Posts tagged ‘al jazeera’

novembre 24, 2012

A Gaza pulizia etnica dei palestinesi. parola di Noam Chomsky.

: “A Gaza in corso pulizia etnica dei palestinesi”

Secondo Noam Chomsky, a Gaza è in atto la fase finale della pulizia etnica dei palestinesi. “L’incursione e i bombardamenti su Gaza non puntano a distruggere Hamas. Non hanno il fin…Visualizza altro

luglio 1, 2011

Al Jazeera ricorda Vittorio Arrigoni con un documentario.

Mentre le nostre televisioni si trastullano sulle peripezie del nostro presidente del Consiglio, Al Jazeera ricorda con un toccante documentario Vittorio Arrigoni un santo laico che l’Italia ha subito dimenticato.

marzo 26, 2011

Libia, gli insorti conquistano Ajdabiya La rivolta infiamma Siria e Giordania.

Il comando delle operazioni in Libia passerà all’Alleanza atlantica, dopo giorni di discussione sulla cabina di regia politica alle operazioni. Dal punto di vista militare, il nostro Paese avrà ruolo di controllo dell’embargo delle armi. La Camera ieri ha approvato sia la risoluzione del governo, per soli sette voti, che quella delle opposizioni, a larghissima maggioranza (leggi l’articolo). Scontro tra Di Pietro e Frattini sull’intervento militare: “Governo di conigli”, “Incommentabile”. Mercoledì sera, a palazzo Madama era passata solo quella della maggioranza (leggi i nove punti del documento) integrata con l’intero testo presentato dal Pd. Intanto si rincorrono le voci di una possibile resa di Gheddafi. Secondo la televisione del Qatar Al Jazeera, emissari dei servizi americani starebbero trattando l’abbandono del potere da parte del Colonnello. La ribellione intanto scoppia anche in Giordania e Yemen e Siria. Almeno 30 le vittime nel paese, venti solo a Daraa e Samnin dove la polizia ha represso nel sangue le manifestazioni. Centinaia i feriti nella capitale giordana Amman.

febbraio 23, 2011

Frattini sfida l’Europa sui migranti libici.

Il colonnello è apparso ieri sulla tv di Stato chiamando in causa tra i “nemici” anche il nostro Paese . Ma nelle piazze continuano le violenze contro i manifestanti . L’Onu interviene e invoca lo stop immediato agli scontri e chiede l’avvio di un’inchiesta internazionale indipendente. Intanto in un vertice a palazzo Chigi si parla del rischio che nel nostro Paese arrivino 300mila migranti in fuga dalla Libia. Il ministro della Difesa La Russa ammette: “Siamo molto preoccupati per gli arrivi” . Napolitano: “Stop alla repressione”. Bossi: “Berlusconi non disturba Gheddafi, pessima uscita”

febbraio 20, 2011

I filmati di al Jazeera sulle dimostrazioni in Libia

febbraio 20, 2011

Gheddafi, l’amico fraterno di Berlusconi, scatena la repressione in Libia.

Mercenari e cecchini. Fuoco durante i funerali. Ecco come il colonnello fa fronte alla rivolta di popolo in Libia. Il conto delle vittime si aggiorna ora dopo ora. L’ultimo bollettino fissa a 250 la cifra delle vittime. Centro della rivolta resta la capitale Bengasi, mentre in Cirenaica parte dell’esercito si è unita ai manifestanti ad Al Beida, Derna e Tobruk. All’aeroporto della capitale ci sono blocchi per non fa atterrare gli aerei che portano i mercenari di Gheddafi. In un video choc l’opposizione denuncia l’esecuzione di un manifestante con un colpo di pistola. Feriti in Bahrein e morti anche in Yemen. Intanto, Berlusconi non si preoccupa: “Non ho sentito Gheddafi sarà troppo occupato”. Chi, invece, manifesta timori è il ministro dell’Interno Bobo Maroni . Se la protesta dovesse proseguire e se Tripoli dovesse eliminare i controlli nei porti e lungo le coste, centinaia di migliaia di uomini darebberro l’assalto alle coste italiana in cerca di aiuto.

E pensare che meno di un anno fa lo Psiconano Berlusconi definiva Gheddafi  «il mio amico», il «leader della rivoluzione».Poi in occasione della visita di Gheddafi in Italia ” «Dobbiamo ancora terminare la cena, stiamo ancora qui insieme a festeggiare questa bella festa dell’amicizia»

Amicio tuo, a me fa schifo come fai schifo tu!

febbraio 17, 2011

Dalla Libia allo Yemen, esplode la protesta.

L’onda lunga della protesta nel mondo musulmano ha raggiunto oggi anche la Libia ma scontri e manifestazioni si segnalano anche in altri Paesi, come Iran, Yemen e Bahrein, dove la rivolta è in atto da tempo.

