Posts tagged ‘acidi grassi’

dicembre 12, 2013

Latte biologico intero è meglio per la salute.

Il latte intero proveniente da mucche allevate in fattorie biologiche in America, fa meglio alla salute di quello regolare e persino di quello biologico, ma interamente o parzialmente scremato.

E’ questa la conclusione di una analisi scientifica pubblicata su ‘Plos One’ e condotta negli Usa dal Centro per la agricoltura sostenibile della Washington university. Lo studio ha osservato che il latte biologico intero – che in America si chiama ‘organico’ – contiene la piu’ alta concentrazione di acidi grassi omega-3 (il 4%) benefici per la salute, rispetto sia al latte regolare che a quello organico ma scremato. Quest’ultimo non contiene alcun acido grasso.

Inoltre il latte organico intero ha evidenziato un corretto rapporto percentuale tra acidi grassi omega3 (in maggioranza) ed omega6 (in minoranza).”L’indagine ha fornito prove chiare che il latte biologico intero ha il giusto equilibrio tra gli acidi grassi per aiutare a diminuire i rischi di malattie cardiache”, ha osservato l’autore Charles Benbrooke.

aprile 28, 2013

Steatosi Epatica: un aiuto dalla vitamina E contenuta in noci e spinaci.

Mangiare cibi con alti livelli di potrebbe alleviare i sintomi della . La malattia del anche nota come “ grasso” è causata da un’ scorretta, con troppi grassi e dall’obesità. Integrare nella dieta verdure a foglia verde, come e bietola, ma anche olio di semi – di girasole, mais, germe di grano e lino – , nocciole e mandorle, tutti alimenti ricchi di , è efficace per contrastare la condizione, secondo Danny Manor, della Case Western Reserve University School of Medicine in Ohio, Stati Uniti, che ha condotto uno studio sui topi malati di di origine non alcolica.Steatosis 300x225 Steatosi Epatica: un aiuto dalla vitamina E contenuta in noci e spinaci

I ricercatori hanno studiato un gruppo di sottoposti a una rigida privazione di . Quando i topi venivamo alimentati con un integratore di alfa-tocoferolo – una delle forme in cui si presenta la , indispensabile per riproduzione – si mostrava una riduzione dei sintomi.
Il “ grasso” deriva da un disordinato metabolismo degli che provocano una grave infiammazione dell’organo, spesso senza sintomi, ma causa della formazione di ulcerazioni e tessuto cicatriziale, tipici della cirrosi, che conducono ad insufficienza e possono progredire causando il al .

aprile 7, 2013

Il pesce introdotto nella dieta delle persone anziane migliora lo stato di salute e allunga la vita.

I grassi “elisir” di lunga vita. Il segreto si chiama , gli buoni che proteggono il e di cui sono ricchi in particolare tonno, salmone, sgombro, aringhe e sardine. Mangiandone 2 volte a settimana si guadagnano 2 anni di vita. Lo sostiene un nuovo studio di Dariush Mozaffarian, docente di epidemiologia a Harvard e uno dei massimi esponenti internazionali degli studi sugli effetti degli . In una nuova ricerca pubblicata su Annals of Internal Medicine, Mozaffarian ha investigato il consumo di e pesce nella popolazione anziana. Sono stati valutati i valori ematici degli di 2.700 persone con 65 anni e più per un arco di tempo di 16 anni.omega3 300x199 Il pesce introdotto nella dieta delle persone anziane migliora lo stato di salute e allunga la vita

Per i consumatori abituali di pesce, una maggior livello di nel sangue in età avanzata “riduce il rischio di mortalità generale del 27%” e per quanto riguarda il rischio di mortalità per problemi cardiaci addirittura del 35%. Un guadagno di 2,2 anni di vita in più rispetto a chi presentava livelli ematici di inferiori.

“I dati in nostro possesso confermano l’importanza di introdurre adeguate quantità di per la del sistema cardiovascolare e suggerisce anche che il consumo in tarda età possa allungare gli anni che restano da vivere”, spiega il ricercatore. In particolare i “grassi” scudo contro i rischi cardiovascolari sonno l’acido eicosapentaenoico (EPA) che diminuisce il rischio di attacchi di e l’ () che riduce l’ ictus.

Mag 29, 2012

Due milioni di italiani a rischio cardiovascolare.

Circa 2 milioni di italiani convivono con conclamati e si sono lasciati alle spalle già un o altri incidenti a e . Ma almeno altri 4 milioni di connazionali sono ad alto o altissimo rischio di incappare in eventi potenzialmente mortali.

