“Lasciati morire nel giorno di Pasqua”

 

di Antonio Palma

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Decine di morti in naufragio nel Mediterraneo, Sea watch: “Lasciati morire nel giorno di Pasqua”

“Circa 250 persone erano alla deriva da ieri su 4 gommoni” si legge in un tweet di Sea-Watch che aggiunge: “Oggi avvistamenti di Frontex li riportano ancora in mare e uno capovolto. Naufragato con le persone a bordo. Sono stati lasciati morire soli nel giorno di Pasqua da un’Europa che parla a vuoto di solidarietà verso le persone che soffrono”
Un barcone con decine di migranti a bordo si sarebbe rovesciato nelle scorse ore nel Mediterraneo centrale causando la morte di decine di persone . A denunciarlo la ong Sea watch che da giorni stava monitorando la situazione dell’imbarcazione partite dalle coste nord africane in direzione dell’Europa. Attravero i suoi canali social, l’organizzazione non governativa ha spiegato infatti che da diverse ore erano stati segnalati alle autorità del Vecchio Continente gli avvistamenti di ben quattro barconi in navigazione in altrettanti punti del Mediterraneo compresi tra la Libia e Malta, per un totale di oltre 250 persone in pericolo.  “250 persone erano alla deriva da ieri su 4 gommoni” si legge in un tweet di Sea-Watch Italy che aggiunge: “Oggi avvistamenti  di Frontex li riportano ancora in mare e uno capovolto. Naufragato con le persone a bordo”.

“Sono stati lasciati morire soli nel giorno di Pasqua da un’Europa che parla a vuoto di solidarietà verso le persone che soffrono” è il duro attacco dell’organizzazione umanitaria contenuto nello stesso messaggio  che riporta anche la foto di una cartina con le ultime posizioni geografiche dei barconi carichi di migranti. Secondo le stesse fonti, sull’imbarcazione più vicina vi sarebbero circa settanta persone , altre 47 su una seconda e 55 su una terza, più vicina alle coste di Tripoli. Quella capovolta di cui si sono persi i contatti, invece, trasportava circa 85 persone. “Sono state abbandonate in alto mare dagli Stati europei, che fingono di non vederle. Chiediamo alle autorità di attivarsi per prestare loro soccorso, ora. Nessuno deve essere lasciato indietro” aveva denunciato nelle ore precedenti la stessa Ong Sea watch.

 

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