La Germania dà ragione all’Italia (o almeno il Der Spiegel)  

La Germania dà ragione all'Italia (o almeno il Der Spiegel)

Ma la storia potrebbe cominciare a cambiare. A dare un segno verso una nuova direzione è il giornale tedesco Der Spiegel, non proprio favorevole allo stile italiano negli anni passati.

Questa volta però, incalzato proprio dalle impellenti questioni economiche dettate dall’epidemia, l’editorialista Thomas Fricke ha voluto offrire una visione diversa – e più coerente con i fatti – dell’Italia.

Ecco, allora, che dalle parole scritte dal giornalista tedesco è emersa una inaspettata conclusione: la Germania dà ragione al nostro Paese.

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Spendacciona, rovina dell’Europa, inaffidabile, con perenne conti in disordine: così è stata dipinta l’Italia dai tedeschi da sempre. Nell’eterna contrapposizione tra virtuosismo e rigore economico da una parte e incapacità di governare le proprie finanze dall’altra, i due Stati non si sono mai apprezzati.

Lo stesso Der Spiegel non ha risparmiato copertine al veleno contro il nostro Paese, con spaghetti, pistole e addirittura un cappio a sottolineare la rovina italiana per tutta l’Europa.

Un editoriale di qualche giorno fa, però, ha provato a fare chiarezza e a rendere giustizia alla storia d’Italia. Forse, secondo le parole di Thomas Fricke, è ora di smascherare questo ingiustificato disprezzo tedesco nei confronti dell’Italia.

Che rischia, a detta del giornalista, di centrare il focus della stessa unione monetaria europea su un problema fuorviante: lo stereotipo dell’Italia che spende troppo e poi chiede soldi all’UE.

Non è proprio così. E per provare la sua tesi, Fricke chiama in causa l’analisi della professoressa dell’Università di Roma Tre Antonella Sturati. Questa la testuale spiegazione sul debito e la spesa pubblica italiane:

“Dal 1992, i Governi italiani hanno avuto eccedenze di bilancio anno dopo anno, escludendo il pagamento degli interessi…Con l’unica eccezione dell’anno di crisi finanziaria mondiale del 2009. Tutto questo è diventato una catastrofe dopo la crisi dell’euro, quando capi di Governo come Mario Monti hanno subìto riforme sotto la pressione internazionale e soprattutto tedesca. A volte sul mercato del lavoro, a volte sulle pensioni.”

La leggenda dello spreco del denaro pubblico italiano, quindi, viene smascherata: “Dolce vita? Sciocchezze. Dal 2010, gli investimenti pubblici in Italia sono diminuiti del 40% sotto la pressione del risparmio. Un vero crollo.”

La spesa pubblica italiana, stando ai dati riportati da Der Spiegel, è rimasta stagnante dal 2006, mentre in Germania è aumentata di quasi il 20%. Con tutte le conseguenze che ne sono derivate, quali anche il taglio di risorse per alcuni settori chiave italiani, quali la sanità.

Il punto, però, è che secondo Fricke i tedeschi devono smetterla di porsi come insegnanti e indicare agli altri cosa fare, con ricette che non sempre salvano dal disastro.

No, non è l’Italia a minacciare l’Europa

Sul tema europeo, poi, il giornalista ha le idee altrettanto chiare. L’intransigenza tedesca su come affrontare la crisi per la pandemia in Europa non è così funzionale.

Der Spiegel aveva già criticato il secco no della Merkel agli Eurobond. Fricke ricorda che la valuta comune riporta ad un destino condiviso, anche dalla Germania. In questa ottica, i bond possono essere una risposta comunitaria. Proprio per evitare che l’Unione Europea finisca tra due anni.

L’atteggiamento tedesco a Bruxelles rischia, infatti di causare danni. “E in Italia e in Francia, chi arriverà al potere potrebbe essere come Donald Trump o Boris Johnson, che non hanno alcun desiderio di prendere parte al gioco [dell’Europa]. Il gioco su cui la Germania ha costruito la sua prosperità per decenni.”

Un affondo alla nazione tedesca, quello di Der Spiegel. Che, per una volta, dà ragione all’Italia.

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