 

Nella patria della dieta mediterranea, dunque, si contano circa 6 milioni di abitanti con le malate, spiega l’Adnkronos Salute Alberico Catapano, presidente eletto della Società europea per lo studio dell’aterosclerosi (Eas), in Congresso a Milano da domani a lunedì 28 maggio.
E a intasare le autostrade del sangue è soprattutto il pranzo, che rischia di ‘avvelenarle’ alzando i livelli di trigliceridi fino a triplicarli. L”ingorgo’ si crea già nell’ora successiva al pasto; può sfociare in attacchi ischemici e, alla lunga, può causare anche il diabete. Ma la buona notizia è che lo sport, purché aerobico, può neutralizzare questo effetto. L’insidia del break di mezzogiorno e dintorni è uno dei temi che torneranno alla ribalta dell’80esimo meeting Eas, presieduto da Catapano che dal 1 gennaio 2013 sarà il primo italiano alla guida della Società europea dell’aterosclerosi.
“L’elevato livello di trigliceridi è dovuto agli liberi che vengono rilasciati dal tessuto adiposo – ricorda l’esperto, ordinario di farmacologia all’università degli Studi di Milano – contribuendo così a un maggiore rischio di malattie cardiache e coronarici, un effetto che è più evidente nei soggetti anziani”. Ma la fase più critica è proprio quella post-prandiale, segnalata come la più pericolosa già da uno studio pubblicato 2 anni fa sulla rivista ‘Atherosclerosis’.

Mag 3, 2011

Alici, il segreto per un cuore sano.

Le alici sono un toccasana per il cuore, infatti, tra le diverse specie ittiche, hanno il contenuto più alto ed equilibrato di acidi grassi omega 3 e omega 6, alleati preziosi contro infarto e ictus. A rivelarlo, è stato una ricerca spagnola dell’Università dell’Almeria che ha messo a confronto 12 varietà di pesci comuni nella dieta dei Paesi mediterranei, tra cui anche il nasello e le sardine.

L’esito dello studio è stato pubblicato sulla rivista “Journal of Food Composition and Analysis” e ha decretato la tracina drago, un pesce molto diffuso nei nostri mari e dalla carne bianca e saporita, come il più ricco in assoluto di sostanze naturali, seguita dalle alici. Queste specie ittiche, infatti, sono particolarmente ricche di grassi polinsaturi a catena lunga.

aprile 11, 2010

La buccia di mandorla, prebiotico naturale che protegge lo stomaco

Mangiare le mandorle spellate…? Meglio di no. Oltre a perdere un po’ di sapore, si può perdere un’azione benefica sull’intestino: l’effetto prebiotico che favorisce lo sviluppo e la crescita dei batteri “buoni”.

Ecco quindi che la buccia delle mandorle è benefica quanto le mandorle stesse. Lo afferma un nuovo studio condotto dalla dottoressa Giuseppina Mandalari e colleghi dell’Institute of Food Research (IFR) di Norwich nel Regno Unito.
Dalle pagine della rivista scientifica “Microbiology Letters” – della Federation of European Microbiological Societies (FEMS) – su cui sono stati pubblicati i risultati dello studio, apprendiamo che la buccia delle mandorle produce un aumento significativo della popolazione dei batteri intestinali buoni, tra cui i bifido batteri, Clostridium coccoides ed Eubacterium rectale.

Mangiare le mandorle spellate…? Meglio di no. Oltre a perdere un po’ di sapore, si può perdere un’azione benefica sull’intestino: l’effetto prebiotico che favorisce lo sviluppo e la crescita dei batteri “buoni”.
Ecco quindi che la buccia delle mandorle è benefica quanto le mandorle stesse. Lo afferma un nuovo studio condotto dalla dottoressa Giuseppina Mandalari e colleghi dell’Institute of Food Research (IFR) di Norwich nel Regno Unito.Dalle pagine della rivista scientifica “Microbiology Letters” – della Federation of European Microbiological Societies (FEMS) – su cui sono stati pubblicati i risultati dello studio, apprendiamo che la buccia delle mandorle produce un aumento significativo della popolazione dei batteri intestinali buoni, tra cui i bifido batteri, Clostridium coccoides ed Eubacterium rectale.(liquidarea)

marzo 27, 2010

Alimenti anticancro: le noci.

 

 Una manciata di noci al giorno può prevenire il cancro alla prostata. La nuova conferma sugli effetti benefici della frutta a guscio arriva da uno studio dell’Università della California: alimentati per due mesi con noci tritate miscelate ai cereali, i topi di laboratorio, geneticamente predisposti a sviluppare il cancro, hanno risposto meglio all’aggressione della malattia. Le cellule neoplastiche sono cresciute meno velocemente e la massa tumorale si è rivelata più piccola.

I benefici della frutta a guscio contro lo sviluppo di malattie degenerative e cardiache sono noti. Merito degli omega-3, acidi grassi polinsaturi, che fanno della frutta secca un potente concentrato di benessere. La quantità giusta per un maschio adulto, secondo gli esperti, sarebbe di 14 noci al giorno. Ma attenzione, sentenzia Paul Davis, ricercatore dell’American Chemical Society, che il consumo sia inserito “all’interno di una dieta equilibrata che comprende molta frutta e verdura”. La dieta è sicuramente un fattore-chiave in molti tipi di tumori.

Tè verde, melograno e pomodori sono già riconosciuti come cibi protettivi. Sulle noci qualcuno nutre ancora qualche dubbio. Per Helen Rippon, del Prostate Cancer Charity, un ente benefico britannico, è però ancora troppo presto “per dire se le noci possono prevenire il cancro alla prostata negli uomini”.

In Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, il tumore della prostata è al primo tra quelli che colpiscono l’uomo. Ogni anno si registrano circa 42.000 casi e circa 9.000 decessi. (liquidarea)