Posts tagged ‘Adro’

novembre 30, 2010

Sistemato il sindaco di Adro.

La decisione del tribunale di Brescia sulla vicenda delle icone del Carroccio nel nuovo istituto  Il giudice civile mette la parola fine alla vicenda al simbolo della Lega Nord riprodotto per 700 volte su ogni arredo della scuola di Adro, persino sul tetto, e culminato lo scorso ottobre nello scontro sulla rimozione tra il dirigente scolastico e il sindaco Oscar Lancini. Con una sentenza depositata questa mattina, il tribunale di Brescia non solo ha ordinato la rimozione definitiva “a spese del Comune di Adro del simbolo partitico” che compariva sui banchi, sui posacenere, sulle finestre, sui tappeti, ma è andato oltre, ordinando alla scuola “l’esposizione della Bandiera della Repubblica Italiana e di quella dell’Unione europea in modo permanente”. La sentenza del giudice Gianluca Alessio accoglie in pieno, dunque, il ricorso per discriminazione presentato lo scorso 11 ottobre dalla Cgil di Brescia e dalla Flc Cgil contro il Comune di Adro, il ministero dell’Istruzione e l’Istituto comprensivo di Adro, nel quale si sosteneva che il Sole delle Alpi, il logo contestato, è “il simbolo del partito politico Lega Nord e non rappresenta invece, come taluno ha cercato di affermare sulla stampa, un antichissimo simbolo indoeuropeo, a valenza culturale anche locale, come tale ‘neutrale’ rispetto alle esigenze di parità di trattamento e non discriminazione che costituiscono il fondamento della presente azione”.

novembre 24, 2010

MILANO COME ADRO.

Nel giorno in cui il sindaco Letizia Moratti riceve ufficialmente da Shanghai la bandiera dell’Expo, la sua giunta si comporta come le amministrazioni dei paesi di provincia governati dal Carroccio. Nel quartiere simbolo della multietnia vengono proibite le scritte luminose in più lingue per festeggiare il Natale. L’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo (fratello dell’ex presentatore di Canale 5 Cesare) fa rimuovere le luminarie straniere lasciando solo quelle in italiano all’inizio e alla fine della strada. Il motivo ufficiale: non erano state approvate. In realtà, nel corso di una concitata telefonata con Pierfrancesco Maran, consigliere comunale del Pd, sbotta: “Via Padova deve restare italiana”. Nel febbraio scorso, la zona era stata teatro di una rivolta della comunità egiziana in seguito all’omicidio di un connazionale ucciso da un dominicano. Nel vicino corso Buenos Aires, intanto, l’associazione commercianti nei giorni scorsi ha esposto uno striscione a favore del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

ottobre 31, 2010

….e ad Adro Arriva la Guardia di Finanza.

I fondi per la scuola “marchiata” col Sole delle Alpi di Adro al centro dei controlli della Guardia di Finanza di Brescia. Oggi i finanzieri hanno eseguito degli accertamenti al municipio del comune bresciano per verificare la regolarità degli aspetti finanziari legati alla costruzione del polo scolastico a lungo oggetto di polemiche per la presenza di 700 simboli leghisti. All’origine dei controlli ci sarebbero alcuni esposti presentati in Procura.

Al momento non sembra esserci un’inchiesta dietro i controlli delle Fiamme Gialle. L’intento sarebbe quello di verificare l’opportunità di ulteriori approfondimenti e non sarebbe quindi in una fase d’inchiesta a tutti gli effetti. Sempre oggi alcuni genitori di Adro hanno però reso noto che se, entro il 4 dicembre prossimo, i “Soli” non verranno rimossi definitivamente dalla scuola, provvederanno loro stessi a farlo.

settembre 29, 2010

Ma al Nord il marchio della lega spunta ovunque.

 Alla fine anche il capo dello Stato dice basta. Il Sole delle Alpi è un simbolo di partito e deve essere rimosso dal polo scolastico intitolato all’ideologo della Lega Nord Gianfranco Miglio. Ma il sindaco Oscar Lancini continua a prendere tempo: lunedì sera il consiglio comunale è stato sospeso e vietato alle telecamere. E il marchio registrato dalla Lega nel 1998 sta ormai prendendo piede al Nord. Molte strutture pubbliche di comuni amministrati dal Carroccio vengono arricchite con il logo padano. A Castronno, in provincia di Varese, è battaglia politica su un ponte con il Sole scolpito nel granito. A Drezzo, in provincia di Como, gli alpini protestano: “Sul cancello del monumento ai caduti c’è quel simbolo, oltraggio all’unità d’Italia”(il fatto quotidiano)

settembre 14, 2010

Adro caput mundi.

Ad Adro realizzata una scuola pubblica leghista: è intitolata a Gianfranco Miglio, ha finestre e arredi decorati con il Sole della Alpi e bagni forniti di bandiera italiana per pulirsi il culo patriotticamente.

settembre 13, 2010

L’intolleranza leghista. Simboli ammessi: Crocifissi (con i bulloni) e Sole Padano

L'intolleranza leghista

A proposito di violenza politica. Una scuola pubblica italiana (Adro, provincia di Brescia) è stata di fatto privatizzata dalla locale giunta e trasformata in scuola leghista, intitolata al professor Gianfranco Miglio. Sole delle Alpi impresso sui banchi, sui cestini dei rifiuti, sugli zerbini, sui tavoli, sui cartelli, sulle finestre, sul tetto, ovunque. Unico altro simbolo ammesso e anzi imposto è il crocifisso, che a scanso di equivoci è stato imbullonato ai muri: una specie di doppia crocifissione, povero Cristo.

L’episodio, quasi incredibile nei suoi termini di cronaca, e decisamente spaventoso in termini di democrazia, è inedito nella storia della Repubblica. A E’ accaduto ad Adro, anche grazie alla partecipe collaborazione di una comunità fortemente coinvolta nella costruzione del nuovo plesso scolastico, fino a finanziarne gli arredi. La stessa comunità, con in testa il sindaco Oscar Lancini, non era intervenuta con altrettanta sollecitudine quando si trattò di far quadrare i conti della mensa scolastica, messi in crisi da una mora di poche migliaia di euro. Fu un imprenditore locale, allora, ad accollarsi generosamente quella spesa, guadagnandosi lo spregio e l’ira di molti suoi concittadini, sindaco in testa.

aprile 13, 2010

IO NON CI STO

Un cittadino di Adro, paese tristemente noto per la vicenda della mensa negata ai bimbi inadempienti, ha saldato i debiti dei bambini accompagnando il suo gesto con una lettera.

So che Beppe andrà su tutte le furie ma questa lettera va letta tutta.

Io non ci sto

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:
– Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
– So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.

Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?
Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.

Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia.
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?
Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.

Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010.
Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra la spesa.
Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.
Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.

Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.
Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.

Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro