Posts tagged ‘africa’

giugno 24, 2013

Schwarzenegger, alleanza con Ue contro febbre pianeta.

Schwarzenegger, alleanza con Ue contro febbre pianeta Schwarzenegger, alleanza con Ue contro febbre pianeta

BRUXELLES – Unire subito le forze di citta’ ed enti locali di Ue, Africa, Asia e Americhe per combattere contro la febbre del Pianeta, senza aspettare il nuovo accordo globale salva-clima. E’ il messaggio lanciato forte e chiaro dall’ex governatore della California, Arnold Schwarzenegger all’Europarlamento, di fronte ai rappresentanti del Patto dei sindaci Ue. Il mantra dell’azione contro i cambiamenti climatici per Schwarzenegger e’ lo stesso di Steve Jobs: ”pensa diversamente”, andando oltre le convenzioni, senza etichette ideologiche.

”La mia ricetta del successo – ha raccontato l’ex governatore della California – e’ proteggere l’ambiente e rilanciare l’economia: a Washington all’inizio hanno pensato che in California eravamo pazzi e ci hanno portato davanti alla Corte Suprema, che pero’ ci ha dato ragione, perche’ la CO2 e’ inquinante”. Le politiche verdi di Schwarzenegger alla fine hanno ispirato altri 14 Stati Usa e poi l’amministrazione Obama.

”Ora e’ il momento di andare avanti, senza aspettare un accordo internazionale – ha ripetuto – dimostrando quanto gli enti locali possano fare”. In California i cambiamenti del clima sono gia’ una realta’: ”Non ci sono piu’ le stagioni degli incendi, ci sono tutto l’anno” spiega l’ex governatore, che afferma di aver lanciato nello Stato Usa ”una nuova corsa all’oro, creando un impianto solare dopo l’altro

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aprile 24, 2013

Malaria uccide 660mila persone anno,domani Giornata mondiale.

malaria malaria

Grandi progressi sono stati fatti nella lotta contro la malaria, anche se questa malattia uccide ancora oltre 600mila persone l’anno. Oggi, pero’, si intravede una nuova minaccia: i finanziamenti, complice la crisi economica, sono a rischio. Per questo, ”e’ vietato abbassare la guardia”, per non vanificare i risultati raggiunti nel mondo rischiando di ”tornare indietro di almeno un decennio”. E’ il messaggio lanciato dall’Amref (African medical and research foundation) alla vigilia della Giornata Mondiale contro la Malaria, che si celebra domani.

Come rileva l’Organizzazione Mondiale della Sanita’, afferma Amref, impegnata in Africa con vari programmi per il contrasto della malattia, ”dal 2000 i tassi di mortalita’ per malaria sono diminuiti di oltre il 25%, e 50 dei 99 paesi con trasmissione in corso, ora sono sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo fissato dall’Assemblea Mondiale della Sanita’ di ridurre i tassi di incidenza di oltre il 75% entro il 2015”. Ed ancora: In Africa, i morti per malaria sono diminuiti di un terzo nell’ultima decade e, al di fuori dell’Africa, 35 dei 53 paesi colpiti dalla malaria hanno ridotto i casi del 50% nello stesso periodo. Nei paesi in cui l’accesso a interventi di controllo della malaria e’ migliorato piu’ significativamente, i tassi complessivi di mortalita’ infantile sono diminuiti di circa il 20%. L’incremento degli interventi di controllo delle zanzare vettori della malattia, insieme a un maggiore accesso ai test diagnostici e a trattamenti di qualita’, sono stati la chiave di questo progresso. Ma ancora molto c’e’ da fare. La malaria, infatti, uccide ogni anno circa 660.000 persone, soprattutto bambini sotto i 5 anni in Africa sub-sahariana, e l’OMS calcola che ogni anno si verificano 200 mln di nuovi casi.

gennaio 20, 2013

La Terra degli uomini liberi e integri.

 

sankara-africa-mali-brainstorming

In tempi di guerre prepostinfra-coloniali, e poi campagne elettorali, Politica, impegno: sorridete, piangete, incazzatevi, rialzatevi con la vicenda di Thomas Sankara, riproposta da “C’era una volta” ier sera.
(Vignetta in collaborazione con Cecilia Strada)

 

dicembre 6, 2012

Africa by Steve Mc Curry.

Uganda, 2001, final print_milan

ottobre 14, 2012

Sankara, una speranza per l’Africa

Il 15 ottobre del 1987 il leader del Bourkina Faso veniva assassinato da un complotto militare e internazionale. A venticinque anni dalla sua morte resta un simbolo di politica alternativa, integrità mora…Visualizza altro

maggio 18, 2012

Il lato devastante del land grabbing.

 

Si chiama land grabbing, ovvero saccheggio del territorio. Un fenomeno crescente in Africa ma anche in altre zone svantaggiate del mondo in cui le popolazioni non riescono a fermare la posizione straniera delle proprie risorse.

Adesso però sta nascendo una nuova consapevolezza e persino i popoli indigeni di Panama cercano di ribellarsi.

Violazione dei diritti unami, mancanza di assenso libero e preventivo e poi contratti iniqui, affitti irrisori, vendita di terreni in cambio di promesse di posti di lavoro e nuove infrastrutture ma anche assenza di studi adeguati sull’impatto ambientale. Dietro al “land grabbing“, l’accaparramento di terre nei paesi a sud del mondo c’è tutto questo. La corsa all’acquisto senza regole sale nel biennio 2007-2008 per la crisi dei prezzi, ma le multinazionali, solamente in Africa, dal 2000 ad oggi si sono aggiudicate una superficie pari a 8 volte la Gran Bretagna.

