Cervello: la precarietà della materia bianca espone al declino cognitivo.

L’instabilita’ della nell’uomo contribuisce al maggior durante l’invecchiamento. Lo stesso processo non avviene, invece, negli scimpanze’. La scoperta e’ di un team di scienziati dello Yerkes National Primate Research Center della Emory University che ha dimostrato che la – i “fili” che connettono i centri di calcolo del – inizia a deteriorarsi prima negli esseri umani che tra gli scimpanze’ durante la fase di invecchiamento. Lo studio e’ stato pubblicato nei dettagli sulla rivista Neurobiology of Aging.brain schizo 300x209 Cervello: la precarietà della materia bianca espone al declino cognitivo“La nostra ricerca rivela che il prezzo che paghiamo per ottenere una maggiore longevita’ rispetto agli altri primati e’ la vulnerabilita’ alle malattie neurodegenerative”, ha spiegato Xu Chen, autore dell’indagine. “La composizione e l’instabilita’ della in eta’ avanzata – ha aggiunto – svolgono un ruolo nel determinare questa vulnerabilita’”. Dai risultati della ricerca emerge che l’integrita’ della e’ raggiunta a trentuno anni dagli scimpanze’ e a trenta dagli esseri umani.

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