Archive for maggio 5th, 2020

maggio 5, 2020

Riformista! A me?

di Giuseppe  Giudice

Visualizza immagine di origine

Gaetano Arfè diceva che Turati, Matteotti, Treves , Modigliani , rifiutarono sempre di considerarsi riformisti. In effetti il termine “riformismo” alla fine dell’800, indicava quelle correnti liberali progressiste ( in alcuni paesi chiamati “radicali” – ma nulla a che vedere con Pannella) che volevano riformare il sistema borghese senza metterlo in discussione e rappresentavano il ceto medio colto e progressista. Allo stesso Bernstein fu attribuito il termine “revisionista” (non so se lui si sarebbe considerato riformista) . E comunque Bernstein fu criticato dai socialisti democratici di ispirazione marxista. Da Jaures in Francia, a Turati , Matteotti , Modigliani e Mondolfo in Italia. Si deve stare attenti a non confondere il riformismo con il socialismo gradualista di ispirazione marxista democratica. Pur nella contrapposizione al socialismo rivoluzionario (ma di matrice soreliana) di Mussolini, non accettarono mai di definirsi riformisti. Perché come Kautsky, Hilferding, Bauer e FritzAdler. , erano convinti della piena ‘autonomia politica della classe lavoratrice rispetto alle frazioni progressiste della borghesia” . Il gradualismo fu definito (mi pare da Kautsky)come “evoluzionismo rivoluzionario”. Del resto, storicamente si definirono “socialisti riformisti” Bissolati e Bonomi , che furono espulsi dal PSI per il loro appoggio alla Guerra di Libia. Lo stesso Rosselli (come sottolineò DE Martino) parlava di socialismo liberale rivoluzionario. Molta acqua è passata sotto i ponti da allora. Ma il termine riformismo ha sempre avuto una sostanziale ambiguità. E’ con Riccardo Lombardi (ed in Francia con Martnet) che si opera una vera e propria “decostruzione” dei termini riformismo e rivoluzione in una sintesi nuova. Già Saragat, negli anni 30 , sosteneva che occorreva un nuovo socialismo democratico marxista che superasse le “malattie dell’infanzia del socialismo (riformismo e massimalismo) e quelle della “pubertà” il bolscevismo. In Lombardi , nel concetto di riformismo rivoluzionario, c’è al contempo , la contestazione della subalternità del riformismo e, contemporaneamente la cont

estazione della visione leninista e bolscevica della rivoluzione. Con l’idea di una trasformazione dall’interno della società capitalistica ma con l’obbiettivo di superarla, tramite processi di rottura dei rapporti di potere nell’economia e nella società. Quersta visione sarà poi arricchita dalla tematica dei contropoteri (foa e panzieri) integrasti nel suo schema delle riforme di struttura. La tematica dei contropoteri è una altra arma polemica verso il leninismo. Ma Lombardi non aderì mai a posizioni “gauchiste(che consideravano la Costituzione come espressione organica del dominio della borghesia)…il suo riformismo rivoluzionario doveva operare nel quadro pieno della costituzione repubblicana e delle sue garanzie., anche perché la Costituzione lascia la porta aperta ad una trasformazione democratica e socialista nel senso indicato da Lombardi stesso.

maggio 5, 2020

I funerali di Giuseppe Di Vittorio raccontati da Pier Paolo Pasolini e da “L’Unità” |

Il 3 novembre 1957 Di Vittorio moriva a Lecco. Dopo un lungo viaggio di tre giorni in treno del feretro (ad ogni stazione in cui il convoglio sostò)
maggio 5, 2020

E’ tutto sbagliato, è tutto da rifare.

