Posts tagged ‘: Alessandro Roncaglia’

settembre 17, 2012

Hyman Minsky e la crisi.

Hyman Minsky (1919-1996) è stato uno dei più importanti esponenti della scuola post-keynesiana di teoria economica. Allievo di Joseph Schumpeter e Wassily Leontief, il suo lavoro parte da una lettura di Keynes alternativa rispetto a quella dominante degli anni del dopoguerra (dominante ancora oggi, sia pure aggiornata), la cosiddetta sintesi neoclassica, che Joan Robinson, allieva diretta di Keynes, definì “bastard Keynesianism”, nel senso letterale di “figlio illegittimo”, poiché cercava di riconciliare la Teoria Generale keynesiana con la precedente economia neoclassica, senza cogliere la rottura teorica tra i due approcci.

In particolare Minsky si concentra sull’importanza del settore finanziario, quindi del credito e delle “bolle”, nella dinamica del ciclo economico. La sua “ipotesi di instabilità finanziaria” è stata associata, anche in ambito mainstream e sia pure con alcune differenze non secondarie, alla crisi dei mutui subprime che ha scatenato la crisi finanziaria negli Stati Uniti. Il Minsky moment è diventato così proverbiale tra gli economisti, che sono tornati a valutare i pericoli derivanti dalla fine della “repressione finanziaria”, ma ancora stentano ad accettare le conseguenze di Minsky sulla politica economica. Di particolare rilevanza inoltre nel pensiero minskyano è la moneta endogena. Diversi allievi di Minsky sono oggi raccolti intorno al Levy Institute di cui Minsky fu “distinguished scholar” e tra i promotori della Modern Money Theory, o neocartalismo.

La Fondazione A.J. Zaninoni e l’Associazione “Economia Civile” hanno organizzato nei giorni scorsi il convegno “La crisi finanziaria e i suoi sviluppi: gli insegnamenti di Hyman Minsky”. Dai materiali del convegno segnaliamo che MicroMega ha pubblicato l’intervento di Alessandro Roncaglia “Hyman Minsky e la crisi” (che ripubblichiamo) e quello di Roberto Petrini “Crisi e teorie economiche, cambia il vento?”

L’audio completo della conferenza può essere ascoltato sul sito di Radio Radicale.

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luglio 22, 2012

Perché lo spread sale? [video]

Venerdì il differenziale tra titoli di stato decennali di Italia e Germania, il famigerato spread, ha di nuovo toccato quota 500. Significa che l’Italia deve pagare sui buoni del tesoro un interesse superiore del 5% rispetto a quello che il governo tedesco paga per i suoi bund.

Perché? A leggere i giornali sembrerebbe che la colpa sia della “instabilità politica” (secondo Mario Monti) o del ritorno di Berlusconi nell’arena (secondo il prof. Giavazzi). Va da sé che si tratta di scuse assolutamente senza alcun fondamento, né teorico, né empirico, per nascondere il fallimento di una politica di rigore che non è affatto riuscita a ripristinare la “fiducia”.

Ma allora quali sono i motivi per cui, da oltre due anni, i paesi periferici della zona euro vengono letteralmente massacrati sui mercati finanziari? E perché i mercati finanziari hanno questo potere?

Alessandro Roncaglia, professore ordinario di Economia Politica dell’Università La Sapienza di Roma,  spiega in questo video i motivi alla base della crisi dei debiti sovrani e i meccanismi che guidano la speculazione.

link al video

aprile 12, 2012

Hayek aveva torto (realtà contro fiction).

E’ probabile che molti nostri lettori abbiano visto su Youtube il famoso rap “Fear the boom and bust“, una rivisitazione moderna dello scontro intellettuale tra Keynes e F.A. Hayek. A chi non l’ha ancora visto, consigliamo di farlo e di guardare anche il seguito. Sebbene siano stati prodotti da chi apertamente parteggia per le tesi dell’economista austriaco, i due rap sono molto godibili. Ovviamente Hayek “vince” lo scontro intellettuale, ma a ben vedere neppure nella fiction riesce a rispondere in modo convincente alla domanda di Keynes: “Cosa faresti per i disoccupati? Staresti seduto ad aspettare che il mercato di autoriequilibri?”

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