Garrincha: quandomil calcio è leggenda.

Sapendo di essere venuto al mondo per donare gioia e allegria, ha dovuto prosciugare il suo corpo di tutta la felicità che conteneva. Fino a morire, gravemente malato con i polmoni distrutti e il fegato spappolato, in una spoglia stanza di ospedale nella periferia di Rio de Janeiro, la sera del 20 gennaio di trent’anni fa. Perché la vita di Manoel Francisco dos Santos detto Garrincha , uno dei più meravigliosi interpreti della storia del calcio, colui che è riuscito ad elevare il gesto tecnico del dribbling a vera e propria opera d’arte, è stata la più fedele delle rappresentazioni tragiche. Perso tra l’amore per le donne e quello per l’alcol, quattordici figli riconosciuti in giro per il mondo e migliaia di litri di cachaça tracannati, ha inseguito il pallone fino a non accorgersi che era arrivato a dribblare il mare troppo al largo. Oltre il punto di non ritorno.

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