Archive for aprile 18th, 2013

aprile 18, 2013

Quel bel 17 aprile 1961.

Il tentativo di rovesciare Fidel Castro finì malissimo per gli americani e Kennedy venne screditato

Il 17 aprile 1961 ha inizio l’invasione della Baia dei porci. Esuli cubani e mercenari addestrati dalla Cia cercano di conquistare la parte sud-ovest di Cuba, per invadere il Paese e rovesciare il governo cubano di Fidel Castro. L’operazione è conosciuta in inglese come Bay of Pigs Invasion e a Cuba come La Batalla de Girón.
L’operazione, programmata dal direttore della Cia, Allen Welsh Dulles, durante l’amministrazione Eisenhower, venne lanciata nell’aprile 1961, neanche tre mesi dopo l’insediamento di John Fitzgerald Kennedy alla presidenza. Le forze armate cubane, equipaggiate ed addestrate dalle nazioni filo-sovietiche del blocco orientale, sconfissero la forza d’invasione in tre giorni di combattimenti.

Il documetario cubano sulla Baia dei Porci:
http://www.youtube.com/watch?v=-7dTJJwg_lU&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=qOHgVlkz8Qs

“Un minuto di storia” di Gianni Bisiach
http://www.youtube.com/watch?v=377u3PKRLtA&feature=player_embedded

http://www.linkiesta.it/baia-dei-porci

aprile 18, 2013

Questa volta ha vinto e convinto Grillo.

aprile 18, 2013

Forza Nichi.

sel-rodota.JPGsel-rodota1.JPG SEL si smarca, si avvicina al Movimento 5 Stelle, voterà Rodotà. Vendola lo ha ribadito su Facebook.

Il PD, quindi, resta al palo e, forse, delude per l’ultima volta i suoi elettori. La battaglia per il Quirinale, insomma, rischia di spaccare definitivamente il centrosinistra ed il PD (pronto l’addio di Renzi).

aprile 18, 2013

Il socialismo in un solo paese.

“I tagli sono sostanzialmente affare dei ricchi”. Sánchez Gordillo, professore di storia in un istituto della città Marinaleda, è stato eletto sindaco nel 1979 e da allora amministra il piccolo centro dell’Andalusia di 2.650 abitanti. Raccolta in 25 chilometri quadrati, quest’isola socialista ha vissuto tutte le tappe della crisi dei sistemi e modelli politici e sociali mondiali, riuscendo a porsi come un’alternativa nel panorama della crisi globale. Il suo attuale tasso di disoccupazione è pari allo 0% e tutti i cittadini partecipano attivamente alla vita politica e sociale. Un esempio di democrazia dal basso in un paesino dove non esiste la polizia e le tasse sono le più basse della regione.
Il segreto? La gestione diretta dell’agricoltura locale e l’incontro orizzontale con altri paesi attraverso il commercio equo e solidale, un modello economico vincente che ha permesso a questa terra di confine di antichi contadini di opporsi alla crisi. Sánchez Gordillo ha guidato questa sorta di rivoluzione. Diventato famoso per l’assalto al cibo nei supermercati da distribuire ai bisognosi, è un leader singolare nel quadro della classe politica spagnola. La sua organizzazione, il Colectivo Unidad de los Trabajadores- Bloque Andaluz de Izquierdas, gestisce la città di Marnaleda attraverso la trasformazione dei prodotti biologici. L’industria alimentare così organizzata fornisce occupazione, nostante la carenza di finanziamenti; la maggior parte degli abitanti è impiegata nella Cooperativa Humar – Marinaleda S.C.A, creata e gestita dagli stessi operai, dopo anni di lotte. Solo nel 1992, in seguito a diverse occupazioni, il Collettivo ha raggiunto il suo obiettivo: la terra a chi la la lavora, non a scopo di profitto ma per creare nuovi posti di lavoro producendo cibi sani e naturali.

http://orizzontiliquidi.blogspot.it/2013/04/modelli-alternativi-il-caso-di.html

aprile 18, 2013

Esportatori di democrazia.


