Archive for ‘jazz’

ottobre 11, 2013

Ciao sirenetta.

ottobre 10, 2013

Rocky Mount, North Carolina, 10 ottobre 1917,Nasce il pianista e compositore THELONIOUS MONK

settembre 29, 2013

Silvio, sparati!

settembre 24, 2013

American dream.

michael pharaoh

settembre 23, 2013

Gardel non c’entra.

settembre 16, 2013

Un cuore di lana.

settembre 11, 2013

“Walter Chappell. Eternal Impermanence”, in mostra a Modena

Oltre 150 fotografie vintage, realizzate tra gli anni Cinquanta e i primi anni Ottanta, nella retrospettiva dedicata al fotografo statunitense, fra i protagonisti più controversi della fotografia americana del XX secolo. All’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena, dal 13 settembre 2013 al 2 febbraio 2014

agosto 20, 2013

Bill Evans-My Foolish Heart.

Bill Evans : piano,Larry bunker : drum , Chuck Israel : bass.

William John “Bill” Evans (Plainfield, 16 agosto 1929New York, 15 settembre 1980) è stato un pianista, compositore jazz statunitense. Ha suonato molto spesso in trio.

L’uso di un’armonia totalmente diversa, che ha lasciato il segno, la reinterpretazione personale di molti brani jazz standard, dei block chords, quasi “cantando” le linee melodiche, hanno influenzato molti dei pianisti jazz successivi e hanno riformato l’armonia jazz; è stato considerato il maggior esponente del jazz dopo la Seconda Guerra Mondiale.[1]. Diversamente dagli altri musicisti dei suoi tempi, Evans non ha mai sposato le nuove correnti del jazz fusion o del free jazz.

Nato a Plainfield, in New Jersey, dapprima studia la musica classica, e in seguito studia alla Southeastern Louisiana University. Nel 1955, si trasferisce a New York,con il capobanda e teorico George Russell, Nel 1958, entra a far parte del sestetto di Miles Davis, dove riceve forti influenze musicali. Nel 1959, la band, entrata nella corrente del jazz modale, registra il primo album Kind of Blue, che costituirà il primo grande pilastro di questo nuovo genere.

Verso la fine del 1959, lascia la band di Miles Davis e inizia la sua carriera a capo di una nuovo trio, con i musicisti Scott LaFaro e Paul Motian, uno dei più grandi di tutta la storia del jazz. Nel 1961, dieci giorni dopo aver registrato un altro noto album, Sunday at the Village Vanguard e Waltz for Debby, LaFaro muore in un incidente stradale. Questa perdita sarà una delle conseguenze che aggraverà la sua dipendenza dalle droghe; dopo circa sei mesi di isolamento, Evans rientra con un nuovo trio, stavolta con il contrabbassista Chuck Israels.

Nel 1963, Evans registra Conversations with Myself, un album innovativo da solista, usando l’overdubbing. Nel 1966, incontra il bassista Eddie Gomez, con il quale lavorerà per undici anni. Molti degli album registrati ebbero grande successo, tra i quali Bill Evans at the Montreux Jazz Festival, Alone e The Bill Evans Album.

Nonostante il successo riscosso, Evans è stato di carattere molto debole, e negli anni a venire, ha aumentato le sue dosi di droga nell’illusione di riuscire a superare questi momenti.La sua fidanzata Elaine e suo fratello Harry si suicidano; ciò lo porteranno dapprima ad usare eroina, e negli ultimi mesi di vita, anche la cocaina. Le conseguenze si sono ripercosse anche sulla sua stabilità finanziaria, i rapporti e la creatività musicale, fino a portarlo alla morte, nel 1980.

Molte delle sue composizioni, come Waltz for Debby, sono divenuti degli standard e sono stati registrati da molti altri artisti. Evans ricevette ben 31 Grammy Awards e altri sette premi, talmente da essere annoverato nella Jazz Hall of Fame.[2]

agosto 18, 2013

Arriva il rock.

Rock and Roll sur les Quais, Paris, 1952

(Paul Almasy)

agosto 14, 2013

Fantasia al potere.