Posts tagged ‘Alberto Alesina’

marzo 30, 2013

Salari minimi, cosa ne pensano gli economisti?

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Nel modello neoclassico il salario minimo sopra il punto di equilibrio tra domanda e offerta di lavoro provocherebbe disoccupazione

Il blog della Chicago Booth (sì proprio quella dove insegna Luigi Zingales) ha domandato ad un panel di economisti delle maggiori università statunitensi cosa pensassero dell’aumento a 9$/ora del salario minimo federale, proposto da Obama, che sta facendo discutere da mesi gli Americani. I risultati sono sorprendenti solo per chi crede ingenuamente che l’economia sia una scienza esatta: la professione economica non sa decidere che effetto questa misura potrebbe avere sull’occupazione.

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marzo 1, 2013

L’Oscar della credibilità.

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La singolare vicenda dei titoli di studio mai conseguiti di Oscar Giannino può sembrare una delle tante farse all’italiana. In realtà si tratta di qualcosa di molto serio, che coinvolge direttamente la credibilità di molti noti economisti di area liberista con decine di pubblicazioni e continuamente presenti nel dibattito pubblico in qualità di “esperti” quasi incontestabili. Come è possibile che nessuno di questi accademici si sia accorto che Giannino non era neppure laureato nella propria disciplina? Se lo chiede in questo articolo per Keynes blog Francesco Sylos Labini, dopo che nessuno sui maggiori media ha posto in discussione la credibilità di chi ha creduto a Giannino. 
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gennaio 23, 2013

Monti, Alesina, Giavazzi e le cure che uccidono.

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Francesco Giavazzi e Alberto Alesina ieri sul Corriere della Sera:

Senza austerità, in Italia come in altri Paesi europei, non vi sarebbe stata più crescita ma spread alle stelle, una probabile ristrutturazione del debito, scricchiolii nei bilanci delle banche: insomma, il rischio di un altro 2008.

In Grecia, con l’austerità, la ristrutturazione del debito (leggasi: default controllato) c’è stata ugualmente. Quanto agli “scricchiolii dei bilanci delle banche”, basti ricordare la disastrosa situazione delle banche in Spagna (altro paese che ha subito una cura da cavallo). L’Irlanda e il Portogallo – due campioni del rigore – sono sotto il piano d’aiuti della trojka. Se l’Italia se l’è cavata meglio è semplicemente perché era, ed è, di gran lunga meno indebitata con l’estero.

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ottobre 10, 2012

Lo stato sociale non è (solo) per i poveri.

Sir William Beveridge, ispiratore del moderno Welfare State

di Elena Granaglia, da nelmerito.com

L’idea di un ridimensionamento dei confini dello stato sociale così radicale quale quello auspicato da Alesina e Giavazzi nel fondo del Corriere della Sera di domenica 23 settembre è largamente osteggiata nel centro-sinistra. In forme più sfumate, l’idea è tuttavia presente anche in questo schieramento.

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settembre 28, 2012

Il Welfare nel mirino.

di Felice Roberto Pizzuti – da il manifesto

L’editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi pubblicato sul Corriere della Sera di domenica scorsa con il titolo «C’era una volta lo stato sociale» ribadisce con chiarezza alcuni luoghi comuni conformi alla visione neoliberista la cui applicazione ha concretamente contribuito alla crisi globale; la loro convinta riproposizione è un segno della difficoltà di uscire da quella visione e dalle sue conseguenze (per timore che ciò possa accadere, in un precedente articolo Giavazzi ha proposto perfino che il Parlamento attuale blindi per la futura legislatura quanto già attuato della «Agenda Monti»!). Secondo i due economisti, il nostro sistema di welfare non è compatibile con la crescita, dunque dovrebbe essere «profondamente» ripensato affinché garantisca i suoi servizi solo alle classi meno abbienti e non anche alle classi medio-alte le quali, però, dovrebbero essere sgravate dai corrispondenti oneri fiscali e contributivi; in tal modo si eliminerebbe quello che viene definito «un giro di conto» che «scoraggia il lavoro e la produzione»: «… se anziché essere tassato con un’aliquota del 50% dovessi pagare un premio assicurativo a una compagnia privata, lavorerei di più per non rischiare di mancare le rate».

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