Archive for novembre 23rd, 2013

novembre 23, 2013

Riscaldare l’ufficio con meno di 50 centesimi al giorno

 

 [Video]

Un’idea straordinaria quella di questo signore che ha trovato il modo per riscaldare una stanza, che potrebbe essere il suo ufficio, con delle candeline e dei vasi di fiori.

Il signore spiega che la dimensione dei vasi non fa la differenza l’importante è che ci sia un passaggio fra di loro per l’aria.Visualizza altro

novembre 23, 2013

Benzina più cara, così i ricchi non pagano l’Imu: ce lo chiede l’Europa.


La seconda rata della tassa sulla casa è stata cancellata e ora si devono trovare i fondi. Dove? Banche, assicurazioni, e l’aumento del prezzo dei carburanti a partire dal 2015.

Emanuele Conegliano – Alla fine gli scienziati che vigilano sui nostri conti pubblici hanno deciso: la copertura della seconda rata dell’Imu verrà con più tasse sVisualizza altro

novembre 23, 2013

Ricicliamo il mondo.

 

Roberto Casaccia | Il recupero dei rifiuti. ovvero i residui generati dall’attività produttiva e dalla cultura consumista, è un tema che sta entrando sempre più nel dibattito e nell’agenda pubblica globale. Da un lato, non è ragionevole nè tanto meno auspicabile continuare aumentare la produzione dei rifiuti e i conseguenti impatti negativi prodotti dal loro smaltimento indiscVisualizza altro

novembre 23, 2013

Il regno dell’indifferenza.

Milano, soltanto anziani e stranieri lasciano il posto alla donna incinta (fotogramma)

Il test dopo la decisione del Comune di riservare sedili sui mezzi pubblici alle donne in attesa. Le ragazze armeggiano con gli smartphone, tutti (o quasi) fanno finta di non vedere la futura mamma di LAURA FUGNOLIVisualizza altro
novembre 23, 2013

Catanzaro un disastro dimenticato.

Catanzaro, da 96 ore senz’acqua: la gente in fila davanti le autobotti

Dopo il nubifragio di martedì scorso a Catanzaro manca l’acqua nelle case e la gente deve mettersi in fila davanti le autobotti della Protezione civile che forniscono acqua non potabile.

Dopo il nubifragio di martedi scorso è emergenza a Catanzaro. Da 96 ore non c’è una goccia d’acqua nei rubinetti e da ieri pomeriggio le autVisualizza altro

e poi dicono che governa la criminalità organizzata.

novembre 23, 2013

Prove di futuro in Israele.

 

Israele, privatizzare la sicurezza

I soldati sostituiti da compagnie private. Due obiettivi: fare business e evitare le critiche internazionali

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novembre 23, 2013

Che ci faceva Grillo in mezzo ai ferrotranvieri?

