Archive for ‘sport’

giugno 8, 2012

Simpatia Zeman.

Pubblichiamo un articolo di Stefano Ciavatta, uscito su Linkiesta, su Zeman.

di Stefano Ciavatta

L’ossessione Zeman non finisce mai: mentre è in procinto di tornare alla Roma dove lo aspettano come un salvatore della patria, la sua casa in Abruzzo viene svaligiata dai ladri. La festa a Pescara è finita? E perché tutto questo delirio di attenzioni? Per molti tifosi sulla barricata calcistica degli anni Novanta c’è stato solo Zeman, quello di cui l’Avvocato Agnelli disse perentorio “no, non lo prenderei, non mi piace come allena la squadra”. Il suo calcio sembra essere l’unico degno di stupore e idolatria. Nessuno infatti ha mai raccontato il Cagliari di Bruno Giorgi che arrivò a sorpresa alla semifinale di Coppa Uefa (1994) schierando a centrocampo Allegri. Neanche il Vicenza di Guidolin è stato mai celebrato eppure vinse la coppa Italia (1997) e venne sconfitto in semifinale di coppa delle Coppe dal Chelsea di Zola e Vialli. Rimosso anche il Parma di Nevio Scala vincitore della coppa delle Coppe (1993) e di quella Uefa (1995). Il carisma dell’allenatore boemo senza successi resiste invece al passare del tempo come un brand vintage, nonostante anni di esilio, fallimenti sparsi e quell’Italia juventina che non gli ha ancora perdonato le allusioni alle farmacie e ai muscoli di Vialli e Del Piero nell’intervista a “l’Espresso” nel 1998. Una battaglia che gli è costata la carriera ma che lo ha eletto a simbolo anti-Palazzo.

Con la risalita del Pescara in serie A, il partito trasversale di Zeman è tornato alla carica portando in dote molto più di un campionato cadetto appena vinto. Già pronta la definizione: “Zeman è il leader del movimento cinque stelle del calcio” (Ivan Zazzaroni, GQ). È davvero così? Nonostante il successo locale di Parma, lo scetticismo verso le capacità di Grillo come politico nazionale è ancora forte. È lo stesso elastico che accompagna Zeman dagli esordi. A differenza di Grillo però, che dopo Stalingrado ha dichiarato di sognare Berlino, Zeman ha già avuto l’esperienza della grande piazza dove le potenzialità si sono scontrate con pressioni ed esigenze molto forti. È accaduto a Roma, capitale che lo ha esaltato sulle panchine di Lazio e Roma ma poi lo ha consumato, divorato, infine cacciato. E che ora dopo più di dieci anni lo rivuole, sponda giallorossa, con lui che ammette: “è vero, la Roma mi fa vacillare”. Leggi il resto di questo articolo »

giugno 3, 2012

Per me possono anche rimanere a casa.

giugno 1, 2012

Forse è meglio.

Un terremoto che non ne vuole sapere di finire? L’allarme sciacalli? Il nuovo record di disoccupazione? Non proprio.

 

maggio 28, 2012

Che schifo!

Dalle prime luci dell’alba, gli uomini della Polizia di Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo (Sco) stanno eseguendo 19 provvedimenti restrittivi e numerose perquisizioni in Italia e all’estero nei confronti di appartenenti ad una organizzazione transnazionale dedita alla combine di partite di calcio (match fixing), operante in Italia e in diversi Stati esteri», dice una nota della polizia di Cremona. «Tra gli arrestati Mauri Stefano, calciatore, capitano della S.S. Lazio e Milanetto Omar, già calciatore del Genoa, attualmente in forza al Padova calcio», prosegue la nota, precisando che i destinatari dei provvedimenti devono rispondere «di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva». I due sono già in carcere a Cremona. L’operazione «Last Bet» costituisce una nuova tranche dell’inchiesta conclusasi lo scorso 17 dicembre con l’arresto di 17 persone. In una prima fase, nel giugno 2011, erano state tratte in arresto altre 16 persone, tra cui Beppe Signori.
Sono intanto in corso 30 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati: calciatori di serie A e B, tecnici e dirigenti di società professionistiche coinvolti nelle indagini, precisa la nota. Una delle perquisizioni, riferisce la polizia di Cremona, ha riguardato anche il ritiro della Nazionale a Coverciano. Nel mirino il difensore della Nazionale Domenico Criscito (attualmente in forza allo Zenit di San Pietroburgo) che risulterebbe tra gli indagati. L’avviso di garanzia gli sarebbe stato consegnato questa mattina intorno alle 6.30 al ritiro degli azzurri a Coverciano (Firenze) dalla polizia, che avrebbe anche effettuato nei suoi confronti una perquisizione.

