rolling stones – aftermath

In questo album sono molte le sperimentazioni musicali del gruppo, in particolare di Brian Jones, che ispirato da George Harrison in Rubber Soul, utilizza il sitar in Mother’s Little Helper e Paint It, Black ed il dulcimer in Lady Jane e I Am Waiting. Per contro, Keith Richards si concentra sul lavoro delle chitarre. Successivamente venne rivelato che lo stesso Jones, frustrato per la leadership di Jagger e Richards prima dell’incisione di questo album, introdusse l’uso di questi strumenti esotici a riprova proprio della sua frustrazione artistica. Il suo contributo alla band dopo Aftermath, iniziò comunque ad essere sempre minore, fino alla sua forzata espulsione dal gruppo nel giugno del 1969.

L’album ebbe un buon successo, sia in Inghilterra, piazzandosi alla prima posizione della classifica per otto settimane, sia in America, dove il disco balzò al secondo posto delle classifiche, diventando successivamente disco di platino.

Benché la consistenza dei testi venne considerata vacillante in alcune parti dell’album, Aftermath fu importante perché mise la coppia Jagger/Richards allo stesso livello di compositori come Lennon/McCartney e Bob Dylan, e ridefinì i Rolling Stones come band votata al rhythm & blues ed anche artisticamente inventiva. Particolare sensazione fece all’epoca il brano Goin’ Home, la cui durata spropositata di 11 minuti e 13 secondi era senza precedenti in relazione a una canzone pop o rock del tempo.

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