mare monstrum.

 

 

Cresce l’illegalità che riguarda nei mari e sulle coste italiane: dall’abusivismo edilizio sui terreni demaniali alla pesca di frodo, dalle violazioni al codice di navigazione alle norme sulla nautica da diporto, dai depuratori difettosi all’inquinamento da idrocarburi i mari italiani diventano degni della parafrasi Mare Monstrum che evoca il nome latino del Mediterraneo.

 

L’illegalità cresce: nel 2012 i reati sono cresciuti del 2,8%, addirittura un + 14,4% è l’aumento rispetto al 1° gennaio 2010.

 

Aumentano i reati (13.518, pari a 1,8 illeciti per chilometro di costa), le persone denunciate (16.092) e i sequestri che superano quota quattromila (4.076). La metà dei reati è consumata nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, seguite da Sardegna e Lazio.

 

Le spiagge private restano una delle note dolenti delle nostre coste: sono 12mila i lidi sulle coste italiane (uno ogni 350 metri) che, a fronte di canoni demaniali irrisori, accumulano nella stagione estiva lauti guadagni. Non solo stabilimenti balneari, ma chioschi, ristoranti e solarium che rimangono a stagione finita nonostante la legge preveda che vengano rimossi a stagione finita. Senza dimenticare la proliferazione dei porti turistici.

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