LA POLITICA SOTTO RICATTO. MENTRE ALEGGIA L’OMBRA DELLA P2…

“Letta il giovane, quasi meglio dello zio”. In quel “quasi” è racchiuso l’ultimo atto di uno spettacolo imbastito da un comico di quart’ordine, che occupa la scena da vent’anni. E serpeggia una parola: pacificazione, che suona come un oltraggio per chi ha sempre rispettato le regole. Senatore quel signore?!
Forse è troppo, anche per l’Italia. E per favore non chiedete di liberarsi dall’odio, equi distanti analisti super partes. Non è l’odio che spinge a opporsi e a ribellarsi. Odiare un poveraccio che della sua vita ha fatto un deserto?! Non è l’odio che spinge, ma l’indignazione e la voglia di non soccombere. Di non ritrovarsi ne L’urlo di Munch, che non riesce a esplodere.
Bisogna procedere nel chiedere la ineleggibilità dell’impotente, ribaldo, magliaro, che tiene in ostaggio un Paese. Non bisogna che il tempo getti la sua polvere che confonde e fa illudere che tutto si superi senza pagare pegno. Non è così, la Storia presenta sempre il conto. Ai figli. Ma guai a lasciarsi condurre da un vecchio che odia la giovinezza che più non ha, il vigore che finge di possedere, la vivacità che cerca in un belletto da bambola. di Anna Vinci

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