Pillole di Filosofia, Evento.

L'immagine può contenere: notte, cielo e spazio all'aperto
Gianni Marilotti

Oggi voglio partire da un brillante libro di Slavoj Zizek, uno dei più importanti, e giustamente discussi, filosofi contemporanei che si intitola, giustappunto, “Evento”.
Ogni giorno accadono nel mondo una miriade di fatti nuovi che attirano la nostra curiosità: gossip su personaggi pubblici, una nuova ipotesi scientifica in campo astrofisico o bio-genetico, la corsa agli oscar o ai premi nobel, etc; ma per Evento Zizek propone una definizione più restrittiva e pregnante, esso è: “qualcosa di scioccante, fuori posto, che compare all’improvviso e interrompe il flusso continuo delle cose”.
Che si tratti di Eventi personali, come l’insorgere dell’amore o di un’intensa esperienza estetica; o sociali, come una crisi economica globale o una rivoluzione; o naturali, come un terremoto, uno tzunami, una pandemia; o culturali, l’uscita nelle sale di un film-cult o la nascita di una nuova avanguardia artistica; o spirituali, l’insorgere di fedi nel trascendente; ebbene tutti questi eventi sono capaci di cambiare radicalmente, o condizionare, il corso della vita di un singolo, come di una moltitudine di uomini. Sono oltre cinquanta le sfumature di Eventi, presi in esame da Zizek, capaci di cambiare sensibilmente la nostra vita o il corso della storia.
Lo spazio di un Evento è quel che si apre nello iato che separa un effetto dalle sue cause. E qui irrompe la filosofia con i suoi dubbi e le sue certezze: tutte le cose sono connesse da legami causali? Oppure esistono cose che sorgono dal nulla? Domande che ci rimandano ad altre ancor più generali: Come si è originato l’universo? Ha un inizio e una fine?
Il dibattito filosofico ha messo in luce due approcci antitetici: quello trascendentale, che ha in Martin Heidegger l’ultimo grande rappresentante per cui l’Evento è l’orizzonte di senso che determina come percepiamo e ci relazioniamo alla realtà; e quello ontologico, proprio delle scienze naturali, per cui la risposta sull’origine dell’universo debba venire dalla cosmologia quantistica, dalle neuroscienze e dall’evoluzionismo, mettendo dunque in soffitta la metafisica.
In sintesi: un Evento è un mutamento nel mondo in cui la realtà ci appare o è una trasformazione sconvolgente della realtà stessa?
Proviamo a riportare questi problemi al tema che ci sta tanto angosciando in questi giorni, il covid 19, il quale a tutti gli effetti ricade nella tipologia di Eventi previsti da Zizek.
Per prima cosa dobbiamo chiarire cosa sia questo Evento. La tesi più accreditata è che sia un virus già presente in natura in alcuni animali (pipistrelli, ratti) che, auto adattandosi e parzialmente modificandosi, ha fatto un salto di specie e ha colpito l’uomo. Esso è apparso per la prima volta nella città di Wuhan, la più popolosa della Cina Orientale e perno degli scambi commerciali internazionali, e da lì si è diffuso in tutto il mondo.
L’ ipotesi di un virus creato (e modificato) in laboratorio (USA? Cinese?) poi per incuria, negligenza (o peggio) divenuta pandemia globale è stata dichiarata una bufala dall’OMS, ne prendo atto e non voglio seguirla, così come non voglio seguire le diverse varianti circolate sul web, quali quella che si sia trattato di una sperimentazione di prova di pandemia in una zona limitata poi sfuggita di mano e diventata globale, o addirittura primo atto di una guerra totale allo strapotere economico della Cina, tutte ipotesi che rientrano nel genere “complottistico”.
Sembrerebbe, dunque, che si sia trattato di un qualcosa di nuovo frutto della continua catena evolutiva e, per usare le parole di Zizek “comparso all’improvviso a interrompere il flusso continuo delle cose”. Ma la percezione di questo Evento sta producendo in noi mutamenti, per ora solo embrionali, nel rapporto con la realtà, destinati a cambiare il corso delle cose, nel modo di produrre, negli stili di vita, nel modo di rapportarci con i nostri simili.
Lo vediamo già nel dibattito sulla sanità pubblica, colpita da anni dalla scure dei tagli alla spesa; lo vediamo da una nuova consapevolezza sull’importanza del ruolo centrale dello Stato quale regolatore dell’economia per una più equa redistribuzione dei redditi; lo vediamo dall’emergere del ruolo delle comunità sempre più in prima fila nell’affrontare le nuove povertà; lo vediamo dall’emergere di una nuova sobrietà nel pensare al nostro futuro.
Che sia arrivato il tempo di cambiare veramente e di pensare non solo al consumo di beni spesso inutili ma di migliorare la qualità della nostra vita?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: