Futuro ora!

(dell’inviato Renato Botto)

CRESCENTINO (VERCELLI) – E’ in grado di produrre 75 mila tonnellate all’anno di bioetanolo ‘buono’, generato con gli scarti delle produzioni agricole, paglia di riso e frumento, e canna dei fossi. La bioraffineria inaugurata oggi a Crescentino (Vercelli), nell’area di un ex stabilimento Teksid, indica la strada di una ‘rivoluzione green nella chimica’. Produce carburanti ‘verdi’, ma che non sottraggono terreni alle coltivazioni agricole per uso alimentare, come succede, invece, per il bioetanolo da mais, canna da zucchero ed altre produzioni vegetali.

A spiegare l’innovazione è stato Guido Ghisolfi, ad di Beta Renowables, la joint venture tra la Biochemtex, società di ingegneria del gruppo Mossi Ghisolfi, il fondo americano Tpg (Texas Pacific Group) ed il leader mondiale della bio-innovazione, la danese Novozymes.

“Si calcola che nel 2022 – ha detto Ghisolfi – la domanda mondiale di carburanti ottenuti da biomasse si attesterà sul 6-7% del totale. Serviranno quindi 2.400 impianti come quelli di Crescentino”.

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