Corri Gino corri, inforca la bicicletta e vai su e giù per le colline della tua Toscana, corri veloce prima o poi questa maledetta guerra finirà.
Certo per chi come te che hai già vinto due Giri d’Italia nel 1936 e nel 1937 e un Tour de France nel 1938 correre così senza un traguardo, senza un avversario, senza gli applausi dei tifosi è tremendo, eppure è così, la parte migliore della tua carriera, della tua giovinezza è avvolta nella tenebra oscura della guerra.
Tornerai campione, sicuramente tornerai, si ma quando?
Eppure soltanto tu sai e per i decenni a seguire non lo hai voluto far sapere, che in quei terribili anni di guerra tu stai correndo una corsa molto più importante. Vai veloce su e giù per la Toscana e per l’Umbria non solo per allenarti, per tornare più forte di prima, ma anche e soprattutto per salvare vite umane.
L’Arcivescovo di Firenze, mons. Elia Dalla Costa, che ha organizzato una rete clandestina per tentare di salvare ebrei dal genocidio, ti ha affidato un compito pericolosissimo e tu che sei un eroe dello sport, conosciuto e acclamato da tutti hai aderito in silenzio.
Hai riempito il telaio della tua bicicletta di documenti e li hai trasportati a rischio della tua stessa vita.
Certo spesso venivi fermato dai posti di blocco fascisti che piuttosto che controllarti… ti chiedevano un autografo.
Il fiumano Giorgio Goldenberg (che da quando vive in Israele ha cambiato il suo nome in Shlomo Pas) raccontò pochi anni fa che insieme a tuo cugino Armandino Sizzi nella primavera-estate del 1944 avete nascosto per alcuni mesi a Firenze, nella cantina di una casa in via del Bandino, di vostra proprietà, i quattro componenti della sua famiglia (padre, madre e due bambini, Giorgio e Tea), impedendone l’arresto da parte dei nazisti.
Di tutto questo non ti sei mai lodato, per te era un dovere.
Per le centinaia di ebrei che hai contribuito a salvare sei stato dichiarato “Giusto tra le nazioni” dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’Olocausto.
Oggi che sono passati vent’anni dalla tua morte vogliamo ancora ringraziarti
Grazie a te Gino, Gino Bartali, quel naso triste da italiano allegro, come cantava Paolo Conte.

L'immagine può contenere: 1 persona
maggio 5, 2020

Sondaggi politici: Lega a picco, volano 5 Stelle e la Meloni

Sondaggi politici: Lega a picco, volano 5 Stelle e la Meloni

L’ultimo sondaggio di Swg realizzato tra il 29 aprile e il 4 maggio per conto del Tg La7 può essere molto indicativo a riguardo, certificando la crisi di Matteo Salvini con la Lega in forte calo anche se sempre primo partito del Paese.

Al contrario sembrerebbe continuare la sua ascesa Giorgia Meloni che sfrutterebbe pure il segno negativo attestato a Forza Italia. A questo punto le gerarchie all’interno della coalizione di centrodestra appaiono non più scontate come qualche mese fa.

Tra i partiti di governo si migliorerebbe di molto rispetto la scorsa settimana il Movimento 5 Stelle, con il Partito Democratico dato in leggero calo mentre sarebbe più vistoso il passo indietro di Italia Viva di Matteo Renzi.

LEGGI ANCHE 

Governo centrodestra con Renzi? I numeri sarebbero incerti

Sondaggi: Salvini e Renzi in calo

Se negli ambienti investigativi vige il detto che “due indizi fanno una prova”, Matteo Salvini dovrebbe iniziare a preoccuparsi perché ormai iniziano a essere diversi i sondaggi politici che vedono la Lega in costante calo.

A complicare maggiormente le cose per l’ex ministro c’è anche il fatto che questi voti che sarebbero in uscita dal Carroccio non sembrerebbero essere stati intercettati dai partiti di governo, ma da Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia che starebbe crescendo sempre più approfittando anche del momento non troppo felice di Forza Italia.

Considerando anche Cambiamo del governatore ligure Giovanni Toti, nel complesso il centrodestra sarebbe al 48,5%, una percentuale che dovrebbe garantire alla coalizione una vittoria in caso di elezioni anticipate a prescindere da quella che potrà essere la legge elettorale.

Tra i giallorossi sembrerebbe essersi affievolita la corsa del Partito Democratico, mentre il Movimento 5 Stelle dopo aver fatto registrare nei mesi scorsi il suo minimo storico nei sondaggi adesso appare in netta ripresa.

Segno negativo per La Sinistra con il partito che comunque sarebbe oltre alla soglia di sbarramento del 3% ma, in caso dovesse passare come nuova legge elettorale il Germanicum, l’asticella verrebbe innalzata almeno al 4% e tutto diventerebbe più complicato.

Discorso simile pure per Matteo Renzi, visto che Italia Viva data in calo sarebbe proprio in bilico sull’attuale soglia di sbarramento. Nonostante il grande attivismo mediatico, per l’ex premier l’obiettivo della doppia cifra al momento sembrerebbe essere un miraggio.

In più Matteo Renzi deve fare anche i conti la crescita di Azione di Carlo Calenda, con i due che alla fine potrebbero decidere anche di allearsi aprendo pure a +Europa per dare vita a un polo riformatore e moderato.