Tumori al fegato: ultrasuoni per combatterli.

I del possono essere o ; se , possono essere primari o secondari. In Europa, una lesione isolata nel è più probabile che sia un carcinoma metastatico, piuttosto che un primario. I principali fattori di rischio per il del sono le infezioni da B o C e il forte consumo di alcol, ognuno dei quali può causare la . Anche i fumatori e i diabetici sono a rischio, mentre in molti paesi in via di sviluppo il consumo di alimenti contaminati da aflatossina può causare il al . Il al spesso mostra sintomi soltanto raggiungendo le sue fasi avanzate, quindi solo raramente viene diagnosticato precocemente.
tumore fegato 300x217 Tumori al fegato: ultrasuoni per combatterli
Tra i metodi per trattare un ci sono gli ultrasuoni. Gli ultrasuoni possono fare molto di più che registrare immagini del . Ultrasuoni potenti e concentrati possono essere focalizzati nel del paziente per riscaldare le tumorali a 60 gradi Celsius distruggendole, lasciando quasi intatto il sano. Finora questa “terapia a ultrasuoni focalizzati” è stata approvata solanto per un piccolo numero di patologie, come i dell’utero e della . In questo contesto, i ricercatori del progetto FUSIMO, finanziato dall’UE, si sono impegnati per estendere l’applicazione/metodo ad altri organi, come il , che si muovono nella cavità addominale durante la respirazione. Oggi, due anni dopo l’inizio del progetto, sono stati dimostrati molti risultati intermedi promettenti.

La terapia del con ultrasuoni focalizzati presenta un grave problema: l’organo si sposta avanti e indietro durante la respirazione. Questo aumenta il rischio che il fascio di ultrasuoni non colpisca le tumorali e riscaldi invece eccessivamente il sano circostante. Per questo motivo, i ricercatori hanno applicato questo metodo solo in pazienti sottoposti ad anestesia generale. Per la terapia di un con gli ultrasuoni, la ventilazione viene arrestata per alcuni secondi in modo che il paziente rimanga assolutamente fermo. Tuttavia, l’anestesia generale presenta i suoi rischi e crea tensioni per il paziente, negando così il più grande vantaggio della terapia con ultrasuoni focalizzati: la sua natura non invasiva.

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