Decine di persone sono rimaste ferite – e secondo notizie non confermate una o due sarebbero morte – la notte scorsa a Bengasi, nell’est della Libia, quando circa duemila persone che protestavano contro l’arresto di un attivista per i diritti umani si sono scontrate con le forze dell’ordine e contro-manifestanti sostenitori di Muammar Gheddafi, mentre per oggi è attesa una ‘giornata della collera’, convocata via internet dell’opposizione libica. Le violenze in Libia sono scoppiate mentre il resto del Nordafrica era oggi relativamente calmo.

Ma proteste antigovernative sono proseguite nello Yemen, con due morti ad Aden, e nel Bahrein, dove la popolazione sciita chiede alla dinastia sunnita maggior partecipazione al potere. I disordini nella seconda città della Libia, e capoluogo della Cirenaica – a circa 1.000 km da Tripoli – hanno innescato oggi la pronta reazione del regime, con raduni a sostegno di Gheddafi in diverse città mentre sono stati scarcerati 110 militanti del ‘Gruppo islamico combattentè. Il leader libico, che è stato esortato da Amnesty International a tollerare le proteste, in particolare si è concesso un bagno di folla all’inaugurazione di uno stadio a Tripoli.

febbraio 14, 2011

Scontri duri a Teheran. Al Jazira: spari.

Duri scontri fra manifestanti e polizia a Teheran, dove è in corso una marcia di protesta organizzata dall’opposizione: lo hanno reso noto testimonianze locali. La polizia ha lanciato lacrimogeni. Gli agenti hanno usato dei proiettili riempiti di vernice («paintball») per poi identificare i dimostranti. Non ci sarebbero feriti, ma diversi arrestati.

Al Jazira: spari
Ci sarebbero stati spari nei pressi della piazza Enghelab, nel centro di Teheran. Lo riferisce al Jazira sul suo sito internet citando la pagina Facebook utilizzata per organizzare le dimostrazioni. Ancora su Facebook, ma anche su Twitter, sono stati pubblicati messaggi secondo cui il leader dell’opposizione iraniana Mir Hossein Mussavi e sua moglie, Zahra Rahnavard, sono scesi in piazza per unirsi ai manifestanti. La notizia non è tuttavia verificabile, mentre il sito dell’opposizione Kaleme.com ha segnalato che Mussavi e sua moglie sono in stato di isolamento nella loro abitazione. È Agli arresti domiciliari anche Mehdi Karrubi, un altro leader dell’opposizione iraniana.

febbraio 7, 2011

Al Jazeera sempre accesa alla Casa Bianca la rivincita della televisione odiata da Bush.

La seguono minuto per minuto alla Casa Bianca per capire cosa succede davvero in Egitto e in tutto il mondo arabo; la cita regolarmente come una fonte attendibile il portavoce del Dipartimento di Stato. E ieri Al Jazeera ha comprato un’intera pagina di pubblicità sul New York Times per celebrare questo trionfo: sullo sfondo c’è una grande foto della Piazza Tahrir al Cairo invasa dalla folla, in sovraimpressione gli elogi virgolettati dei più celebri anchorman e opinionisti d’America: “Grande giornalismo”, dice Rachel Maddow di Msnbc. Ma in fondo alla pagina Al Jazeera ha dovuto indirizzare i potenziali spettatori verso il suo sito online, o YouTube, o le applicazioni dell’iPhone. Perché sulla tv via cavo o satellitare è invisibile in quasi tutti gli Stati Uniti: colpita da un ostracismo di fatto che dura dai tempi dell’11 settembre, quando l’Amministrazione Bush la considerava come un’emittente pericolosa, fiancheggiatrice di Al Qaeda.

febbraio 1, 2011

L’Egitto scende in piazza. In due milioni al Cairo.

In tutto il centro del Cairo, piazza Tahrir compresa, i manifestanti anti Mubarak per le strade sono arrivati a due milioni. Tutti gli angoli della piazza che fino ad un’ora fa erano ancora vuoti sono ormai occupati dall’assembramento. L’opposizione tenta la spallata finale al regime. Il leader Mohamed El Baradei e il presidente del Fronte democratico per il cambiamento e suo braccio destro, Osama ben Ghazli Harb, hanno detto oggi che le opposizioni respingono qualsiasi dialogo prima che se ne vada il presidente Mubarak. Anche i Fratelli Musulmani si sono uniti alle altre forze dell’opposizione nel chiedere l’allontanamento del presidente prima di intavolare qualunque dialogo. ”La nostra prima richiesta e’ che Mubarak se ne vada. Solo dopo il dialogo puo’ cominciare con i militari sui dettagli di una pacifica transizione al potere”, ha detto Mohammed al Beltagi. Il responsabile dei Fratelli Musulmani ha detto ancora che l’opposizione si sta muovendo sotto un ‘gruppo ombrello’, il Comitato nazionale per andare incontro alle richieste del Popolo, che include l’organizzazione islamica, l’Associazione nazionale per il cambiamento guidata da Mohamed el Baradei, partiti politici e autorevoli esponenti della societa’ egiziana, come i cristiani copti.