltre, nel caso in cui come in Irpinia ci sia stato un affidamento diretto del servizio idrico, la nuova legge fissa al 31 dicembre 2010 la scadenza della concessione e, dunque, si dovrebbe, tra poco più di un anno, indire una nuova gara per lasciare spazio al mercato.

C’è dunque il rischio molto concreto che le multinazionali, in primis l’Acea, mettano le loro mani sul bacino idrografico irpino, il più grande dell’intero Mezzogiorno, sulla principale risorsa che la nostra provincia ha a disposizione, l’acqua. E questo significherebbe aumento delle tariffe, peggioramento dei servizi ai cittadini e delle condizioni di lavoro..

La Giunta Regionale della Campania, come ha già fatto il Presidente Vendola in Puglia, deve impugnare questo provvedimento davanti alla Corte Costituzionale e deve riconoscere l’acqua come un bene comune non assoggettabile alle logiche del mercato e della concorrenza.

La Provincia e i Comuni dell’Irpinia, e dunque l’Ato, devono formalmente dichiararsi indisponibili alla privatizzazione dell’acqua, e al contempo devono accorpare le società Alto Calore per risanarne il bilancio.

I partiti politici, le forze sindacali, i movimenti, l’associazionismo cattolico e laico, devono al più presto attivare una rete provinciale per l’acqua pubblica.
Il Governo Berlusconi continua a smantellare diritti. Oggi più che mai è indispensabile che le opposizioni sappiano costruire concretamente l’alternativa.

 (*)  Gennaro Imbriano – Sinistra e Libertà – Ecologia