Sulle pensioni c’è una guerra, e inizia dai numeri

 


Dopo tante riforme e sacrifici, non si può non essere trasparenti al 100% sul sistema previdenziale

Luca Telese – Fra le tante notizie-minacce che ricorrono e vengono agitate, ora come bastone, ora come carota, sulle nostre teste adesso c’è anche quella dell’incertezza dei bilanci previdenziali. Ieri un comunicato e una dichiarazione dell’Inps,Visualizza altro

One Comment to “Sulle pensioni c’è una guerra, e inizia dai numeri”

  1. La priorità in un paese che invecchia e che già e mediamente vecchio, è sicuramente il problema dei problemi relativamente alle pensioni.
    Giorgia Meloni con chiarezza ha presentato una rivisitazione del sistema pensionistico certamente con criteri migliorativi rispetto a quelli attuali; maggior equità e sostenibilità senza guardare con la deferenza dei diritti acquisiti chi è già in pensione grazie a discriminazioni di varia natura e genere.
    Nel dettaglio dell’argomento c’è poi da tener presente che l’Istat valuta le “prospettive di vita” per i normo dotati e le persone affette da gravi malattie ed handicap allo stesso moso, senza coerenza alcuna.
    Egualmente nel pianeta che porta alle pensioni entrano i lavori usuranti. Come non considerare un lavoro che in sei anni ha visto i dipendenti di una società affrontare cinque ristrutturazioni, con cessione di rami d’azienda, sopressioni d’uffici o delocalizzazione degli stessi (anche all?estero) con richieste di trasferimenti forzosi, di demansionamenti, di faticosi aggiornamenti su procedure e modalità di lavoro in continuo cambiamento sotto costanti monitoraggi di budget e di mobbing correlati, che all’estero sono considerati “mali da fusione ” -burn oaut” – fusi da fusioni…..Gli usuranti che possono andare in pensione dai 10 ai 14 anni prima della media degli altri lavoratori può mai essere quella dei militari? che certo per le azioni di guerra devono essere prestanti ma che a 50 anni possono pur sempre prestare servizi di
    utilità, per esempio presidiando le scuole in cui lo spaccio è i n aumento a prestando assistenza agli anziani o valorizzando e proteggendo il patrimonio ambientale di cui siamo assai carenti e altro ancora, anzicchè trovarsi verisimilmente dei lavori in nero e depauperando pertanto lo scarso lavoro disponibile per chi non ha mai lavorato all’età di 30-35 anni?? Lavoro e pensioni, famiglia e abitazione sono temi essenziali e correlati che vanno pensati in modo coordinato

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