La distruzione della memoria come atto finale delle guerre umanitarie. Ieri in Iraq, oggi nella Siria invasa dai ribelli finanziati dall’Occidente. Stesso identico copione che affianca alla tragedia umana e ambientale, la giustificazione che i conflitti possano privare un popolo della sua storia. E’ questa la denuncia dell’architetto e archeologo Ihsan Fathi che condanna il furto di migliaia di tesori culturali durante l’invasione dell’Iraq. 35.000 piccoli e grandi reperti che sono stati sottratti al Museo Nazionale iracheno, fonti che rappresentano la memoria storica del Paese e costituiscono beni di un valore inestimabile. Già a marzo il direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, Mounir Bouchenaki, ha rilasciato una dichiarazione in cui denunciava la scomparsa di oltre 1.500 dipinti moderni e di sculture dal Museo di belle arti di Baghdad, rubati durante l’invasione del 2002 dell’Iraq guidata dagli USA. Bouchenaki già nell’aprile 2003 aveva deplorato la distruzione del patrimonio culturale iracheno mentre le fiamme avvolgevano la Biblioteca Nazionale di Baghdad. Nonostante i mesi di avvertimenti degli archeologi americani, il Pentagono aveva ammesso di essere impreparato a fronteggiare il saccheggio sistematico. Nell’archivio della biblioteca era rimasto poco: decine di migliaia di manoscritti inestimabili, giornali e libri erano stati trafugati assieme ai reperti provenienti dalle civiltà antiche di Sumeri, Babilonesi e Assiri contenuti nel Museo Nazionale. Una civiltà quella irachena, che come sottolinea Fethi, vanta una tradizione risalente a 10.000 anni fa, con distruzioni storiche, tra cui l’avanzata dei Mongoli nel 1258. Già durante l’occupazione del 1991, gli americani avevano raggiunto i sobborghi e saccheggiato numerosi musei, ma quella del 2003 è stata una devastazione sistematica di oggetti di valore ma anche di tonnellate di documenti che ricostruiscono la cronologia della storia irachena.

aprile 18, 2013

L’accusa di Chomsky: la Germania impone la schiavitù economica in Grecia.

  “Ovunque, dalla cultura popolare ai sistemi propagandistici c’è una pressione costante per far sentire le persone impotenti e inculcare loro che l’unico ruolo che possono avere è quello di ratificare le decisioni e consumare”.

In un discorso a Dublino, come riporta il quotidiano To Bhma, Noam Chomsky si è scagliato contro le misure imposte dalla Troika e ha osservato che “l’obiettivo finale delle richieste tedesche ad Atene, come parte della gestione del debito, è quello di strappare le risorse della Grecia”.
L’accusa dell’intellettuale americano è chiara: la Banca Centrale Europea ed il governo EU stanno provocando la distruzione della coesione sociale con l’imposizione di misure che gravano sulle fasce deboli. Già nel novembre 2012, Chomsky aveva individuato diverse opzioni per la risoluzione della crisi greca: pagare i debiti attuando un piano di austerity, rifiutarsi di sottostare ai dettami del Fondo Monetario come in Argentina o uscire dall’Eurozona svalutando la propria moneta. La scelta di seguire le misure imposte della Troika, nonostante le dimostrazioni anti-austerity e il peggioramento delle condizioni di vita dei greci, oltre a comportare una destabilizzazione del tessuto sociale, spiegherebbe i sentimenti anti-tedeschi della parte meridionale dell’Europa. Italia, Spagna, Portogallo e Grecia dovrebbero – secondo il teorico – opporsi alla distruzione sociale e finanziaria e all’imposizione attraverso un fronte comune delle periferie che scongiuri le condizioni di vera e propria “schiavitù economica” che si prospettano in parte dell’Europa, condizioni da accettare in nome di un organismo sovranazionale che si dimostra costantemente interessato a soddisfare i bisogni delle banche private che non dei cittadini europei.

aprile 18, 2013

FMI riconosce che i tagli in Grecia sono stati ingiusti. Ma la cura continua.

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Un’Europa a due velocità, con i paesi ricchi che trainano l’economia e i cosiddetti Piigs sempre più poveri. La Grecia è diventata un osservatorio privilegiato dell’operazione di asservimento delle economie nazionali in nome di un’entità sovranazionale e qui, come in tutti i Paesi dell’area mediterranea, si è delineata la precisa strategia di creare popoli sottomessi e pronti ad accettare misure anticrisi in realtà atte a favorire banchieri e industriali.

Dopo il taglio a pensioni e salari, la macelleria sociale greca vivrà una fase che la Troika ha definito di “riequilibrio”, attraverso la lotta all’evasione, la riforma del settore pubblico e un processo di liberalizzazioni che mirerebbe a favorire la competitività.

aprile 18, 2013

Un fisico di merda.

Matteo Renzi, sul nuovo numero di Chi.

aprile 18, 2013

e non prendetevela con Al qaeda.

 

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E a Boston, durante la maratona.

aprile 18, 2013

L’8 per mille in cambio di nulla.