Posts tagged ‘agcom’

giugno 4, 2011

Chi pagherà i danni che sta facendo Minzolini.

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Il mandato di Augusto Minzolini al Tg1, com’è del tutto evidente, non è quello di guadagnare ascoltatori. Anzi, se ne perde a milioni – come ne perde – il suo leader personale di riferimento brinderà al successo di Mediaset.

Quel che importa è che spacci le videocassette per notizie e continui a informare gli italiani sui macachi strabici e su come cucinare le zucchine. Il problema non è questo ridanciano maggiordomo di regime, un genere destinato a declinare con l’estinguersi del regime stesso, ma il fatto che il suo datore di lavoro non è Silvio Berlusconi, come mostra di ritenere servile: il suo datore di lavoro siamo noi che paghiamo il canone del servizio pubblico. È a noi che deve restituire le decine di migliaia di euro di pranzi cene e viaggi di rappresentanza che ha speso con carta aziendale e per cui è indagato per peculato.

maggio 26, 2011

Minzolini e l’agcom.

Agcom, multa di 258mila euro al TG1 per il troppo spazio a Berlusconi. Minzolini la pagherà con la carta di credito aziendale.

marzo 29, 2010

Italiani brava gente.

Berlusconi ha detto di aver fatto tutto quello che si poteva fare per vincere le elezioni e pare che i fatti gli stiano dando ragione. Purtroppo.  Riepiloghiamo che cosa ha fatto per evitare la vittoria del centrosinistra.

  1. Ha presentato liste taroccate in Lazio e Lombardia e quando non c’è stato niente da fare  è andato in televisione e  mentendo spudoratamente ha dato la colpa  la colpa di tutto ad “Avversari e Magistratura“. E la gente gli ha creduto.
  2. Per tutelare Formigoni e Polverini ha fatto un  “Decreto Interpretativo“, che  non valeva nulla, giusto per fare “ammuina”.
  3. Si è impegnato per spostare l’attenzione sul “Partito dei Pm“, il vero nemico da battere.
  4. Sono uscite le intercettazioni di Ello mentre violentava telefonicamente un Garante dell’Agcom, “Non hai dignità! Ti ho messo io in quel posto! Ora aprite il Fuoco su Anno Zero e tutte quelle trasmissioni lì! Chiudete tuttooooo!“. Che poi, vuoi una cosa vuoi un’altra, qualcuno ha chiuso davvero, almeno fino alla fine delle elezioni.
  5. Ha organizzato la più allucinante delle Manifestazioni, anziani remunerati, pullmann rimborsati, numeri falsificati, telefonini spammati.
  6. Assieme agli uomini del proprio partito ha fatto di tutto per creare la “giusta tensione”, tra finte letterine esasperate e tartagliane rievocate, che Feltri e Belpietro poi sanno darne la giusta enfasi. E pure i finti anarchici si è inventato. E non dimentichiamoci della recentissima uscita editoriale, quel “L’Amore vince sempre sull’Odio” che chissà quanti voti mi avrà spostato.
  7. Ha detto che sconfiggerà il Cancro in tempo brevissimi, che l’Immigrazione Clandestina è un ricordo del passato e che  la Mafia non esiste più.
  8. Ha occupato le case degli italiani con una presenza Catodica Opprimente, potremmo definirla onniscenza mediatica, Per poi sferrare il colpo di grazia al tipico elettorato Pdl con quelle 7 milioni di lettere, un’invasione silenziosa, stile 2001 …
  9. Infine ha schierato un esercito di 5.000 volontari per controllare le operazioni di voto, “che tutto vada bene”, nei seggi della Capitale. Si chiamano i “Gladiatori delle Libertà“.

Malgrado tutto questo sta vincendo. E’ il caso di cambiare nazione.

marzo 13, 2010

Berlusconi: un Tiranno imbarazzante.

E’ una campagna elettorale che più vergognosa non si può, con aria fritta, risse, odio, piazzate, slogan da villaggio tribale.

L’ultima (in ordine di tempo) ciliegina sulla torta ai vermi riguarda Berlusconi (il premier), Minzolini (il direttore del TG 1), Innocenzi (commissario Agcom, Autority Rai)) indagati per concussione dalla procura di Trani.

Le intercettazioni rilevano pressioni per bloccare i programmi Rai più sgraditi (Santoro in primis).

Peggio dei fiumi che esondano. Una questione di democrazia.

Berlusconi gridava al telefono; “Basta con i processi che si tengono in Tv, fermare quei pollai”.

L’Italia è a oramai a pezzi. E’il Paese con le pezze al “culo”. Persino nello Zimbawe tre personaggi così avrebbero rassegnato subito le dimissioni.