La mano visibile dello Stato.

fdr

di Daniela Palma e Guido Iodice, da Left del 21 dicembre 2013

Negare l’efficacia delle politiche di aumento della spesa pubblica di ispirazione keynesiana per il superamento dell’attuale crisi, passa il più delle volte per l’affermazione che oggi siamo di fronte ad una realtà più complessa, che negli anni ’30 gli effetti potevano essere più diretti e visibili. E che, in definitiva, se le politiche keynesiane hanno potuto funzionare è perché c’è stata la guerra e la conseguente necessità di ricostruire tutto daccapo. C’è insomma una diffusa vulgata diminutiva del keynesismo, che vive sulle spalle di un’approssimazione storica di quello che è stato il suo momento di lancio. E’ la vulgata che predilige la metafora delle buche da scavare e poi riempire, e che ridimensiona l’interventismo dell’America di Roosevelt, mentre i fatti sono andati ben diversamente, prefigurando una visione rivoluzionaria a tutto tondo, consapevole che la mano visibile dello stato crea anche le condizioni per lo sviluppo futuro di un paese.

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