Una brutta notizia.

  Tra poco più di un mese dove da 95 anni c’è stato l’ingresso di Guida a Port’Alba, la libreria di generazioni e generazioni di napoletani, ci saranno quattro porte sbarrate. Guida chiude. E se ne va un pezzo non solo della cultura , e quanta cultura, ma della vita sociale della città.

Chi non è mai andato a comprare un libro, scolastico soprattutto, a pianterreno o nell’ammezzato dello storico palazzetto, alzi mano. Guida a Port’Alba è stato per tutti la porta del libro, la guida del libro. Ma il suo tempo, se non ci sarà un miracolo dell’ultima ora, è finito. Lo conferma con la voce impastata dall’amarezza Mario Guida, 81 anni, tutti passati tra i volumi nuovi e antichi, tra gli autori italiani e stranieri che hanno presentato le proprie opere nella Saletta Rossa.

«Andremo via a novembre, al massimo a dicembre» spiega. «Abbiamo tirato avanti finora facendo i salti mortali. Ma nessuno ci ha dato una mano». Sembra impossibile, ma è così. Tutto è cominciato con la chiusura della gemella del Vomero, a via Merliani.

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One Comment to “Una brutta notizia.”

  1. Napoli, libreria Guida a Port’Alba: troppi ritardi
    Fuorviante il richiamo alla legge per la tutela dei negozi storici

    “ Il risveglio, purtroppo tardivo, da parte delle istituzioni, Regione Campania e Comune di Napoli in testa, allo stato nel quale si è giunti, a mio avviso non servirà purtroppo a salvare la storica libreria con la saletta rossa, così come non servirono le belle parole, non seguite da fatti concreti, come la messa a disposizione di locali alternativi nel quartiere collinare, pronunciate quando nel gennaio 2012 tocco la stessa sorte alla libreria gemella, quella posta in via Merliani al Vomero, chiusa dopo circa 40 anni di attività “. E’ quanto afferma amareggiato Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, promotore di un evento sul social network Facebook, con oltre 10mila invitati, e di una petizione online, per dire no alla chiusura della libreria Guida a Port’Alba.

    “ In base a quanto trapela al momento, ritengo sia molto difficile, se non impossibile, salvare i locali in via Port’Alba, dove da quasi un secolo è posta la libreria – continua Capodanno -. Forse si potrebbero spostare, sia la libreria che la saletta rossa, in altre sedi ma non sarebbe la stessa cosa, anche se, allo stato, credo che questa sia l’unica soluzione percorribile. Peraltro pur manifestando la vicinanza ai titolari, intendo esprimere la mia solidarietà principalmente al personale di entrambe le librerie, che in questa vicenda viene raramente citato ma che è quello che, in una realtà difficile come Napoli per i ben noti problemi occupazionali, è maggiormente colpito, ritrovandosi senza lavoro “.

    “ Va anche precisato che, per quanto è dato sapere dagli organi d’informazione sulla vicenda, appare fuorviante il richiamo alle due proposte di legge regionale per la tutela e la valorizzazione dei locali storici. Proposte presentate a marzo dell’anno scorso, senza che, per quanto mi risulti, siano mai approdate nell’aula del Consiglio regionale della Campania, dopo l’esame in commissione, per la loro approvazione, benché in esse si prevedeva una copertura finanziaria da stanziare nell’ambito del bilancio d’esercizio per l’anno in corso, anno che oramai volge al termine “.

    “ Difatti – puntualizza Capodanno – a parte l’attribuzione del logo ai locali ed ai negozi storici e alle botteghe dell’arte, previo censimento da effettuarsi ad opera dei Comuni, la concessione di contributi, in conto capitale, è prevista solo per la spesa di restauro, di manutenzione ordinaria e straordinaria e dei relativi arredi e strumenti di lavoro, o per contributi per spese connesse all’aumento del canone di locazione entro i limiti di una ragionevole compatibilità con i valori di mercato, casi che non sembrano affatto riguardare la libreria Guida a Port’Alba dove i gestori sono anche proprietari dei locali nei quali è ubicata la libreria peraltro dichiarata dal Ministero dei beni culturali nel novembre 1983 “bene culturale dello Stato” e dove di certo i problemi finanziari non riguardano il restauro e la manutenzione dei locali “.

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