maggio 18, 2012

e a noi non ci dispiace.

maggio 13, 2012

Zeman:«Gli scudetti della Juve? Al massimo sono 23»

Grande Zeman!

Gli scudetti della Juve? «Al massimo sono 22-23». Parola di Zeman. L’allenatore del Pescara interviene sui conteggi scudetto dei bianconeri, freschi campioni d’Italia che considerano 30 gli scudetti vinti, contando quindi anche i due revocati dopo calciopoli. «Al massimo io ne conterei 22 o 23…» afferma Zdenek Zeman entrando nella querelle sulla terza stella per la Juve con il consueto tagliente sarcasmo. «Ognuno – aggiunge- si può mettere quello che vuole, anch’io potrei mettermi due stelline. Gli juventini si sentono così, io di scudetti ne scriverei magari ventidue, ventitre».

maggio 6, 2012

Grazie Iuventus, grazie Inter.

Grazie per non aver fatto vincere lo scudetto al Milan. Che goduria!

Inter batte Milan.  e vai!!!!

maggio 3, 2012

Un bel calcio in culo ci stava meglio.

Diseducativo è stato diseducativo, certo. Da condannare, come si dice nei salotti televisivi. Ma che sfogo!
E ancora una volta il calcio diventa una potente metafora del momento sociale.

Ricostruiamo la scena: Adem Ljajic è un calciatore della Fiorentina, squadra che dopo un annata disastrosa (rispetto al valore della squadra e ai suoi contratti) rischia la retrocessione in B e sta perdendo in casa 0-2 col Novara penultimo in classifica.
Ljaijc sta giocando da schifo, senza voglia, senza corsa, senza passione e l’allenatore Delio Rossi lo sostituisce. A quel punto il ragazzino ventenne, ricco e viziato milionario della pedata, nell’andare in panchina prende in giro il proprio allenatore, lo applaude ironicamente davanti a uno stadio intero. Umilia un uomo di oltre cinquant’anni (che anche lui guadagna fior di soldini, va detto) che in quel momento è al culmine della tensione perchè sa che sta rischiando il posto e la carriera.
Come si sa la guida tecnica paga per tutti in questi casi.
E Delio Rossi che fà? Invece di abbozzare come tanti altri allenatori umiliati dai semi-dei del pallone, si gira verso la panchina e lo redarguisce duramente e quando il giocatore insiste ha un momento di black out, un raptus, si avventa su di lui e gli molla due-tre ceffoni nello sbigottimento generale!!

marzo 25, 2012

Ciao Vigor.

E’ morto sotto rete, facendo la cosa che gli piaceva di più. http://bit.ly/H54SdD
Il mondo dello sport piange Vigor Bovolenta. Si è accasciato durante Macerata-Forlì. Giocò a Perugia due anni. A 37 anni lascia la moglie Federica Lisi, anche lei giocatrice di volley, e 4 figli.

dicembre 27, 2011

C’è ancora qualcuno che crede che il calcio sia un gioco.

Simone Farina, il calciatore che non si è fatto corrompere

Simone Farina sarà convocato da Cesare Prandelli nel gruppo per gli incontri amichevoli di febbraio, un premio per la lealtà sportiva e umana che ha dimostrato. Il calciatore ventinovenne, che militava  in Prima Divisione della Lega pro – l’ex C1 – nelle fila Gubbio, ora neopromossa in B, a novembre ha denunciato il tentativo di corruzione della banda del …… Leggi tutto