Elezioni 2013: una cosa è certa Monti non conta un cazzo.

Mario Monti

Parliamoci chiaro: uno dei dati che sta emergendo in maniera inequivocabile dai risultato della tornata elettorale – oltre, naturalmente, alla grande affermazione del Movimento Cinque Stelle – è il clamoroso flop di Mario Monti e del suo centro. L’ambizione per il Presidente del Consiglio uscente era quella di riuscire a incidere in maniera significativa nella formazione del prossimo governo, insieme a Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini e tutti gli altri (che non esitavano, improvvisamente, a definirsi riformisti, da destri, conservatori, alleati di Berlusconi che erano).

E invece, dati e proiezioni raccontano un Monti che staziona sul 10%, e che addirittura potrebbe rischiare di non avere seggi alla Camera. Oppure di averne, sì, ma per pochissimo (superando quel 10%, appunto). E non sarebbero più di 20 i seggi al Senato: insomma, nemmeno alleandosi con il Centrosinistra o con il Centrodestra potrebbe sedere nuovamente sugli scranni del Governo. E questo era in effetti l’unico traguardo cui Monti e i suoi potevano puntare. Un traguardo sfumato.

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