Genova ancora paralizzata, l’incubo della Grecia fra noi

Questo articolo è uscito su “La Repubblica”.
Otto maledetti milioni di buco nell’azienda municipale dei trasporti e Genova si ritrova a vivere per prima, fra le città italiane, l’atmosfera di Atene e Salonicco, l’incubo della Grecia che si avvicina. Voragini improvvise nei bilanci pubblici, voci imprecisate di soci privati disposti al salvataggio in cambio –e questa è l’unica certezza- di sacrifici dei lavoratori. Il dipendente pubblico, il ferrotranviere, che si scopre improvvisamente precario. Il cittadino, già abituato a trasporti disagiati (non parliamo del calvario dei pendolari), si ritrova dal 19 novembre senza mezzi di trasporto e senza fasce di garanzia. Peggio che a Napoli dove gli autobus restano fermi nei depositi per mancanza di benzina. Peggio che a Milano dove la giunta Pisapia è stata costretta a abolire lo sconto Atm per i pensionati e a rincarare gli abbonamenti.
Ma è Genova, la collerica Genova, a riproporsi di nuovo come città in cui sembra venire giù tutto in una volta, come nell’alluvione, l’idea di welfare universalistico, cioè di uno Stato in grado di fornire servizi sociali degni a tutti, grazie al prelievo fiscale.
Faceva effetto ieri ascoltare uno dei più facoltosi contribuenti della città, Beppe Grillo, lanciare proclami rivoluzionari nel bel mezzo del corteo dei dipendenti Amt: “Genova è la scintilla, da qui la battaglia epocale in difesa dei beni pubblici deve estendersi a tutta l’Italia”. Non so quante volte lo statalista Grillo sia salito su un bus di linea negli ultimi decenni, ma trovo grottesca la sua contrapposizione a un sindaco di sinistra, Marco Doria, testimone di sobrietà e da sempre impegnato nella difesa dei beni comuni; non a caso accompagnato nella campagna elettorale vittoriosa contro il vecchio apparato Pd da una personalità irregolare come il compianto don Andrea Gallo.
Eppure, prima che ci si mettesse Grillo con fare maramaldo, il sindaco Doria era già stato aggredito in consiglio comunale dai ferrotranvieri convinti che l’anno prossimo ci sarà la privatizzazione e quindi, l’anno dopo ancora, il licenziamento. Prima di loro, uno dei sindaci più di sinistra d’Italia se l’era dovuta vedere con la furia dei lavoratori del Teatro Carlo Felice. Denominatore comune della protesta: nessuno si fida più quando il primo cittadino viene a chiederti autoriduzioni di compenso o contratti di solidarietà perché altrimenti il deficit porterà al fallimento l’ente pubblico. Per il solo fatto di evidenziare l’oggettività di quelle cifre, anche il più rosso degli amministratori si trasforma in nemico.
Un malcapitato sindaco che se poi volge lo sguardo in cerca d’aiuto verso la borghesia locale s’imbatte nelle malversazioni della Carige, buona a somministrare crediti solo agli amici degli amici. E se guarda alla buona vecchia industria di Stato la ritrova impantanata fra gli scandali di Finmeccanica e le incertezze sulla vendita dell’Ansaldo.
Non sono più i tempi in cui la ristrutturazione della logistica determinava duri scontri sociali con categorie tradizionali dell’aristocrazia operaia come i portuali. Ieri nel salone della Chiamata del Porto si sono radunati i ferrotranvieri la cui unica forza contrattuale sembra rimasta provocare il caos in città, con giorni e giorni senza trasporti pubblici. E scommettere davvero sulla realizzazione dell’auspicio di Grillo, cioè l’estensione nazionale del blocco. Poco importa che qui non si tratti di scegliere fra il modello pubblico e la privatizzazione, come predica la demagogia di un Grillo all’improvviso socialisteggiante, ma più biecamente di reperire i fondi per tirare avanti le funzioni essenziali della municipalità. Quelle che cominciano a scricchiolare dappertutto –Genova insegna- perché il vincolo del pagamento degli interessi sul debito pubblico e il deposito di risorse cospicue nel Fondo Salva Stati, cominciano a provocare il temuto effetto soffocamento. La Grecia che si avvicina, per l’appunto.
Ancora una volta i sindaci, che rappresentano la politica più vicina ai cittadini, si ritrovano esposti al pubblico ludibrio. E più sono perbene e più ne pagano il dramma sociale dilagante. Mentre i responsabili economici del governo e dello stesso Pd si sentono imprigionati dal vincolo delle compatibilità. Rassegnati a figurare eterodiretti. E’ la ragione per cui appaiono marziani quando si ritrovano, come ieri Bersani, nel mezzo del caos, là dove le dichiarazioni brillanti non valgono un fico secco. Lo stesso Grillo, a un certo punto, deve aver avvertito il disagio di quella sua presenza impropria. Ha borbottato che lui non cercava voti, figuriamoci, ma era lì solo per difendere i beni pubblici e –di conseguenza- a predicare l’incendio, la rivolta nazionale. Bella prospettiva, bella soluzione. Poi è tornato in villa a Sant’Ilario, non sappiamo con quale mezzo di trasporto. Lasciando quel riccone capitalista del sindaco Doria a sbrogliarsela con la disperazione dei lavoratori e il disagio dei cittadini. Don Andrea Gallo gli avrebbe detto di vergognarsi.