Il land grabbing fa male a tutti ed è un esempio di un egoismo anche economico. Sono soprattutto Cina ed alcuni paesi arabi che hanno petrolio ma non hanno terra agricola, e ultimamente anche il Brasile, che ha esigenza di complemento delle sue colture, vanno in paesi poveri, comperano o affittano grandi estensioni di terreno e si mettono a produrre lì quello che per diversi motivi non possono produrre a casa loro.

gennaio 11, 2012

Tanzania, provincia di Bergamo.


“Lega Nord, altro che xenofobia: si arricchisce anche in Africa“.

settembre 2, 2011

LA PARTE PEGGIORE

La vita è come una sorta di lotteria. Si può scegliere di viverla secondo i propri progetti o essere scelti da essa. Questa elementare libertà, che dovrebbe rappresentare l’archetipo di vita di ogni individuo in una società civile, sembra rappresentare una chimera per un’intera generazione di giovani che, dopo percorsi di studi più o meno articolati, si ritrovano ad affollare le statistiche meno incoraggianti per una società: disoccupazione e precariato. Avevamo il grosso dubbio se parlare di questa storia, ma dentro ognuno di noi sentivamo che, forse, questo è il momento migliore per scriverne. Per rispetto della protagonista, sempre molto schiva, useremo un nome di fantasia: Penelope. Questa è la storia di una nostra amica, una delle tante persone che appartengono alla “parte peggiore” del nostro Paese come ama definirla il ministro (?) Brunetta. Penelope ha due lauree e un cuore grande quanto una casa. Nell’incertezza di un futuro da precaria ha scelto la strada più difficile per una giovane donna. Oggi vive anonimamente la sua esperienza di cooperante in un paese dell’Africa martoriato da guerre e povertà. Banalmente ci piace definirla “artigiana delle ossa”. Ripara gli orrori della guerra e degli uomini con i pochi mezzi a disposizione e con pochi euro mensili. Penelope vive in un container di ferro che a sera somiglia a un forno, alimentando l’insonnia tipica da calura estiva. Non ha grandi comodità e, paradossalmente, ogni cosa che a noi può sembrare banale, come possedere un frigorifero o bere un bicchiere di latte, diviene privilegio. Vive tra pericoli continui: dall’azzardo di uno scatto fotografico al morso di una zanzara che, trasmettendo febbri malariche, svuota fisico e pensieri. Penelope ci racconta di corsie d’ospedale colme di malati ammassati a terra su giacigli di fortuna costituiti da materassi; ci racconta delle sottrazioni che quotidianamente vede sotto i suoi occhi e che potrebbero aiutare migliaia di persone: sedie a rotelle, medicine, protesi, personale qualificato. Lo scrittore Laurence Sterne in un passo del suo bel libro “Viaggio sentimentale” afferma: “ognuno può compiere un gesto casuale di bontà, ma la loro continuazione dimostra che essi fanno parte di un temperamento”. E allora ripensando ai racconti di Penelope, siamo convinti che una parte di quella sottrazione sia compensata dal suo coraggio e dal suo temperamento. Penelope alla fine del suo periodo da cooperante non avrà esterne televisive che parleranno di lei o articoli di giornali ad esaltarne le gesta dopotutto, al di qua dell’equatore, sono privilegi da “parte migliore” del paese. Resteranno queste poche righe, l’anonimato che protegge e la certezza che lei rappresenti la “porzione migliore dell’umanità”. In bocca al lupo amica…

Gianluca Capra – Redazione MoCA Press

marzo 14, 2011

L’Africa e l’indifferenza della sinistra

La sinistra italiana ed europea si limita a paingere il genocidio perpetrato da Gheddafi e il bagno di sangue avvenuto in Egitto e in Tunisia. Al massimo ci si accontenta di criticare le posizioni del governo, meravigliandosi dell’assoluta immobilità del governo italiano. A questo non si può chiedere di più impegnato com’è a divorare lo Stato a difendere il suo capo dalla galera e  a smontare la Costituzione. “Bisogna fare qualcosa” si dice da più parti, ma non si dice cosa e chi lo dovrebbe fare. Non certo Maroni che ha una linea chiara ed inequivocabile improntata al più bieco razzism ed alla xenofobia più retriva. Senza vole rfare l’interventista dell’ultima ora ricordo a me stesso che Che Guevara si trasferì nel Congo nel 1965. Sappiamo come è andata a finire. D’Altronde se aspettiamo che tribù locali, giovani senza un progetto politico, masse arrabbiate e affamate dallo sfruttamento trovino uno sbocco positioo alle loro istanze da sole è pura follia o peggio ancora malefede. Che fare?

Prima di tutto dovremmo chiedercelo in maniera autonoma e collettiva noi tutti della sinistra senza gridare alla luna, poi vedere chi siamo e cosa sia giusto fare. Perchè? Perchè questa “rivoluzione” è anche la nostra. Prima di tutto perché è pacifica e perché crediamo nella globalizzazione dei diritti umani, della libertà e della democrazia. Restare a guardare indifferenti i massacri di quesi giorni in Libia non è giusto e non è da socialista.

marzo 9, 2011

Jamafrica Crew – Africa Unity