Evasi.

Jellestinnen (o Selestian) Valentine. Ajesh Binki. St. Antony. Questi nomi non ci dicono niente di speciale, eppure oggi sono al centro di un caso internazionale. I primi due sono i nomi dei pescatori indiani uccisi e il terzo il nome del peschereccio dove erano imbarcati. Stiamo parlando dell’evasione dei due soldati del Battaglione San Marco imbarcati sulla petroliera “Enrica Lexie” per la difesa da eventuali attacchi di navi pirata. I loro nomi sono, per noi, più facili da ricordare: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo specchio di Oceano Indiano percorso dalla petroliera è uno dei più pericolosi del mondo stando così prossimo alle coste del Corno d’Africa (Etiopia, Somalia e Gibuti), la penisola arabica e il Golfo Persico. A ventiquattro miglia dalle coste indiane, la petroliera viene avvicinata da un peschereccio locale. Preoccupati da un eventuale assalto piratesco, i due marinai, che agiscono di propria iniziativa e non sono sottoposti alla giurisdizione del comandante della nave mercantile, sparano sul peschereccio e uccidono Jellestine e Ajesh. Due pescatori regolarmente imbarcati e provvisti di documenti, come il resto dei marinai del “St. Antony”.

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