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maggio 18, 2020

Sfiducia a Bonafede: c’è un piano per far cadere il governo? L’allarme del PD

di  Alessandro Cipolla

Sfiducia a Bonafede: c'è un piano per far cadere il governo? L'allarme del PD

Non sono passate di certo inosservate queste parole pronunciate da Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia e uno dei big del Partito Democratico solitamente non molto avvezzo a questi toni così diretti.

Nel Paese sarebbe dunque in atto una sorta di trama per mandare a casa il premier Giuseppe Conte, che vedrebbe la partecipazione non solo dei partiti ma anche di gruppi economici che controllano TV, giornali e altri mezzi di informazione.

Per Andrea Orlando il governo a breve potrebbe di conseguenza finire sotto attacco, con la data da segnare col circoletto rosso che è quella di mercoledì 20 maggio, giorno in cui al Senato si voteranno le due mozioni di sfiducia presentate nei confronti del ministro Alfonso Bonafede.

Le mozioni di sfiducia a Bonafede

Lo scorso 7 maggio, con un annuncio fatto da Matteo Salvini, il centrodestra compatto ha reso noto di aver presentato una mozione di sfiducia nei confronti di Alfonso Bonafede, il ministro della Giustizia targato Movimento 5 Stelle.

Due i capi di accusa rivolti al Guardasigilli: la scarcerazione dei numerosi boss mafiosi che hanno approfittato dell’emergenza coronavirus per finire ai domiciliari e la polemica, nata in diretta televisiva, con il pm Nino Di Matteo in merito alla sua mancata nomina alla guida del Dap.

A questa mozione di sfiducia del centrodestra adesso se ne è aggiunta anche un’altra di ispirazione garantista, presentata da Emma Bonino a nome di +Europa trovando poi l’appoggio di Matteo Richetti, passato dal PD ad Azione di Carlo Calenda, oltre ad altri senatori centristi.

La resa dei conti ci sarà mercoledì 20 maggio al Senato, quando si voteranno le due mozioni di sfiducia presentate nei confronti di Alfonso Bonafede: numeri alla mano, saranno decisivi i 17 senatori di Italia Viva.

Il governo rischia?

Alcuni giorni fa Matteo Renzi nella sua consueta Enews aveva mandato un chiaro messaggio a Giuseppe Conte: “Italia Viva ha incontrato il premier e gli ha consegnato il nostro messaggio per il futuro. Nelle prossime ore, capiremo dal Presidente del Consiglio se, sui punti che abbiamo posto, possiamo camminare insieme”.

Serve un chiarimento politico in generale sui nostri temi, a partire da quelli economici, e specifico sui temi della giustizia” ha rincarato poi il renziano Ettore Rosato. In sostanza, Italia Viva ancora è indecisa se votare o meno la sfiducia ad Alfonso Bonafede.

Se Renzi ha intenzione di mandare a casa Conte l’occasione è senza dubbio ghiotta: al Senato i 17 senatori di Italia Viva possono essere decisivi, soprattutto se appoggeranno la mozione garantista di +Europa.

Una scelta che però potrebbe essere molto pericolosa per l’ex premier. Se cade il governo, il Partito Democratico ha fatto intendere che l’unica soluzione sarebbe quella del voto, una ipotesi da incubo per Renzi che nei sondaggi viene dato sotto la soglia di sbarramento.

Di conseguenza o Italia Viva ha già in tasca un piano per formare una maggioranza alternativa, magari per una sorta di governo di unità nazionale al quale ha aperto anche Giorgetti della Lega, oppure queste dichiarazioni ambigue sulla sorte dei giallorossi sono soltanto una bluff.

In questo scenario le parole di Andrea Orlando assumono dei contorni inquietanti: veramente ci sarebbe una sorta di cospirazione che vedrebbe coinvolti settori della politica, dell’informazione e dell’economia, tesa a rovesciare l’attuale maggioranza e formare un nuovo governo?

 

maggio 18, 2020

Albania: il premier Edi Rama ha proposto la legalizzazione della cannabis terapeutica.

Una notizia importante innanzitutto sul piano simbolico. L’Albania da anni è considerata la Colombia d’Europa, crocevia della produzione e dello smercio di sostanze illegali, a cominciare dalla cannabis, per la repressione della quale non più tardi di tre anni fa erano arrivati in soccorso uomini e mezzi da tutta Europa, con l’Italia in prima fila. Ora nel paese si inizia seriamente a parlare di rendere legale quel mercato, per dare un colpo insieme alla malavita ed alla crisi economica di quello che rimane uno degli stati più poveri d’Europa.

Il primo ministro albanese, Edi Ramaha dichiarato che dopo un anno di lavoro è quasi pronto il progetto di legge per la legalizzazione della cannabis per uso medico: «E’ da un anno che ci lavoriamo sopra, e tra poco sarà pronta, dopo una lunga consultazione con esperti nostri e quelli stranieri. L’aiuto degli esperti stranieri è stato importante perché noi non inventiamo niente ma impariamo dagli altri».

Rama ha affermato anche che molto presto il progetto di legge di legalizzazione sarà pronto “per un dibattito pubblico”. Le dichiarazioni del premier sono arrivate in occasione della Giornata dell’Europa, probabile motivo per il quale la delegazione Ue presente a Tirana si è sentita in dovere di sottolineare che “la Commissione europea e la delegazione dell’UE non sono state coinvolte nella preparazione, redazione o consultazione di progetti in relazione alla coltivazione e legalizzazione della cannabis in Albania a fini medici”.

Ad ogni modo ora la proposta è sul tavolo, e nelle intenzioni del governo appare esserci la volontà di trasformarla in legge nel prossimo futuro. Mentre da Lazar, ex capitale dell’ormai ridimensionata produzione illegale di cannabis la popolazione, che solo tre anni fa si scontrava in armi con la polizia, la popolazione chiede che parallelamente venga concessa anche un’amnistia per tutti gli arrestati durante la guerra alla produzione di marijuana.

maggio 18, 2020

De Luca conferma l’obbligo della mascherina anche all’aperto

Confermato l’obbligo della mascherina per i cittadini della Campania.

Il presidente De Luca ha smentito le indiscrezioni riferite a quella che sembrava essere l’ultima settimana con tale obbligo annunciando che resterà la misura della mascherina anche nelle prossime settimane.

E’ indicato in modo specifico nell’ordinanza numero 48 diffusa questa sera in cui si legge all’articolo 6:

Obbligo di utilizzo delle mascherine nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, all’aperto e al chiuso.

Su tutto il territorio regionale resta confermato l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (cd. mascherine) nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico del territorio regionale. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonche’ i soggetti con forme di disabilita’ non compatibili con l’uso continuativo della mascherina. In tali ultimi casi, laddove possibile, ne è comunque raccomandato l’utilizzo sotto stretta sorveglianza dei soggetti all’uopo titolati.

A tale proposito, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca ha ribadito: “Voglio insistere su una cosa: dobbiamo essere rigorosi sull’obbligo di indossare mascherine fuori casa e se è possibile rispettare il distanziamento sociale”.