Cassa integrazione europea: ecco a chi spetta e come funziona

 Teresa Maddonni

Cassa integrazione europea: ecco a chi spetta e come funziona

Una cassa integrazione che varrebbe 100 miliardi e andrebbe ad aiutare i Paesi membri tra i quali i più colpiti da COVID-19 come l’Italia. Anticipato dal Financial Times già nella giornata di mercoledì, si è continuato a parlate della cassa integrazione europea dopo l’annuncio della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e poi, dopo il colloquio con la stessa, del presidente del Consiglio Conte anche sulla sua pagina Facebook ufficiale.

Intanto il documento proposto dalla Commissione deve ancora ricevere l’ok dell’Eurogruppo che riunisce i ministri dell’Economia e delle Finanze dei paesi membri. Vediamo quindi cos’è SUREa chi spetta la cassa integrazione europea e come funziona.

Cassa integrazione europea: a chi spetta e come funziona

Vediamo la cassa integrazione europea a chi spetta e come funziona dopo le prime affermazioni giunte da Ursula von der Leyen già nella giornata di mercoledì. La cassa integrazione europea, che sembra essere stata accettata dai paesi membri, spetterà alle imprese più colpite nei Paesi in difficoltà per il coronavirus.

SURE, la cassa integrazione europea, sarebbe finanziata fino a un massimo di 100 miliardi presi dalla Commissione sui mercati azionari emettendo titoli.

Ogni Paese membro dell’Unione, compresa l’Italia, dovrà dare garanzie per un totale di 25 miliardi. Il contributo di ciascuno Stato sarà proporzionato al Pil. Ogni Paese che abbia bisogno di accedere alla cassa integrazione europea potrà prendere in prestito la cifra di cui ha bisogno senza interessi.

La cifra servirà ad aiutare le aziende maggiormente in difficoltà usando la cassa integrazione europea per pagare gli stipendi dei lavoratori, cosa che avviene già con le misure messe in campo dal governo con il decreto Cura Italia.

Al termine dell’emergenza, essendo un prestito, i Paesi che ne avranno beneficiato dovranno restituire la cifra. Le garanzie potranno poi essere ritirate. Secondo le prime informazioni che giungono in merito dei fondi della cassa integrazione europea il 60%, quindi fino a un massimo che non potrà superare i 60 miliardi, andrà ai Paesi più in difficoltà come Spagna e Italia.

SURE permetterebbe a un Paese come il nostro, martoriato da questa emergenza, di avere subito liquidità e poterla restituire senza interessi. Allo stesso tempo per qualcuno resta qualche dubbio come la possibilità di alcuni Paesi di ritirare le proprie garanzie.

La proposta della cassa integrazione europea dovrà essere discussa nella riunione dell’Eurogruppo il prossimo 7 aprile.

 

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